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Prescrizione del reato: stop con sentenza primo grado

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che eccepiva la prescrizione del reato di rifiuto di indicazioni sulla propria identità. La Suprema Corte ha stabilito che, per i fatti commessi a partire dal 1° gennaio 2020, la prescrizione del reato cessa definitivamente con la pronuncia della sentenza di primo grado, in conformità con la Riforma Cartabia. Nel caso di specie, la sentenza di primo grado era intervenuta prima del decorso dei termini, bloccando così ogni ulteriore decorrenza temporale ai fini estintivi.

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Pubblicato il 23 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Prescrizione del reato: le nuove regole dopo la Riforma Cartabia

La disciplina sulla prescrizione del reato ha subito trasformazioni radicali negli ultimi anni, generando spesso dubbi sull’effettiva durata dei processi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce definitivamente come si calcolano i tempi per i reati commessi dopo il 1° gennaio 2020, confermando il blocco dei termini dopo la sentenza di primo grado.

I fatti e il ricorso in Cassazione

Il caso riguarda un cittadino condannato per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. La difesa ha presentato ricorso sostenendo che, per la contravvenzione legata all’identità, fosse ormai maturata la prescrizione del reato. Secondo la tesi difensiva, il tempo trascorso dal momento del fatto avrebbe dovuto portare all’estinzione dell’illecito prima della decisione definitiva.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno rigettato l’eccezione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha ricordato che il sistema penale italiano ha adottato un nuovo regime temporale. Per tutti i reati commessi dopo l’inizio del 2020, non è più possibile invocare il decorso del tempo una volta che il Tribunale ha emesso la sua prima sentenza, sia essa di condanna o di assoluzione.

## Prescrizione del reato e Riforma Cartabia

L’introduzione dell’articolo 161-bis del codice penale, operata dalla Legge 134/2021, ha cambiato le regole del gioco. Questa norma prevede che il corso della prescrizione si interrompa definitivamente con la sentenza di primo grado. Da quel momento in poi, non si parla più di prescrizione del reato ma, eventualmente, di improcedibilità per superamento dei termini di durata massima dei giudizi di impugnazione.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’applicazione rigorosa della legge nel tempo. Poiché i reati contestati sono stati commessi nel gennaio 2020, essi ricadono pienamente nella nuova disciplina. La sentenza di primo grado, emessa nel maggio 2024, è intervenuta quando i termini di prescrizione erano ancora ampiamente pendenti. Tale pronuncia ha agito come un sigillo definitivo, impedendo al tempo successivo di erodere la pretesa punitiva dello Stato. Il motivo di ricorso è stato quindi giudicato manifestamente infondato, poiché ignorava il blocco normativo imposto dalla riforma.

Le conclusioni

Le conclusioni tratte dalla Cassazione sottolineano che la strategia difensiva basata sul mero decorso del tempo è oggi inefficace per i reati post-2020. Il ricorrente, oltre al rigetto del ricorso, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende. Questo provvedimento ribadisce l’importanza di valutare correttamente i termini processuali alla luce delle riforme vigenti, evitando ricorsi basati su presupposti normativi superati.

Quando smette di decorrere la prescrizione per i reati commessi dopo il 2020?
La prescrizione cessa definitivamente di decorrere con la pronuncia della sentenza di primo grado, indipendentemente dal fatto che sia di condanna o di assoluzione.

Cosa succede se il ricorso in Cassazione è basato su motivi manifestamente infondati?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma tra mille e tremila euro alla Cassa delle Ammende.

Quale norma ha introdotto il blocco della prescrizione dopo il primo grado?
Il blocco è stato introdotto dall’articolo 161-bis del codice penale, inserito dalla Riforma Cartabia (Legge n. 134 del 2021).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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