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Pene sostitutive: i termini per la richiesta

La Corte di Cassazione ha confermato l’inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che aveva richiesto l’applicazione delle pene sostitutive solo durante la discussione orale in appello. La Suprema Corte ha stabilito che, poiché la sentenza di primo grado era successiva all’entrata in vigore della Riforma Cartabia, non era applicabile il regime transitorio più favorevole. Di conseguenza, la richiesta di pene sostitutive doveva essere formulata necessariamente con l’atto di impugnazione o tramite motivi nuovi, rendendo tardiva l’istanza presentata in udienza.

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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Pene sostitutive: i termini per la richiesta dopo la Riforma Cartabia

L’applicazione delle pene sostitutive rappresenta uno dei pilastri della recente riforma del sistema penale, ma la loro richiesta deve seguire binari procedurali rigidi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i confini temporali entro cui l’imputato può sollecitare il giudice d’appello per ottenere sanzioni alternative alla detenzione.

Il caso e la questione giuridica

Un imputato, condannato per reati tributari, aveva impugnato la sentenza di primo grado chiedendo, solo durante la discussione in udienza d’appello, la sostituzione della pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità. La Corte d’appello aveva rigettato l’istanza ritenendola tardiva e non documentata. Il ricorrente sosteneva invece che, in base alla disciplina transitoria della Riforma Cartabia, tale richiesta potesse essere formulata in qualsiasi momento della fase decisoria, anche oralmente in udienza.

La decisione della Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile. Il punto centrale della decisione risiede nell’individuazione della normativa applicabile. I giudici hanno rilevato che la sentenza di primo grado era stata emessa nel febbraio 2023, ovvero quando la Riforma Cartabia era già pienamente in vigore. Questo dettaglio esclude l’applicazione dell’art. 95 del d.lgs. 150/2022, che prevede maglie più larghe per i processi pendenti al momento del cambio legislativo.

La distinzione tra regime ordinario e transitorio

Nel regime ordinario post-riforma, la richiesta di pene sostitutive non può essere lasciata all’ultimo momento. Se il processo di primo grado si è svolto interamente sotto la nuova legge, l’imputato ha l’onere di manifestare la propria volontà di accedere alle sanzioni sostitutive già nell’atto di appello o, al massimo, attraverso il deposito di motivi nuovi entro i termini di legge. La discussione orale non è la sede idonea per introdurre per la prima volta tale istanza.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sul principio di certezza dei tempi processuali. Poiché il procedimento era interamente regolato dalle nuove norme, non vi era alcuna ragione per derogare alle scadenze ordinarie. La Cassazione ha sottolineato che la facoltà di richiedere le pene sostitutive durante la discussione è limitata esclusivamente a quei processi che erano già in corso (in primo grado o in appello) alla data del 30 dicembre 2022. In tutti gli altri casi, il silenzio nell’atto di impugnazione comporta la decadenza dalla facoltà di richiedere il beneficio, rendendo superflua ogni valutazione sulla documentazione a supporto.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce che il diritto alle pene sostitutive non è assoluto ma subordinato al rispetto delle forme e dei tempi processuali. Per i difensori e gli imputati, ciò significa che la strategia sanzionatoria deve essere pianificata sin dal momento della redazione dell’appello. L’inammissibilità del ricorso ha comportato, inoltre, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, evidenziando il rischio di presentare impugnazioni basate su interpretazioni errate della disciplina transitoria.

Quando si deve richiedere la sostituzione della pena in appello?
La richiesta deve essere inserita nell’atto di impugnazione o presentata tramite motivi nuovi, a meno che non si applichi la disciplina transitoria per i processi vecchi.

Si può chiedere il lavoro di pubblica utilità direttamente in udienza?
No, se il processo è iniziato dopo l’entrata in vigore della Riforma Cartabia, la richiesta formulata solo in udienza è considerata tardiva.

Cosa comporta l’inammissibilità del ricorso per sanzioni sostitutive?
L’inammissibilità impedisce alla Corte di valutare la richiesta e obbliga il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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