Querela: la condizione essenziale per la condanna penale
Nel sistema penale italiano, la procedibilità di un reato rappresenta un pilastro fondamentale per la validità di qualsiasi sentenza. Un caso recente analizzato dalla Corte di Cassazione ha ribadito come la mancanza della querela possa determinare il crollo di un intero castello accusatorio, portando all’annullamento di una condanna già confermata in appello.
La vicenda riguarda un’accusa di tentate lesioni personali, un reato che, se non accompagnato da specifiche aggravanti, richiede necessariamente l’impulso della parte offesa per poter essere perseguito dallo Stato.
Il caso delle tentate lesioni senza querela
L’imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di tentate lesioni personali. Tuttavia, nel ricorso per Cassazione, la difesa ha sollevato un’eccezione di natura procedurale decisiva: l’assenza della condizione di procedibilità. Secondo il codice penale, infatti, il delitto di lesioni personali lievi o tentate, quando non ricorrono circostanze aggravanti, non può essere istruito d’ufficio dall’autorità giudiziaria.
La verifica degli atti ha confermato che la persona offesa non aveva mai sporto una formale istanza di punizione. Questo vizio, apparentemente formale, ha una portata sostanziale enorme, poiché impedisce al giudice di entrare nel merito della colpevolezza o dell’innocenza dell’imputato.
L’importanza della condizione di procedibilità
Le condizioni di procedibilità, come la querela, servono a bilanciare l’interesse dello Stato alla repressione dei reati con la volontà della vittima di non esporre determinati fatti al vaglio pubblico del processo. Se la legge stabilisce che un reato è punibile solo a querela di parte, la sua mancanza rende l’azione penale radicalmente nulla.
In questo contesto, la Suprema Corte ha dovuto prendere atto che il reato previsto dall’art. 582 c.p., in combinato disposto con l’art. 56 c.p., non presentava aggravanti tali da giustificare la procedibilità d’ufficio. La mancanza dell’atto di querela nel fascicolo processuale ha reso inevitabile la decisione dei giudici.
Le motivazioni
La Corte di Cassazione ha fondato la propria decisione sulla stretta osservanza delle norme del codice di procedura penale e del codice penale. Poiché il reato di tentate lesioni personali è procedibile a querela di parte ai sensi dell’art. 582, comma 2, c.p., e dato che tale atto risultava mancante agli atti del procedimento, i giudici hanno ravvisato una violazione di legge insuperabile.
Non è possibile sanare la mancanza di una condizione di procedibilità in una fase così avanzata del giudizio se i termini per la sua presentazione sono ormai decorsi. La funzione della Cassazione, in quanto giudice di legittimità, è proprio quella di garantire che la legge sia stata applicata correttamente, e la procedibilità è un presupposto logico e giuridico indefettibile.
Le conclusioni
La sentenza si conclude con l’annullamento senza rinvio della decisione impugnata. Questo significa che il processo si chiude definitivamente senza che sia necessario un nuovo esame da parte di altri giudici di merito. La mancanza della querela ha dunque cancellato la condanna, dimostrando come la tecnica processuale e il rispetto delle garanzie procedurali siano fondamentali quanto la prova del fatto stesso. Per i cittadini e i professionisti, questo provvedimento serve da monito sull’importanza di verificare tempestivamente la presenza di tutte le condizioni necessarie per l’esercizio dell’azione penale.
Cosa accade se il reato di lesioni personali è privo di querela?
Se il reato non presenta aggravanti che lo rendano perseguibile d’ufficio, la mancanza di querela impedisce la condanna e porta all’annullamento del processo.
Si può essere condannati per tentate lesioni senza la denuncia della vittima?
No, le tentate lesioni personali semplici richiedono la querela di parte come condizione necessaria per procedere penalmente contro l’autore.
Qual è l’effetto di una sentenza di annullamento senza rinvio?
Tale sentenza chiude definitivamente il caso, eliminando ogni effetto della condanna precedente senza che sia necessario un nuovo processo.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 1014 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 7 Num. 1014 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 14/12/2022
SENTENZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 04/03/2022 della CORTE APPELLO di FIRENZE
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Con la sentenza impugnata la Corte di appello di Firenze ha confermato la condanna di NOME per il reato di tentate lesioni personali.
Avverso la sentenza ricorre l’imputato, tramite il difensore, proponendo un unico motivo di ricorso, con il quale si censura la violazione di legge per mancanza di querela.
Il ricorso va accolto, in quanto il reato di cui all’art. 582 cod.pen., in combinato disposto con l’art. 56 cod.pen., privo di aggravanti, è procedibile a querela di parte ai sensi dell’art. 582, comma 2, cod.pen.; ebbene, tale querela risulta mancante agli atti del procedimento.
Discende l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, per mancanza di condizione di procedibilità;
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, per mancanza di condizione di procedibilità.
Così deciso il 14/12/2022