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Querela e lesioni stradali: la Riforma Cartabia

La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in una propria precedente sentenza riguardante un caso di lesioni stradali. A seguito della Riforma Cartabia, il reato di lesioni personali stradali gravi è diventato perseguibile solo a Querela della persona offesa, salvo specifiche aggravanti. Poiché nel caso di specie una delle vittime non aveva presentato l’atto formale, la Corte ha annullato senza rinvio la condanna relativa a quel capo d’imputazione, applicando retroattivamente la norma più favorevole all’imputato.

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Pubblicato il 30 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Querela e lesioni stradali: le novità della Riforma Cartabia

L’istituto della Querela ha assunto un ruolo centrale nel sistema penale italiano a seguito delle recenti riforme legislative. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione mette in luce come il difetto di questa condizione di procedibilità possa determinare l’annullamento di una condanna, anche in fase di legittimità, grazie all’applicazione del principio del favor rei.

I fatti e il contesto giuridico

Il caso trae origine da un procedimento penale per lesioni stradali gravi e omissione di soccorso. Inizialmente, il reato di lesioni stradali gravi era perseguibile d’ufficio, ovvero indipendentemente dalla volontà della vittima. Tuttavia, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 150/2022 (cosiddetta Riforma Cartabia), il regime di procedibilità per l’articolo 590-bis del codice penale è mutato, richiedendo ora la presentazione della Querela da parte della persona offesa, a meno che non ricorrano particolari aggravanti.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità, nel riesaminare una precedente sentenza, hanno rilevato un errore percettivo. Una delle persone coinvolte nel sinistro non aveva mai sporto querela. Nonostante ciò, nei gradi di merito e nella prima decisione di Cassazione, l’imputata era stata condannata anche per le lesioni prodotte nei confronti di tale soggetto. La Corte ha dunque dovuto attivare la procedura di correzione dell’errore materiale per uniformare il dispositivo alla nuova normativa vigente.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sulla natura retroattiva delle norme sulla procedibilità. Secondo l’articolo 2 del codice penale, se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo. Poiché il passaggio dalla procedibilità d’ufficio a quella a Querela costituisce un trattamento più favorevole (potendo portare all’estinzione del reato o all’improcedibilità), la Corte ha stabilito che tale modifica debba applicarsi a tutti i processi non ancora definiti con sentenza irrevocabile. Nel caso specifico, l’assenza dell’atto di querela ha reso l’azione penale non più proseguibile.

Le conclusioni

L’ordinanza conferma un orientamento garantista fondamentale: le riforme che limitano la punibilità o modificano le condizioni di accesso al processo devono avere un impatto immediato sui procedimenti pendenti. Per i cittadini e i professionisti, questo significa che la verifica della tempestività e della presenza della Querela è diventata un passaggio obbligato e decisivo nella strategia difensiva per i reati stradali. La correzione operata dalla Cassazione ristabilisce la corretta applicazione della legge, annullando senza rinvio la parte di condanna viziata dal difetto di procedibilità.

Cosa succede se manca la querela per lesioni stradali gravi?
In assenza di specifiche aggravanti previste dalla legge, il reato diventa improcedibile e l’azione penale deve essere interrotta o la condanna annullata.

La Riforma Cartabia si applica ai fatti avvenuti prima della sua entrata in vigore?
Sì, le norme che introducono la procedibilità a querela si applicano retroattivamente se il processo è ancora in corso, in quanto disposizioni più favorevoli all’imputato.

Cos’è la correzione di errore materiale in Cassazione?
È un istituto che permette alla Corte di rimediare a sviste o omissioni nel testo di una sentenza che non incidono sul merito della valutazione ma sulla sua corretta formulazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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