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Querela responsabile sicurezza: valida anche senza procura

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16123 del 2024, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato in un supermercato. L’imputato sosteneva l’invalidità della querela sporta dal responsabile della sicurezza del punto vendita, in quanto privo di una procura speciale. La Corte ha stabilito che la querela del responsabile sicurezza è valida, poiché egli è titolare della detenzione qualificata dei beni e quindi persona offesa dal reato. Inoltre, la sua dichiarazione di avere i poteri si presume veritiera fino a prova contraria, e una semplice visura camerale non è sufficiente a smentirla.

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Pubblicato il 8 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Querela responsabile sicurezza: valida anche senza procura

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato una questione di notevole rilevanza pratica: la validità della querela del responsabile sicurezza di un esercizio commerciale in caso di furto. Con la sentenza n. 16123/2024, i giudici hanno stabilito che tale querela è pienamente legittima, anche in assenza di una formale procura speciale da parte della proprietà. Questa decisione consolida un orientamento giurisprudenziale volto a tutelare efficacemente le vittime di reati contro il patrimonio in contesti commerciali complessi.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine da una condanna per furto aggravato commesso all’interno di un supermercato. L’imputato, dopo la conferma della condanna in appello, ha presentato ricorso per cassazione. Il fulcro della sua difesa si basava su un unico motivo: la presunta invalidità della querela che aveva dato avvio al procedimento penale. Nello specifico, si contestava che la denuncia-querela fosse stata sporta dal responsabile della sicurezza del punto vendita, soggetto che, secondo la difesa, non aveva dimostrato di possedere i poteri di rappresentanza necessari, come una procura speciale conferitagli dalla società proprietaria del supermercato.

Il Motivo del Ricorso: La Validità della Querela del Responsabile Sicurezza

L’argomentazione difensiva poggiava sull’idea che solo il legale rappresentante della società potesse validamente sporgere querela. In assenza di una procura speciale che delegasse tale potere al responsabile della sicurezza, l’atto sarebbe stato invalido e, di conseguenza, il procedimento penale non avrebbe dovuto essere iniziato. A sostegno di questa tesi, la difesa aveva anche prodotto una visura camerale della società, dalla quale non emergeva alcun conferimento di poteri specifici in tal senso al querelante.

La Posizione della Giurisprudenza sulla Querela

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato e cogliendo l’occasione per ribadire principi consolidati in materia. I giudici hanno chiarito come la legittimazione a proporre querela non spetti esclusivamente al proprietario del bene sottratto, ma si estenda a chiunque ne abbia la ‘detenzione qualificata’.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La decisione della Suprema Corte si basa su due pilastri fondamentali.

1. La Legittimazione del Detentore Qualificato:
Il primo punto, e il più importante, è che il responsabile della sicurezza di un supermercato è considerato il ‘titolare della detenzione qualificata’ della merce esposta. Questo significa che, in virtù del suo ruolo e delle sue mansioni, egli ha un potere di fatto sui beni e un dovere di custodia e protezione. Tale posizione è sufficiente a qualificarlo come ‘persona offesa’ dal reato di furto, poiché il reato lede direttamente il suo rapporto di custodia con la cosa. Di conseguenza, è pienamente legittimato a sporgere querela, a prescindere da un formale potere di rappresentanza legale. Questo principio era già stato affermato dalle Sezioni Unite della Cassazione (sent. Sciuscio, n. 40354/2013), che hanno chiarito come il bene giuridico protetto dalla norma sul furto includa non solo la proprietà, ma anche la detenzione.

2. La Presunzione di Veridicità e l’Inidoneità della Visura Camerale:
Il secondo argomento riguarda l’onere della prova. L’art. 337 del codice di procedura penale richiede semplicemente che chi presenta una querela per conto di una persona giuridica indichi la fonte dei suoi poteri. La dichiarazione del responsabile della sicurezza di agire su delega si presume vera fino a prova contraria. La difesa, per smentire tale dichiarazione, deve fornire una prova ‘appagante’. La Corte ha specificato che una visura camerale ordinaria non costituisce tale prova per diverse ragioni:
* Fotografa la situazione attuale dell’impresa e non quella esistente al momento dei fatti, che potevano risalire ad anni prima.
* Non ha valore di certificazione legale.
* Il conferimento del potere di querela può avvenire tramite una semplice delega interna, un atto che attiene al normale funzionamento aziendale e che, di regola, non viene iscritto nel registro delle imprese.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

La sentenza consolida un principio di pragmatismo e tutela sostanziale. Riconoscere la legittimazione del responsabile della sicurezza semplifica e rende più efficace la reazione ai diffusi reati di furto nei grandi esercizi commerciali. Imporre la necessità di una procura speciale per ogni singolo responsabile o attendere l’intervento del legale rappresentante complicherebbe inutilmente le procedure, a svantaggio della celere repressione dei reati. La decisione chiarisce che la tutela penale si estende a chiunque abbia un rapporto qualificato di custodia con i beni, rafforzando così gli strumenti a disposizione delle aziende per proteggere il proprio patrimonio.

Il responsabile della sicurezza di un supermercato può sporgere querela per un furto?
Sì, la Corte di Cassazione conferma che il responsabile della sicurezza è legittimato a proporre querela. Egli è considerato titolare della ‘detenzione qualificata’ della merce, una posizione giuridica tutelata dalla norma penale sul furto, che lo qualifica come persona offesa dal reato.

È necessario che il responsabile della sicurezza dimostri di avere una procura speciale della società per sporgere querela?
No, non è strettamente necessario. La sua legittimazione deriva direttamente dal ruolo che ricopre. Inoltre, se dichiara di agire su delega, questa affermazione si presume vera fino a prova contraria. L’onere di dimostrare la falsità di tale dichiarazione spetta a chi la contesta.

Una visura camerale che non menziona poteri di querela in capo al responsabile della sicurezza è sufficiente a invalidare la sua denuncia?
No. La Corte ha stabilito che una visura camerale ordinaria non è una prova sufficiente per smentire i poteri del querelante, in quanto potrebbe non essere aggiornata, non ha valore di certificazione e, soprattutto, il potere di querela può essere conferito con una semplice delega interna non soggetta a iscrizione nel registro delle imprese.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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