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Previo concerto e banconote false: la sentenza

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per l’introduzione nello Stato di circa 50.000 dollari contraffatti. Il cuore della decisione riguarda la prova del **previo concerto** con i falsificatori. La Suprema Corte ha chiarito che tale accordo può essere desunto da elementi indiziari univoci, come l’ingente quantitativo di banconote e la procedura di campionamento preventivo. Non è necessaria l’identificazione dei falsificatori né un’organizzazione criminale complessa, essendo sufficiente un’intesa anche mediata per configurare il reato più grave previsto dall’art. 453 c.p. anziché quello meno severo dell’art. 455 c.p.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Previo concerto e banconote false: la linea della Cassazione

La circolazione di valuta contraffatta rappresenta una minaccia diretta alla stabilità economica e alla fede pubblica. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema del previo concerto, un elemento soggettivo fondamentale per distinguere tra diverse gravità di reato nel falso nummario.

Il caso: introduzione di dollari contraffatti

La vicenda trae origine dalla condanna di due soggetti per aver introdotto e detenuto 493 banconote da 100 dollari falsificate. La difesa ha tentato di derubricare il reato nella fattispecie più lieve prevista dall’art. 455 c.p., sostenendo l’assenza di un accordo preventivo con i falsificatori. Secondo i ricorrenti, la loro condotta si sarebbe limitata al possesso e al tentativo di piazzamento, senza un legame diretto con chi aveva materialmente prodotto il denaro.

La prova del previo concerto

La Suprema Corte ha rigettato questa tesi, sottolineando come il previo concerto non richieda un contatto fisico o diretto con il falsificatore. È sufficiente una qualsiasi intesa, anche mediata attraverso intermediari rimasti ignoti. Nel caso di specie, l’invio di un “campione” di banconote per testarne la qualità prima dell’acquisto dell’intero stock è stato considerato una prova schiacciante dell’esistenza di un accordo strutturato.

Il ruolo dei complici e la marginalità

Uno dei ricorrenti ha invocato l’attenuante del ruolo marginale, sostenendo di aver solo accompagnato il complice o verificato la qualità del denaro. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che validare la bontà della contraffazione e assicurare il piazzamento sul mercato costituiscono contributi essenziali al progetto criminoso, escludendo qualsiasi riduzione di pena per minima partecipazione.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura del falso nummario come reato di pericolo. Il previo concerto può essere desunto legittimamente da elementi indiziari quali l’ingente quantitativo di valuta (quasi 50.000 dollari), la frequenza dei rapporti e la logica commerciale dell’operazione. La Cassazione ribadisce che non è necessaria una struttura criminale organizzata: basta un rapporto anche provvisorio tra chi produce e chi distribuisce per far scattare le sanzioni più severe.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma un principio di rigore: chi partecipa alla catena di distribuzione di moneta falsa, accettando di saggiarne la qualità e concordando forniture massicce, è considerato parte integrante dell’accordo di contraffazione. La distinzione tra l’art. 453 e l’art. 455 c.p. non risiede nella vicinanza fisica al falsificatore, ma nella consapevolezza e partecipazione a un piano preordinato di immissione nel mercato di valuta illecita.

Quando si configura il previo concerto nel falso nummario?
Si configura quando esiste un accordo, anche mediato da terzi o intermediari ignoti, tra chi produce le banconote false e chi le mette in circolazione.

Quali indizi provano l’accordo con i falsificatori?
L’ingente quantità di denaro, la ripetitività delle forniture e l’utilizzo di campioni preventivi per testare la qualità della contraffazione sono elementi indiziari validi.

Si può ottenere una riduzione di pena se il ruolo è marginale?
L’attenuante della minima partecipazione è esclusa se il soggetto ha fornito un contributo rilevante, come validare la qualità del falso o garantirne il piazzamento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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