Prescrizione in Cassazione: Quando e Come Sollevarla
L’istituto della prescrizione rappresenta uno dei pilastri del diritto penale, ma le modalità con cui può essere fatta valere seguono regole procedurali precise. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione chiarisce i rigidi oneri probatori a carico di chi solleva, per la prima volta, l’eccezione di prescrizione in Cassazione, basandola su una ricostruzione dei fatti diversa da quella accertata nei precedenti gradi di giudizio. Questo intervento giurisprudenziale sottolinea come non sia sufficiente una semplice affermazione per ottenere la declaratoria di estinzione del reato.
I Fatti del Caso: Dal Riciclaggio all’Appello in Cassazione
Il caso trae origine dalla condanna di un individuo per il reato di riciclaggio. L’imputato, dopo la conferma della condanna in appello, ha deciso di presentare ricorso alla Suprema Corte di Cassazione. L’unico motivo di ricorso addotto dalla difesa era la violazione di legge per la mancata declaratoria di estinzione del reato per intervenuta prescrizione.
La Tesi Difensiva
Secondo la difesa, il momento consumativo del riciclaggio doveva essere retrodatato, facendolo coincidere con quello del reato presupposto (un furto d’auto avvenuto quattro anni prima). Tale ricostruzione, più favorevole all’imputato, avrebbe comportato il superamento dei termini massimi di prescrizione. Questa argomentazione, tuttavia, non era mai stata presentata alla Corte d’Appello, venendo introdotta per la prima volta nel giudizio di legittimità.
La Decisione della Corte: Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su un principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità: l’inammissibilità di argomentazioni basate su una ricostruzione fattuale non precedentemente dedotta davanti ai giudici di merito.
Le Motivazioni: L’Onere della Prova per la Prescrizione in Cassazione
Il cuore della motivazione risiede nel principio dell’onere della prova. La Corte ha ribadito che il ricorrente che invoca la prescrizione in Cassazione, assumendo per la prima volta che la consumazione del reato sia avvenuta in una data anteriore a quella contestata, ha il preciso dovere di supportare tale affermazione. Non basta una mera asserzione.
L’imputato deve fornire:
* Elementi incontrovertibili: Prove chiare e non contestabili.
* Elementi idonei da soli a confermare la sua tesi: Le prove devono essere autosufficienti nel dimostrare la data alternativa di consumazione del reato.
* Elementi non suscettibili di smentita: Le prove non devono poter essere contraddette da altri elementi già acquisiti nel processo.
Nel caso di specie, la difesa si è limitata ad asserire la circostanza di favore senza fornire alcun elemento probatorio a sostegno. Questo inadempimento ha reso l’eccezione proceduralmente inaccettabile, poiché avrebbe richiesto alla Corte di Cassazione una rivalutazione dei fatti, compito che esula dalle sue funzioni di giudice di legittimità.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per la Difesa
Questa ordinanza offre un importante monito per la strategia difensiva. L’eccezione di prescrizione, soprattutto se basata su una diversa datazione dei fatti, deve essere costruita e argomentata fin dai primi gradi di giudizio. Sollevarla per la prima volta in Cassazione è una strada percorribile solo in presenza di prove liquide e inconfutabili, che non richiedano alcuna attività di accertamento fattuale. In assenza di tali prove, il ricorso è destinato all’inammissibilità, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
È possibile sollevare l’eccezione di prescrizione per la prima volta in Cassazione?
Sì, ma a condizioni molto rigorose. Se l’eccezione si basa su una data di consumazione del reato diversa da quella contestata, il ricorrente ha l’onere di fornire elementi di prova incontrovertibili e autosufficienti che confermino la sua tesi, senza che sia necessaria una nuova valutazione dei fatti da parte della Corte.
Qual è l’onere della prova per chi eccepisce la prescrizione in Cassazione?
Il ricorrente deve fornire elementi di prova “incontrovertibili”, “idonei da soli a confermare” le sue affermazioni e “insuscettibili di essere smentiti da altri elementi di prova acquisiti al processo”. Una semplice dichiarazione o asserzione non è sufficiente.
Cosa accade se il ricorrente non assolve l’onere della prova?
Se il ricorrente si limita ad asserire una circostanza più favorevole senza fornire le prove richieste, il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, come avvenuto nel caso di specie.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 31639 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 31639 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 21/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a CATANIA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 06/07/2023 della CORTE APPELLO di CATANIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di COGNOME;
ritenuto che l’unico motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione di legge per l’omessa declaratoria di estinzione del reato per intervenuta prescrizione, poiché la denuncia di furto dell’autovettura risaliva a quattro anni prima rispetto alla data di accertamento del delitto di riciclaggio contestato e, pertanto, la data di consumazione del riciclaggio doveva individuarsi in quella del furto, in quanto più favorevole al reo, in mancanza di prova certa di una consumazione successiva, non è consentito in sede di legittimità poiché è basato su una ricostruzione fattuale non previamente dedotta innanzi alla Corte di merito;
che, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di questa Corte, il ricorrente che, nel giudizio di cassazione, invochi la prescrizione del reato, assumendo, per la prima volta in detta sede, che la data di consumazione è antecedente a quella contestata, ha l’onere di riscontrare le sue affermazioni, fornendo elementi incontrovertibili, idonei da soli a confermare che il reato risulti spdo consumato in data anteriore e insuscettibili di essere smentiti da altri elementi di prova acquisiti al processo (Sez. 2, n. 41151 del 28/09/2023, Mega, Rv. 285300); detto onere, nella specie, non è stato assolto, essendosi la difesa limitata ad asserire la circostanza di favore;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, in data 21 giugno 2024
La Presidente