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Particolare tenuità: no a gravi abusi edilizi

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imputati condannati per gravi abusi edilizi. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica quando l’opera abusiva, per dimensioni e modalità di realizzazione, comporta un danno significativo all’ambiente, al paesaggio e alla sicurezza sismica, a prescindere che si tratti di una costruzione completamente nuova o di un ampliamento.

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Pubblicato il 29 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Particolare Tenuità del Fatto: Non Applicabile ai Gravi Abusi Edilizi

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29075/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di reati urbanistici: la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’articolo 131-bis del codice penale, non può essere invocata in presenza di abusi edilizi significativi che ledono molteplici beni giuridici come l’ambiente, il paesaggio e la sicurezza pubblica. Questa decisione consolida un orientamento rigoroso a tutela del territorio.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da una condanna emessa dal Tribunale e parzialmente riformata in appello a carico di tre persone. Gli imputati erano stati riconosciuti colpevoli di una serie di reati connessi alla realizzazione di un manufatto abusivo: violazioni della normativa urbanistica, antisismica, in materia di conglomerato cementizio armato e paesaggistica.

La Corte d’Appello, pur riconoscendo le attenuanti generiche e riducendo la pena, aveva confermato l’impianto accusatorio. Contro questa decisione, gli imputati hanno proposto ricorso per cassazione, basandolo su due motivi principali.

I Motivi del Ricorso e la Particolare Tenuità del Fatto

Il primo motivo, di natura sostanziale, riguardava la presunta violazione dell’art. 131-bis c.p. La difesa sosteneva una contraddizione nella motivazione della Corte d’Appello. Quest’ultima, per negare l’applicazione della particolare tenuità del fatto, aveva qualificato l’opera come una “costruzione ex novo”, mentre in un altro passaggio della sentenza sembrava ammettere la preesistenza di un manufatto più piccolo. Secondo i ricorrenti, questa contraddizione avrebbe viziato la decisione di non riconoscere la lieve entità del reato.

Il secondo motivo, di natura procedurale e sollevato da una sola ricorrente, denunciava un’omessa citazione a giudizio in appello, a seguito della nomina di un nuovo difensore di fiducia e della revoca del precedente.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili, fornendo chiarimenti cruciali sull’applicazione della particolare tenuità del fatto in ambito edilizio.

L’irrilevanza della qualificazione come “ex novo”

Sul primo punto, la Cassazione ha ritenuto il motivo generico e non centrato. I giudici hanno spiegato che, al di là della qualificazione dell’intervento come costruzione “ex novo” o ampliamento, ciò che conta è la valutazione complessiva della gravità del fatto. La Corte d’Appello aveva ampiamente motivato le ragioni per cui l’offesa non poteva considerarsi tenue. In particolare, il manufatto era di dimensioni tali da poter ospitare due unità abitative, con un conseguente aggravio del carico urbanistico. Inoltre, l’opera era stata realizzata in una zona soggetta a vincolo e a rischio sismico, in totale spregio della normativa di settore: senza denuncia al genio civile, senza nomina di un tecnico e con la distruzione della flora preesistente.

Questi elementi, considerati nel loro insieme, configurano un “non trascurabile danno all’ambiente ed alla tutela del territorio”, che per sua natura esclude la lieve entità richiesta dall’art. 131-bis c.p.

La reiezione del motivo procedurale

Anche il secondo motivo è stato giudicato infondato. Dagli atti processuali è emerso che sia la nuova difesa che l’imputata erano perfettamente a conoscenza della data dell’udienza d’appello. Anzi, la stessa comunicazione di nomina del nuovo legale menzionava espressamente la data già fissata per la trattazione. Inoltre, l’imputata aveva ricevuto notifica personale del decreto di citazione. Pertanto, nessuna nullità si era verificata.

Le Motivazioni

La motivazione della sentenza si allinea alla giurisprudenza consolidata, incluse le Sezioni Unite, secondo cui il giudizio sulla particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità del caso concreto. Il giudice deve considerare le modalità della condotta, il grado di colpevolezza e, soprattutto, l’entità del danno o del pericolo.

Nel caso specifico, la Corte ha sottolineato che la realizzazione di un’opera in totale dispregio di normative fondamentali (edilizia, paesaggistica, antisismica) e con un impatto dannoso sull’ambiente circostante, non può essere considerata una violazione episodica e minimale. La condotta degli imputati ha leso in modo significativo una pluralità di interessi tutelati dall’ordinamento, rendendo impossibile qualificare il fatto come di particolare tenuità.

Le Conclusioni

La sentenza n. 29075/2024 conferma che la lotta all’abusivismo edilizio passa anche attraverso un’interpretazione rigorosa degli istituti che potrebbero portare alla non punibilità. La particolare tenuità del fatto non è un salvacondotto per abusi complessi e dannosi. La valutazione non deve essere frammentaria, ma deve considerare l’impatto complessivo dell’azione illecita sul territorio e sulla collettività. Questa pronuncia serve da monito: la gravità di un abuso edilizio non si misura solo in metri cubi, ma anche nel disprezzo per le regole poste a tutela di beni comuni fondamentali.

Un abuso edilizio di grandi dimensioni può beneficiare della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto?
No, secondo la sentenza, quando un abuso edilizio è significativo per dimensioni (nel caso di specie, idoneo a ospitare due unità abitative), realizzato in spregio a molteplici normative (urbanistica, antisismica, paesaggistica) e causa un danno ambientale, non può essere considerato di particolare tenuità.

Quali elementi sono decisivi per escludere la particolare tenuità del fatto nei reati urbanistici?
Gli elementi decisivi sono la valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità del caso, tra cui le modalità della condotta (es. costruzione in cemento armato senza autorizzazioni), il grado di colpevolezza e l’entità del danno o del pericolo (es. aggravio del carico urbanistico, rischio sismico, distruzione della flora).

È valida la notifica dell’udienza di appello se il nuovo difensore ne è a conoscenza tramite l’atto di nomina stesso?
Sì. La Corte ha stabilito che non si verifica alcuna nullità se il nuovo difensore, già al momento del deposito telematico della nomina, dimostra di essere a conoscenza della data dell’udienza, come indicato nell’atto stesso. Questo, unito alla notifica personale all’imputato, garantisce il diritto di difesa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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