Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 35270 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 1 Num. 35270 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 16/05/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a FORLI’ il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 29/01/2024 del TRIB. SORVEGLIANZA di MILANO
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
lette le conclusioni del PG COGNOMECOGNOME che ha chiestb dichiararsi, inammissibile il ricorso;
RITENUTO IN FATTO
Con l’ordinanza in epigrafe, il Tribunale di sorveglianza di Milano rigettava il reclamo proposto nell’interesse di NOME COGNOME avverso i decreto con il quale il Magistrato di sorveglianza di Milano aveva respinto la sua richiesta di permesso premio ex art. 30-ter Ord. pen.
Incorporati ampi brani del provvedimento del primo giudice, pienamente condiviso, il Tribunale escludeva che, rispetto alle precedenti decisioni reiettive di analoghe istanze per mancata revisione critica, fossero sopravvenUti significativi elementi di novità, osservando che argomenti già emersi in allora, quali il dissesto finanziario, la necessità di denaro, la rabbia e la frustrazione che ne erano derivati, sarebbero stati meritevoli di adeguato approfondimento, “in ragione della abnorme sproporzione delle azioni criminose in cui si erano tradotti e della assoluta gratuità delle azioni omicidiarie rispetto alla necessità di procurarsi il bottino di assicurars l’impunità e la fuga” (COGNOME, detenuto dal DATA_NASCITA, sta scontando l’ergastolo a seguito di condanne per plurimi omicidi e rapine, commessi in correità con i fratelli e con una terza persona, noti come “quelli della Uno bianca”).
Rilevava il Collegio che il tenore del reclamo ripropongva, in modo inconferente, l’elencazione dei soprusi e delle ingiustizie di cui COGNOME sarebbe stato, a suo dire, vittima, segno che su questo fronte nulla era cambiato.
Né poteva essere apprezzata in modo favorevole al detenuto ‘a interruzione del programma di giustizia riparativa, atteso che la iniziativa assunta in tal senso dagli operatori era stata da lui condivisa.
A questo proposito, il giudice a quo esprimeva l’avviso che, per poter formulare una compiuta valutazione del percorso intrapreso, esso aVrebbe dovuto essere ripreso al più presto e tenacemente perseguito, non essendoi comprese le ragioni che ne avevano determinato un’anticipata chiusura o che, comunque, ne avrebbero impedito una sollecita ripresa.
Ha proposto ricorso per cassazione l’interessato, per mezzo del difensore, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all’art. 30-ter Ord. pen.
Si contesta al Tribunale di non essersi confrontato con la relaione di sintesi trasmessa in data 2 agosto 2023, nella quale si dava atto dell’evoluzione del percorso trattamentale seguito dal detenuto e si esprimeva parere fevorevole alla concessione di permessi premio.
Inoltre, ci si duole che il giudice di merito non abbia fornitc risposta alla richiesta difensiva di sentire i mediatori, al fine di chiarire le modalità con cui era svolta la mediazione e le ragioni per le quali, allo stato, sarebbe risultata irrealizzabile.
Il Procuratore generale di questa Corte, nella sua requisi concluso per la declaratoria d’inammissibilità del ricorso. oria scritta, ha
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso va dichiarato inammissibile per le ragioni che sèguono.
Giova premettere che, in tema di permessi premio ex art. 30-ter ord. pen., oltre al requisito della regolare condotta, è necessari à l’assenza di pericolosità sociale del detenuto, sicché rileva, in senso negativb, la mancata rivisitazione COGNOME critica COGNOME del COGNOME pregresso COGNOME comportamentO COGNOME deviante (Sez. 1, n. 435 del 29/11/2023, deo. 2024, Barcella, Rv. 285567 – 01).
Va, poi, tenuto presente che, in linea di principio, valido sia per le misure alternative che, per analogia di ratio, per i permessi premio, il giudice, nell’esaminare le relazioni provenienti dagli organi deputati all’o4ervazione del condannato, non è, in alcun modo, vincolato dai giudizi di idoneità i iyi espressi, ma è tenuto soltanto a considerare le riferite informazioni sulla personalità e lo stile di vita dell’interessato, parametrandone la rilevanza ai fini della decisione alle istanze rieducative e ai profili di pericolosità dell’interessato, secondo la gradualità che governa l’ammissione ai benefici penitenziari (Sez. 1, n. 23343 del 23/03/2017, Arzu, Rv. 270016 – 01).
Tanto premesso, ritiene il Collegio che il provvedimento impugnato non presti il fianco a critiche spendibili in sede di legittimità, avendo, con cura esaminato gli elementi emersi dall’istruttoria e chiarito, con congruo argomentare, le ragioni per cui COGNOME, autore di molteplici delitti di inaudita gravità, non abbia ancora, mostrato segni tangibili di un concreto avvio di un percorsk:i di revisione critica dell’efferato passato criminale.
Il ricorso, dal canto suo, non fa che riproporre, sbstanzialmente mutuandola, la relazione di sintesi, favorevole alla concessione del permesso premio, senza, tuttavia, confrontarsi con la ratio decidendi nel suo ragionevole articolarsi complessivo.
In particolare, non vengono mosse critiche specifiche alle logiche considerazioni svolte dal Tribunale di sorveglianza a proposito della tuttora inesplorata analisi dei motivi che hanno indotto il condannato a delinquere (dissesto finanziario, necessità di denaro), attesa l’abnorme sproporzione e gratuità delle azioni delittuose in cui si sono tradotti.
Del resto, la illustrazione della incompiutezza di un appena intrapreso percorso di giustizia riparativa fornisce implicita e adeguata risposta alla superfluità dell’audizione dei mediatori coinvolti.
4. Dalla inammissibilità del ricorso discende la condanna dl proponente, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., al pagamento delle spese processuali e al versamento della ulteriore somma, ritenuta congrua, di euro tremila in favore della Cassa delle ammende, non esulando profili di colpa nel ricorso (Corte Cost. n. 186 del 2000).
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 16 maggio 2024
Il Consigliere estensore
Il Presidente