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Prescrizione del reato: regole e sospensioni

Un imputato condannato per molestie ha presentato ricorso in Cassazione eccependo l’avvenuta **prescrizione del reato**. La difesa sosteneva che il termine di cinque anni fosse scaduto nel 2023, escludendo l’applicazione delle sospensioni processuali previste dalla Legge Orlando. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che per i reati commessi tra agosto 2017 e dicembre 2019 si applica la sospensione del corso della prescrizione durante i gradi di impugnazione. Di conseguenza, il termine non era ancora decorso al momento della sentenza di appello.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Prescrizione del reato: la Cassazione sulle sospensioni della Legge Orlando

La prescrizione del reato rappresenta uno dei temi più complessi del diritto penale italiano, specialmente a causa del succedersi di diverse riforme legislative. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fatto chiarezza sull’applicazione temporale delle cause di sospensione introdotte dalla Legge 103/2017.

Il caso: condanna per molestie e calcolo dei tempi

Un cittadino era stato condannato per il reato di molestia o disturbo alle persone (art. 660 c.p.), commesso nell’ottobre del 2018. La difesa ha impugnato la sentenza sostenendo che la prescrizione del reato fosse ormai maturata, calcolando un termine di cinque anni senza considerare le sospensioni processuali. Secondo il ricorrente, la disciplina applicabile non avrebbe dovuto prevedere lo stop del cronometro durante i gradi di impugnazione.

La tesi difensiva sulla successione delle leggi

Il ricorrente sosteneva che, essendo il reato commesso tra il 2017 e il 2019, dovesse applicarsi una disciplina più favorevole che non prevedeva la sospensione del corso della prescrizione durante il giudizio di appello e di cassazione. In subordine, contestava il momento di decorrenza dell’effetto sospensivo legato al deposito della motivazione della sentenza di primo grado.

La decisione della Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ribadito che la prescrizione del reato non si era affatto compiuta. La decisione si fonda sulla corretta individuazione della norma applicabile al momento della commissione del fatto. Poiché l’illecito è avvenuto nel 2018, ricade pienamente nell’ambito di efficacia della Legge Orlando.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si basano sul principio di diritto espresso dalle Sezioni Unite. La disciplina della sospensione del corso della prescrizione, introdotta dall’art. 1 della Legge 23 giugno 2017, n. 103, si applica ai reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019. Questa norma non è stata abrogata con effetti retroattivi dalle riforme successive (Legge Bonafede o Riforma Cartabia). Pertanto, per i fatti commessi in quell’arco temporale, il termine di prescrizione rimane sospeso per un periodo massimo di un anno e sei mesi dopo la sentenza di primo grado e per un ulteriore anno e sei mesi dopo la sentenza d’appello. Nel caso di specie, il riepilogo delle date dimostra che, applicando correttamente questi periodi di stop, il termine massimo non era ancora decorso al momento della pronuncia di secondo grado.

Le conclusioni

In conclusione, l’inammissibilità del ricorso deriva dalla manifesta infondatezza dei motivi proposti. La prescrizione del reato non può essere invocata ignorando le sospensioni previste dalla legge vigente al tempo del fatto. La sentenza conferma che la stabilità dei rapporti processuali dipende da una rigorosa applicazione delle norme transitorie. L’imputato è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, non essendo emersi elementi che escludessero la colpa nella presentazione di un ricorso palesemente infondato.

Quando si sospende la prescrizione per i reati commessi nel 2018?
Per i reati commessi tra agosto 2017 e fine 2019, la prescrizione si sospende durante il tempo necessario per il giudizio di appello e di cassazione, secondo la Legge Orlando.

Qual è il termine massimo di sospensione previsto dalla Legge 103/2017?
La legge prevede un termine massimo di sospensione pari a un anno e sei mesi per ciascun grado di giudizio successivo al primo.

Cosa succede se il ricorso in Cassazione è dichiarato inammissibile?
L’inammissibilità impedisce di rilevare la prescrizione maturata dopo la sentenza di appello e comporta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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