Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 1186 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 1186 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 08/11/2022
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: RAGIONE_SOCIALE nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 15/03/2022 del GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE di NAPOLI
dato avviso alle parti : ::
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
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OSSERVA
Visto il ricorso proposto da RAGIONE_SOCIALE, tramite il difensore, avverso la sentenza indicata in epigrafe, che ha applicato nei suoi confronti la pena ex art. 444 cod. proc pen., in relazione al reato di cui all’art. 495 cod. pen.
Considerato che il ricorso è inammissibile perché formulato per ragioni che si pongono fuori dal perimetro di quelle consentite dal legislatore al fine di ricorrere per cassazio avverso la sentenza di patteggiamento (si contesta la violazione degli artt. 125, comma primo, n. 3, e 129 cod. proc. pen.), oltre che perché strutturato secondo modalità espositive estremamente generiche e meramente enunciative.
Ritenuto che, secondo quanto previsto dall’art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. disposizione introdotta con la legge 23 giugno 2017, n. 103 -, il pubblico ministero e l’imputato possono ricorrere per cassazione contro la sentenza di patteggiamento solo per motivi attinenti all’espressione della volontà dell’imputato stesso, al difetto correlazione tra richiesta e sentenza, all’erronea qualificazione giuridica del fatto all’illegalità della pena o della misura di sicurezza.
In tema di patteggiamento, pertanto, è inammissibile il ricorso per cassazione avverso la sentenza applicativa della pena con cui si deduca il vizio di violazione di legge per l mancata verifica dell’insussistenza di cause di proscioglimento ex art. 129 cod., atteso che l’art. 448, comma 2-bis, citato limita l’impugnabilità della pronuncia, come poc’anzi precisato, alle sole ipotesi di violazione di legge in esso tassativamente indicate (cfr., le tante, Sez. 6, n. 1032 del 7/11/2019, dep. 2020, Pierri, Rv. 278337; Sez. F, ord. n. 28742 del 25/8/2020, Messnaoui, Rv. 279761).
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della Cassa delle ammende (cfr. sul punto Corte Cost. n.186 del 2000, ravvisandosi profili di colpa della ricorrente nella proposizione dell’impugnazione).
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 8 novembre 2022.