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Pericolo di reiterazione reato: quando persiste?

La Cassazione ha esaminato i ricorsi di un imprenditore, accusato di corruzione, e di un suo presunto sodale, accusato di associazione di stampo mafioso. L’imprenditore sosteneva che il pericolo di reiterazione reato fosse venuto meno a causa dell’arresto del pubblico ufficiale corrotto e del commissariamento del Comune. La Corte ha rigettato il suo ricorso, affermando che la capacità sistematica di delinquere dell’imputato rende il pericolo ancora concreto e attuale, a prescindere dal mutato contesto. Il ricorso del secondo imputato è stato dichiarato inammissibile per genericità.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Pericolo di Reiterazione Reato: La Cassazione Chiarisce Quando Persiste

Il pericolo di reiterazione reato è uno dei pilastri su cui si fonda l’applicazione delle misure cautelari nel nostro ordinamento. Ma cosa succede quando il contesto in cui il reato è stato commesso cambia radicalmente? La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 25667/2024 offre un’analisi approfondita, chiarendo che la capacità criminale e la sistematicità della condotta possono rendere il rischio attuale e concreto, anche se i complici e le condizioni favorevoli vengono meno. Analizziamo il caso.

I Fatti del Caso: Corruzione e Associazione a Delinquere

La vicenda giudiziaria riguarda due soggetti. Il primo, un imprenditore ritenuto amministratore di fatto di una società di costruzioni, era indagato per plurime condotte di corruzione finalizzate ad ottenere l’affidamento di lavori pubblici da un comune. A suo carico era stata disposta la misura degli arresti domiciliari. Il secondo, indagato per partecipazione ad un’associazione a delinquere di tipo camorristico, era stato sottoposto alla custodia cautelare in carcere.

Entrambi avevano presentato istanza di riesame al Tribunale competente, che aveva però confermato le misure applicate dal Giudice per le Indagini Preliminari. Contro tale decisione, gli indagati proponevano ricorso per Cassazione.

I Motivi del Ricorso in Cassazione

La difesa dell’imprenditore basava il proprio ricorso su un punto centrale: il radicale mutamento del contesto ambientale. Sosteneva, infatti, che il pericolo di reiterazione reato non potesse più considerarsi sussistente, dato che il dirigente comunale, suo interlocutore nel pactum sceleris, era stato a sua volta arrestato e il Consiglio comunale era stato sciolto, con l’insediamento di una Commissione straordinaria. In tale scenario, a suo dire, la sua capacità di ‘pilotare’ appalti pubblici era venuta meno. Contestava inoltre il mancato ricorso a misure meno afflittive, come l’interdizione dall’attività imprenditoriale.

La difesa del secondo ricorrente, invece, lamentava un vizio di motivazione riguardo al suo effettivo coinvolgimento nell’associazione criminale e la violazione di legge sulla ritenuta adeguatezza della misura carceraria, sostenendo la presenza di elementi idonei a superare la presunzione di pericolosità sociale.

Analisi della Cassazione sul Pericolo di Reiterazione Reato

La Suprema Corte ha ritenuto infondato il ricorso dell’imprenditore, offrendo una motivazione chiara sul concetto di pericolo di reiterazione reato. Secondo gli Ermellini, la prognosi sulla futura commissione di delitti non può essere limitata alla sola specifica amministrazione comunale o al rapporto con il singolo funzionario corrotto. Il Tribunale del riesame aveva correttamente valorizzato la pluralità degli episodi corruttivi e le modalità sistematiche della condotta, elementi che disegnano un profilo di pericolosità concreto e attuale.

La Corte ha sottolineato che la ‘particolare gravità delle condotte poste in essere in maniera sistematica e in epoca assai recente’ permette di affermare che l’indagato, anche senza un ruolo societario formale, potrebbe ‘tranquillamente riprendere a delinquere’. La sua dimostrata capacità di influenzare l’aggiudicazione di lavori pubblici non svanisce con il cambiamento del quadro politico-amministrativo locale. Di conseguenza, anche una misura interdittiva è stata ritenuta inefficace.

La Decisione sugli Altri Motivi di Ricorso

Per quanto riguarda il secondo ricorrente, la Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. Il primo motivo è stato giudicato generico, in quanto si limitava a enunciare principi di diritto senza confrontarsi con le specifiche argomentazioni del provvedimento impugnato, che aveva invece evidenziato il suo ruolo esecutivo nell’associazione (procacciamento di armi, attività estorsiva, mantenimento dei sodali detenuti). Anche il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché il Tribunale aveva adeguatamente motivato la scelta della custodia in carcere in base alla personalità del soggetto e alla sua condotta nel contesto del sodalizio, senza che la difesa fornisse elementi concreti per superare la presunzione di pericolosità.

Le Motivazioni

La motivazione centrale della sentenza risiede nella definizione dell’ambito di valutazione del pericolo di reiterazione reato. La Corte stabilisce che tale pericolo non è legato indissolubilmente al contesto specifico in cui i reati sono stati commessi. Piuttosto, deve essere valutato in relazione alla personalità criminale dell’indagato, alla sistematicità delle sue azioni e alla natura dei reati. Un’inclinazione a delinquere radicata e una comprovata abilità nel commettere illeciti complessi, come la corruzione per l’aggiudicazione di appalti, non vengono neutralizzate automaticamente dalla rimozione di un singolo complice o dal cambiamento di un’amministrazione. Il pericolo, in questi casi, è proiettato nel futuro e riguarda la commissione di reati ‘della stessa specie’, che possono trovare terreno fertile in altri contesti e con altri interlocutori. Per il secondo imputato, la Corte ribadisce il principio consolidato per cui un ricorso è inammissibile se non si confronta specificamente con la decisione impugnata, risolvendosi in un mero richiamo astratto di norme e principi.

Le Conclusioni

Questa pronuncia offre importanti spunti pratici. In primo luogo, consolida un’interpretazione rigorosa del requisito del pericolo di reiterazione reato nei delitti contro la pubblica amministrazione, specificando che il cambiamento del contesto esterno non è, di per sé, un elemento risolutivo per escluderlo. Le corti devono guardare alla ‘professionalità’ criminale dimostrata dall’indagato. In secondo luogo, la sentenza è un monito sull’importanza della specificità dei motivi di ricorso in Cassazione. Per evitare una declaratoria di inammissibilità, è necessario che le censure critichino puntualmente il ragionamento logico-giuridico del giudice del provvedimento impugnato, non potendosi limitare a una generica doglianza.

L’arresto di un pubblico ufficiale corrotto elimina automaticamente il pericolo di reiterazione del reato per l’imprenditore corruttore?
No. Secondo la Cassazione, se l’imprenditore ha dimostrato una capacità sistematica e una professionalità nel commettere reati di corruzione, il pericolo che possa delinquere ancora persiste. La sua abilità criminale potrebbe essere esercitata in altri contesti, con altri funzionari o in altre amministrazioni.

Cosa rende un ricorso in Cassazione inammissibile per genericità?
Un ricorso è considerato inammissibile quando si limita a enunciare principi giuridici astratti o a ripetere le doglianze già esposte, senza confrontarsi in modo specifico e critico con le argomentazioni e le motivazioni contenute nel provvedimento che si sta impugnando.

Come viene valutato il pericolo di reiterazione del reato?
Viene valutato sulla base di elementi concreti e attuali, considerando le specifiche modalità e la gravità dei fatti per cui si procede, nonché la personalità dell’indagato come desumibile dai suoi precedenti e dalla sua condotta. L’obiettivo è formulare una prognosi sulla probabilità che, se lasciato libero, possa commettere altri reati dello stesso tipo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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