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Pene sostitutive: guida alla competenza del giudice

La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell’applicabilità delle pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia per i procedimenti pendenti. Il caso riguardava un soggetto condannato per furto semplice che invocava l’applicazione del nuovo regime sanzionatorio direttamente in sede di legittimità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che se la sentenza d’appello è stata pronunciata prima dell’entrata in vigore della riforma, la competenza a decidere sulla sostituzione della pena spetta al giudice dell’esecuzione e non al giudice della cognizione, definendo chiaramente il concetto di pendenza del giudizio.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Pene sostitutive: la competenza del giudice dopo la Riforma Cartabia

L’introduzione delle pene sostitutive nel nostro ordinamento penale ha sollevato importanti interrogativi procedurali, specialmente riguardo alla fase di transizione tra vecchia e nuova normativa. La recente giurisprudenza della Corte di Cassazione chiarisce i confini della pendenza del giudizio e individua l’autorità competente a decidere sulla sostituzione della pena detentiva.

Il caso di specie

Un cittadino era stato condannato per furto semplice commesso all’interno di un punto vendita. Dopo la conferma della condanna in appello, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione invocando lo ius superveniens, ovvero l’applicazione delle nuove sanzioni alternative introdotte dal D.Lgs. 150/2022. La questione centrale riguardava se tale richiesta potesse essere esaminata dalla Cassazione o se dovesse essere rimandata alla fase esecutiva.

La decisione della Corte

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il punto focale della decisione risiede nell’interpretazione dell’art. 95 del decreto legislativo citato. Secondo i giudici, la pendenza del giudizio di legittimità inizia nel momento esatto in cui viene pronunciato il dispositivo della sentenza d’appello. Se tale pronuncia è avvenuta prima del 30 dicembre 2022 (data di entrata in vigore della riforma), il giudice della cognizione non può più intervenire sulla tipologia di pena.

Implicazioni pratiche

Questa interpretazione stabilisce un confine netto: se il processo di merito si è concluso prima della riforma, il condannato non può ottenere la sostituzione della pena durante il ricorso in Cassazione. Tuttavia, non perde il diritto al beneficio. La legge prevede infatti che l’istanza possa essere presentata al giudice dell’esecuzione entro trenta giorni dal momento in cui la sentenza diventa irrevocabile.

Le motivazioni

La Corte ha spiegato che la pendenza di un grado di giudizio non dipende dal deposito della motivazione o dalla presentazione materiale del ricorso, ma dalla definizione della fase precedente. Poiché il dispositivo d’appello era stato letto prima dell’entrata in vigore delle nuove norme sulle pene sostitutive, il giudice di merito non aveva il potere legale di applicarle. Di conseguenza, il sistema processuale affida la valutazione della meritevolezza del beneficio al giudice dell’esecuzione, garantendo così il rispetto del principio di legalità e la corretta successione delle leggi nel tempo.

Le conclusioni

In conclusione, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende. La sentenza ribadisce che la pendenza del giudizio davanti alla Cassazione preclude l’applicazione diretta delle sanzioni alternative se il merito si è chiuso ante-riforma. Per i condannati in situazioni analoghe, la strategia corretta consiste nell’attivare il procedimento davanti al giudice dell’esecuzione una volta che la condanna sia divenuta definitiva, rispettando i termini perentori previsti dalla normativa transitoria.

Cosa succede se la sentenza d’appello è precedente alla Riforma Cartabia?
Se il dispositivo è stato letto prima del 30 dicembre 2022, la richiesta di pene sostitutive non può essere fatta in Cassazione ma va presentata al giudice dell’esecuzione.

Qual è il termine per chiedere le pene sostitutive al giudice dell’esecuzione?
L’istanza deve essere presentata entro trenta giorni dal momento in cui la sentenza di condanna diventa irrevocabile.

Quando si considera pendente il giudizio in Cassazione?
Il giudizio si considera pendente dal momento della pronuncia del dispositivo della sentenza di secondo grado, indipendentemente dal deposito della motivazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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