Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 382 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 5 Num. 382 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 13/11/2025
ORDINANZA tQJL-C
sul ricorso proposto dal:
COGNOME NOME, nato a LEGNANO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza della CORTE D’APPELLO DI VENEZIA del 26/05/2025
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
NOME COGNOME chiede l’annullamento del provvedimento in epigrafe, con il quale la Corte d’appello di Venezia ha, in parziale riforma dell’appellata sentenza, in accoglimento dell’accordo fra le parti ai sensi dell’art. 599-bis cod. proc. pen.,
ridotto la pena inflitta all’imputato in ordine al reato di bancarotta fraudolenta, patrimoniale e documentale, al medesimo ascritto.
Il ricorrente deduce, con unico motivo, vizio di motivazione in relazione alla determinazione della pena.
2. Il ricorso è inammissibile.
Va, invero, ribadito il principio di diritto già affermato da questa Corte, secondo il quale è inammissibile il ricorso per cassazione relativo a questioni, anche rilevabili d’ufficio, alle quali l’interessato abbia rinunciato in funzione dell’accordo sull pena in appello, in quanto il potere dispositivo riconosciuto alla parte dall’art. 599bis cod. proc. pen., introdotto dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, non solo limita la cognizione del giudice di secondo grado, ma ha effetti preclusivi sull’intero svolgimento processuale, ivi compreso il giudizio di legittimità, analogamente a quanto avviene nella rinuncia all’impugnazione (V. Sez. 3, n. 19983 del 09/06/2020, Coppola, Rv. 279504, con la quale è stato affermato come, in tema di “patteggiamento in appello” ex art. 599-bis cod. proc. pen., introdotto dall’art. 1, comma 56, legge 23 giugno 2017, n. 103, è inammissibile il ricorso per cassazione proposto in relazione alla misura della pena concordata, atteso che il negozio processuale liberamente stipulato dalle parti, una volta consacrato nella decisione del giudice, non può essere unilateralmente modificato, salva l’ipotesi di illegalità della pena concordata).
Alla declaratoria dì inammissibilità del ricorso, pronunciata ai sensi dell’art. 610, comma 5-bis cod. proc. pen. – consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente, oltre al pagamento delle spese del procedimento, anche a versare una somma, che si ritiene congruo determinare in 4.000,00 euro, in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 13 novembre 2025
Il Consigliere estensore