Pena base: quando i precedenti penali giustificano una condanna superiore al minimo
La determinazione della pena base è un momento cruciale nel processo penale, in cui il giudice esercita la propria discrezionalità per commisurare la sanzione alla gravità del fatto e alla personalità dell’imputato. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito importanti principi su come i precedenti penali possano legittimamente influenzare questa valutazione, anche a fronte della concessione di attenuanti. Il caso analizzato riguarda un’imputazione per incauto acquisto di una bicicletta di provenienza furtiva.
I Fatti del Caso
Un soggetto veniva condannato in primo e secondo grado per il reato di incauto acquisto, previsto dall’art. 712 del codice penale. La Corte d’Appello, pur riconoscendo le circostanze attenuanti generiche, aveva confermato una pena di due mesi di arresto, leggermente superiore al minimo edittale. L’imputato decideva di ricorrere in Cassazione, affidando la sua difesa a un unico motivo: la presunta mancanza di una motivazione adeguata da parte dei giudici di merito nel non aver ridotto ulteriormente la pena, partendo dal minimo.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, di conseguenza, inammissibile. I giudici hanno ritenuto che la decisione della Corte d’Appello fosse, al contrario, correttamente e congruamente motivata. La condanna dell’imputato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende è stata la diretta conseguenza di questa pronuncia.
Le Motivazioni: La Giustificazione della Pena Base
Il cuore della decisione della Cassazione risiede nella validazione del ragionamento seguito dai giudici di merito per la quantificazione della pena base. Secondo la Suprema Corte, la scelta di discostarsi lievemente dal minimo legale era ampiamente giustificata da due elementi specifici e rilevanti:
1. La natura del bene: L’oggetto dell’incauto acquisto era una mountain bike di provenienza furtiva. Sebbene possa sembrare un bene di modesto valore, la sua natura contribuisce a definire il contesto del reato.
2. La biografia criminale del ricorrente: Questo è stato l’elemento decisivo. L’imputato risultava gravato da numerosi precedenti penali, in particolare per reati contro il patrimonio. Questo dato, secondo la Corte, è un indicatore significativo della sua inclinazione a commettere illeciti di quella specifica natura e giustifica pienamente una valutazione di maggiore severità nella determinazione della pena, anche se contenuta.
La Cassazione ha sottolineato come tale valutazione sia insuscettibile di censure in sede di legittimità, in quanto adeguatamente motivata e basata su criteri logici e legali. Il riconoscimento delle attenuanti generiche non obbliga il giudice a fissare la pena nel minimo assoluto, ma serve a bilanciare la sanzione finale, che parte comunque da una pena base commisurata alla gravità concreta del fatto.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
L’ordinanza in esame ribadisce un principio fondamentale del diritto penale: la discrezionalità del giudice nella commisurazione della pena deve essere esercitata attraverso una motivazione logica e aderente ai fatti. Un passato criminale, specialmente se caratterizzato da reati della stessa indole, è un fattore che legittimamente può e deve essere considerato per stabilire una sanzione proporzionata. Questa decisione chiarisce che la concessione delle attenuanti non ‘azzera’ la valutazione sulla pericolosità sociale o sulla personalità dell’imputato, ma si inserisce in un giudizio più complesso. Per gli operatori del diritto, ciò conferma l’importanza di argomentare non solo sulla colpevolezza, ma anche su tutti gli elementi utili a orientare la discrezionalità del giudice nella fase sanzionatoria.
Un giudice può applicare una pena superiore al minimo anche se concede le attenuanti generiche?
Sì. La Corte di Cassazione ha confermato che il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche non obbliga il giudice a fissare la pena base nel minimo edittale. La pena può essere fissata a un livello superiore se ci sono ragioni valide, come i precedenti penali dell’imputato.
I precedenti penali possono giustificare un aumento della pena base?
Sì. Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto pienamente giustificato un lieve scostamento dal minimo edittale proprio in virtù della biografia criminale del ricorrente, caratterizzata da plurimi precedenti per reati contro il patrimonio.
Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione?
La dichiarazione di inammissibilità impedisce alla Corte di esaminare il merito del ricorso. Comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, come in questo caso, al versamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 4460 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 4460 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 16/12/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a MILANO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 29/04/2025 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME avverso la sentenza della Corte d Appello di Torino che ha confermato la penale responsabilità dell’imputato per il reato di all’art. 712 cod.pen. e, previo riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, rimodulato il trattamento sanzionatorio;
rilevato che l’unico motivo proposto, che censura sotto il profilo del vizio di motivazione mancata rideterminazione della pena base, è manifestamente infondato; che, infatti, i giudic d’appello a pag. 4 hanno dato congruo conto delle ragioni per le quali hanno stimato proporzionata al fatto la pena di mesi due di arresto già individuata dal primo giudi evidenziando che il lieve scostamento dal minimo edittale trova giustificazione nella natura d bene oggetto dell’incauto acquisto, ovvero una mountain bike di provenienza furtiva, e nell biografia criminale del ricorrente, gravato da plurimi precedenti per reati contro il patrim con valutazione insuscettibile di rilievi in questa sede in quanto adeguatamente giustificata;
ritenuto che, alla luce delle considerazioni che precedono, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria precisata in dispositivo, non ravvisandosi ragioni d’esonero.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 16 dicembre 2025
Il Consigliere estensore
Il Presidente