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Querela e furto: le novità della Riforma Cartabia

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per furto di energia elettrica a causa della mancanza di una querela valida. Nonostante l’imputata avesse tentato di contestare l’elemento soggettivo del reato, la decisione si è basata sulle novità introdotte dalla Riforma Cartabia. Poiché il reato di furto è diventato perseguibile solo a querela e la persona offesa non ha presentato l’atto entro i termini stabiliti, l’azione penale è stata dichiarata improcedibile.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Querela e furto: le novità della Riforma Cartabia

La querela è diventata un elemento centrale nel panorama penale italiano a seguito dell’entrata in vigore del D.lgs. n. 150/2022, noto come Riforma Cartabia. Questa normativa ha trasformato molti reati, precedentemente perseguibili d’ufficio, in illeciti punibili solo su istanza della parte offesa. Una recente sentenza della Corte di Cassazione offre un esempio lampante di come questa modifica possa ribaltare l’esito di un processo già giunto ai gradi superiori.

I fatti di causa

Il caso riguarda un’imputata condannata in primo e secondo grado per il reato di furto di energia elettrica. La difesa aveva basato il ricorso principale sulla presunta buona fede della donna, sostenendo che vi fosse un errore di fatto circa l’esistenza di un regolare contratto di fornitura. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, è emersa una questione procedurale assorbente legata proprio alla mancanza della querela.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di Piazza Cavour hanno rilevato che, per la tipologia di furto contestata, il nuovo regime normativo impone la procedibilità a querela. Non ricorrendo aggravanti specifiche che giustifichino il procedere d’ufficio (come l’incapacità della persona offesa o particolari circostanze previste dall’art. 625 c.p.), la volontà della parte lesa di punire il colpevole deve essere esplicita e tempestiva.

L’impatto della Riforma Cartabia

La riforma ha stabilito un termine transitorio per permettere alle persone offese di presentare la querela per i reati già in corso di giudizio. Nel caso in esame, la Procura della Repubblica ha confermato che nessun atto di querela era pervenuto entro la scadenza fissata dalla legge. Questo vuoto procedurale ha reso impossibile la conferma della condanna, indipendentemente dalla fondatezza delle accuse nel merito.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sull’applicazione rigorosa dell’art. 2, comma 1, lett. i) del d.lgs. 150/2022. Tale norma ha modificato l’art. 624 c.p., rendendo il furto punibile a querela salvo casi eccezionali. Poiché la verifica presso la Procura competente ha dato esito negativo circa l’esistenza di tale condizione di procedibilità, i giudici hanno dovuto prendere atto dell’impossibilità di proseguire l’azione penale. La mancanza di querela opera come una causa di estinzione del reato che prevale su valutazioni di merito meno evidenti.

Le conclusioni

Le conclusioni della sentenza portano all’annullamento senza rinvio della decisione impugnata. Questo significa che la condanna precedente viene cancellata definitivamente perché il reato è improcedibile. La sentenza sottolinea l’importanza per le parti offese di monitorare i cambiamenti legislativi per non perdere il diritto alla tutela penale e, parallelamente, evidenzia come per gli imputati la verifica delle condizioni di procedibilità rappresenti una linea difensiva prioritaria e spesso risolutiva.

Cosa succede se manca la querela per un furto non aggravato?
Il reato diventa improcedibile e il giudice deve emettere una sentenza di proscioglimento, annullando eventuali condanne precedenti.

Quali sono i termini per presentare querela dopo la Riforma Cartabia?
Per i reati diventati perseguibili a querela con la riforma, era previsto un termine transitorio per le persone offese per manifestare la propria volontà.

Il furto di energia elettrica è sempre perseguibile d’ufficio?
No, a seguito della riforma, se non ricorrono specifiche aggravanti previste dall’articolo 625 c.p., il furto richiede la querela della parte lesa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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