Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 5595 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 5595 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 30/01/2026
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a BARI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 28/07/2025 del TRIBUNALE di BARI
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che con sentenza del 28/7/2025, pronunciata ex art. 444 cod. proc. pen., il Tribunale di Bari ha applicato a COGNOME NOME la pena concordata in relazione al reato di cui all’art 73, commi 1 e 5, d.P.R.n. 309/1990.
Rilevato che la ricorrente deduce vizio di motivazione in relazione all’art. 129 cod. proc. pen.
Considerato che il motivo ha ad oggetto doglianza non consentita in quanto l’art. 448, comma 2-bis, cod.proc.pen. consente il ricorso per cassazione avverso la sentenza che applica la pena su concorde richiesta delle parti «solo per motivi attinenti all’espressione della volontà dell’imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all’erronea qualificazione giuridica del fatto e all’illegalità della pena o della misura di sicurezza» (cfr Sez. F, n. 28742 del 25/08/2020, Rv.279761 – 01, che ha affermato che, in tema di patteggiamento, è inammissibile il ricorso per cassazione avverso la sentenza applicativa della pena con cui si deduca il vizio di violazione di legge per la mancata verifica dell’insussistenza di cause di proscioglimento ex art. 129 cod., atteso che l’art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., introdotto dalla legge 23 giugno 2017 n. 103, limita l’impugnabilità della pronuncia alle sole ipotesi di violazione di legge in esso tassativamente indicate).
Ritenuto pertanto che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, de plano a norma dell’art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen., con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE delle Ammende, non potendosi escludere profili di colpa nella proposizione del ricorso.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE delle ammende. Così deciso, 30/01/2026