Prescrizione del Reato di Falso: La Cassazione e il Principio del Dubbio
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cardine del diritto penale: nel dubbio, si decide a favore dell’imputato. Questo caso, che riguarda un’accusa di falso, dimostra come l’incertezza sulla data di commissione di un illecito possa portare alla prescrizione del reato, anche quando gli argomenti di merito del ricorso vengono considerati infondati. Analizziamo insieme i dettagli di questa importante decisione.
I Fatti del Processo
La vicenda processuale ha origine da una sentenza del Tribunale che aveva assolto due imputati dall’accusa di falso ideologico (art. 483 c.p.) con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Successivamente, la Corte d’Appello aveva ribaltato questa decisione, dichiarando la responsabilità penale degli imputati e condannandoli alla pena di giustizia. Contro questa sentenza di condanna, gli imputati hanno proposto ricorso per Cassazione, contestando, tra le altre cose, la qualificazione giuridica del fatto.
La Qualificazione Giuridica e la Prescrizione del Reato
La Corte di Cassazione, pur ritenendo il ricorso inammissibile o manifestamente infondato riguardo alla qualificazione del fatto, ha osservato un aspetto cruciale. Secondo i giudici supremi, il fatto avrebbe potuto essere più correttamente qualificato come falso materiale in atto pubblico. Tuttavia, indipendentemente dalla qualificazione giuridica adottata (quella originaria o quella ritenuta più corretta), il termine massimo di prescrizione del reato applicabile era di sette anni e sei mesi.
L’Applicazione del Principio ‘In Dubio Pro Reo’
Il punto focale della decisione risiede nell’impossibilità di accertare con precisione la data esatta in cui la falsificazione era avvenuta. L’unica certezza era che il fatto fosse stato commesso in una data anteriore al 14 febbraio 2017. Di fronte a questa incertezza, la Corte ha applicato il principio generale del in dubio pro reo (nel dubbio, a favore dell’imputato). Questo significa che, per calcolare il decorso del tempo, si deve considerare la data più favorevole agli imputati, ovvero quella che fa maturare prima la prescrizione.
Le Motivazioni della Cassazione
Sulla base di queste considerazioni, la Corte ha rilevato che il termine massimo di prescrizione era ormai spirato. Ai sensi dell’art. 129, comma 1, del codice di procedura penale, che impone al giudice di dichiarare d’ufficio l’esistenza di una causa di estinzione del reato, la Corte non ha potuto fare altro che prenderne atto. Inoltre, i giudici hanno specificato che non ricorrevano le condizioni per un proscioglimento nel merito (come previsto dal comma 2 dello stesso articolo), in quanto non emergeva con evidenza l’innocenza degli imputati. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione.
Le Conclusioni
Questa sentenza offre un’importante lezione pratica: l’esito di un processo penale non dipende solo dalla fondatezza dell’accusa nel merito, ma anche dal rigoroso rispetto delle garanzie procedurali, tra cui la prescrizione del reato. Il principio del favor rei impone che ogni dubbio, anche quello relativo al momento esatto della commissione di un reato, debba essere risolto a vantaggio dell’imputato. Ciò conferma come la certezza del diritto e il decorso del tempo siano elementi fondamentali per l’equilibrio del sistema giudiziario.
Per quale motivo la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna?
La Corte ha annullato la sentenza perché il reato era estinto per prescrizione. Nonostante le argomentazioni degli imputati fossero state ritenute infondate, il tempo massimo per perseguire il reato era trascorso.
Cosa significa che è stato applicato il principio ‘in dubio pro reo’ alla prescrizione?
Significa che, non potendo stabilire con esattezza la data in cui il reato è stato commesso, i giudici hanno dovuto considerare lo scenario più favorevole agli imputati ai fini del calcolo della prescrizione. L’incertezza sulla data ha quindi portato a dichiarare il reato estinto.
Cosa succede quando un reato si estingue per prescrizione?
Quando un reato si estingue per prescrizione, lo Stato perde il potere di punire il colpevole. Il processo si conclude con una sentenza che dichiara l’estinzione del reato, e la sentenza di condanna precedente viene annullata, come avvenuto in questo caso.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28281 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 7 Num. 28281 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 25/06/2024
SENTENZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME nato a FOLIGNO il DATA_NASCITA
NOME nato a FOLIGNO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 15/09/2023 della CORTE APPELLO di PERUGIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
#
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
che con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Perugia riformato la sentenza del 12 luglio 2021 del Tribunale di Spoleto che prosciolto NOME COGNOME e NOME COGNOME dalla imputazione di cui all’art. 483 cod. pen. perché il fatto non costituisce reato; In particolare la Corte di merito ha affermato la penale responsabilità degli imputati e li ha condannati alla pena di giustizia;
che il ricorso degli imputati, che si dolgono, tra l’altro, della qualificazio giuridica del fatto, non è inammissibile o manifestamente infondato, atteso che il fatto andrebbe più correttamente qualificato come falso materiale in atto pubblico;
che, tuttavia, sia sulla base dell’originaria qualificazione giuridica del fat sia qualificando quest’ultimo come falso materiale in atto pubblico, il termine massimo di prescrizione risulta pari ad anni sette e mesi sei, non essendo stata contestata la fidefacienza dell’atto fino a querela di falso, e che secondo la descrizione contenuta nel capo di imputazione la falsificazione sarebbe avvenuta in data anteriore al 14 febbraio 2017, ma non è stato possibile accertare con precisione la data in cui essa sarebbe avvenuta, cosicché, operando in tema di prescrizione il principio in dubio pro reo, il delitto deve ritenersi estinto per prescrizione;
-che, quindi, ai sensi dell’art. 129, comma 1, cod. proc. pen., deve rilevarsi l’estinzione del reato per prescrizione, non ricorrendo l’evidenza della sussistenza di alcuna delle cause di proscioglimento di cui al comma 2 della citata disposizione;
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il reato è estinto per prescrizione. Così deciso il 25/06/2024.