LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Pericolosità sociale: conferma sorveglianza speciale

La Corte di Cassazione ha confermato la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per un soggetto con reiterati DASPO. La decisione ribadisce che la **pericolosità sociale** è attuale se supportata da episodi recenti, come la resistenza a pubblico ufficiale e frequentazioni con pregiudicati, avvenuti in un arco temporale prossimo alla misura. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché la motivazione del giudice di merito è risultata solida e basata su fatti concreti.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 1 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Pericolosità sociale e misure di prevenzione: la Cassazione fa chiarezza

La pericolosità sociale rappresenta il pilastro fondamentale su cui poggiano le misure di prevenzione personali nel nostro ordinamento. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha analizzato i criteri per definire l’attualità di tale pericolo, confermando la legittimità della sorveglianza speciale per chi manifesta condotte violente reiterate, anche in contesti sportivi.

Il caso in esame

La vicenda riguarda un cittadino destinatario di tre provvedimenti DASPO tra il 2000 e il 2019. L’ultimo episodio, avvenuto proprio nel 2019, ha visto il soggetto opporre resistenza fisica e verbale alle Forze dell’Ordine durante il deflusso da uno stadio, tentando di forzare uno sbarramento per rientrare negli spalti. Oltre a questi episodi, sono state rilevate frequentazioni costanti con soggetti gravati da precedenti per reati gravi, inclusa l’associazione di stampo mafioso.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, che lamentava una motivazione apparente sull’attualità del pericolo. La Corte ha invece stabilito che i fatti presi in esame coprono un arco temporale significativo e, soprattutto, non si sono arrestati in un passato remoto. La vicinanza temporale dell’ultimo episodio violento rispetto all’applicazione della misura giustifica pienamente il giudizio di pericolosità.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sul principio secondo cui, per accertare l’attualità della pericolosità sociale, il giudice deve verificare la persistenza di condotte sintomatiche. Nel caso di specie, la Corte ha valorizzato non solo i reati commessi, ma anche comportamenti non costituenti reato, come le frequentazioni con pregiudicati e l’atteggiamento di sfida verso le autorità. Tali elementi, letti nel loro insieme, delineano un profilo di personalità incline alla turbativa dell’ordine pubblico, rendendo necessaria e proporzionata la misura della sorveglianza speciale.

Le conclusioni

Le conclusioni tratte dalla Cassazione sottolineano che il sistema delle misure di prevenzione non richiede necessariamente la commissione di nuovi delitti, ma si basa su una prognosi di pericolosità futura desunta da fatti concreti e recenti. La conferma della sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende ribadisce inoltre il rigore processuale verso ricorsi ritenuti manifestamente infondati. Questa sentenza offre un importante monito sulla rilevanza delle condotte tenute in contesti di aggregazione sociale e sulla solidità dei controlli di polizia come base per le restrizioni della libertà personale.

Quando la pericolosità sociale viene considerata attuale?
La pericolosità è attuale quando esistono fatti recenti, anche non costituenti reato, che dimostrano la persistenza di una condotta antisociale o violenta nel tempo.

I DASPO possono influenzare l’applicazione della sorveglianza speciale?
Sì, se i provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive sono reiterati e accompagnati da condotte violente o frequentazioni con soggetti pregiudicati.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, solitamente determinata in tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati