Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 42616 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 5 Num. 42616 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 19/09/2023
SENTENZA
sul ricorso proposto da: PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE nel procedimento a carico di: COGNOME NOME nato a MONTEROTONDO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 05/12/2022 della CORTE APPELLO di ROMA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; sentita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME; lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore COGNOME
MIGNOLO
che ha concluso chiedendo l’annullamento con rinvio
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Con sentenza del 05/12/2022 la Corte di appello di Roma ha riformato la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Roma nei confronti di NOME COGNOME, dichiarando non doversi procedere nei suoi confronti per intervenuta prescrizione.
Secondo la Corte di appello, il termine ordinario di prescrizione per il delitto contestato (furto in abitazione tentato) era pari a sei anni ed era decorso, in assenza di atti interruttivi, dalla pronuncia della sentenza di primo grado, intervenuta il 20/09/2016.
Ha proposto ricorso per cassazione il procuratore generale presso la Corte di appello di Roma, deducendo violazione di legge e chiedendo l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata: la Corte di appello sarebbe incorsa in errore nel determinare il termine di prescrizione del reato.
Il ricorso è stato trattato, senza intervento delle parti, nelle forme di cui all’art. 23, connnna 8, legge n. 176 del 2020 e successive modifiche.
Nelle conclusioni scritte, il Procuratore generale ha chiesto l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata.
Il ricorso è fondato, e nondimeno il reato è estinto.
4.1. La Corte di appello non ha considerato la recidiva reiterata specifica infraquinquennale, ritenuta sussistente dal Tribunale, che riconobbe all’imputato le circostanze attenuanti generiche appunto in regime di equivalenza con la predetta aggravante.
Ne è conseguito un errore nel calcolo del termine ordinario di prescrizione: tenuto conto del massimo della pena pari a quattro anni di reclusione per il delitto di furto in abitazione tentato all’epoca del fatto (commesso il 25 agosto 2016, e dunque prima dell’entrata in vigore della legge 23 giugno 2017 n. 103, che ha inasprito la sanzione), il termine ordinario di prescrizione è pari a sei anni e otto mesi, vale a dire a quattro anni aumentati di due terzi ai sensi degli artt. 99, connma 4 e 161, comma 2, cod. pen.
Dunque, il termine ordinario non era maturato, a decorrere dalla sentenza di primo grado intervenuta il 20 settembre 2016, al momento della pronuncia della sentenza di secondo grado.
4.2. La sentenza di appello va dunque annullata, ma occorre considerare che il termine ordinario di prescrizione, pari a sei anni e otto mesi, è comunque decorso, sicché il reato è comunque ad oggi prescritto.
La sentenza va dunque annullata senza rinvio.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.
Così deciso il 19/09/2023