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Particolare tenuità dell’offesa: no al ricorso copia-incolla

Due imputati, condannati per il reato di truffa, hanno proposto ricorso per cassazione lamentando il mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilità per la particolare tenuità dell’offesa. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che i motivi di ricorso erano generici e si limitavano a ripetere quanto già dedotto in appello, senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza impugnata. Inoltre, i ricorrenti hanno accumulato in modo confuso e incompatibile diverse censure sulla motivazione. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha inflitto ai ricorrenti il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 12 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 23336 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 7 n. 23336/2026)

La decisione della Cassazione sulla particolare tenuità dell’offesa

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato il tema dei limiti di accesso alla causa di non punibilità per la particolare tenuità dell’offesa in un caso di truffa. I giudici di legittimità hanno chiarito che il ricorso deve rispettare regole di forma e contenuto molto rigide. Non è possibile presentare contestazioni generiche o ripetere semplicemente le difese già respinte nei precedenti gradi di giudizio. La decisione evidenzia l’importanza di formulare censure precise e mirate contro la sentenza impugnata.

Il caso concreto e la condanna per truffa

La vicenda trae origine dalla condanna di due soggetti per il reato di truffa. I giudici di merito avevano accertato la responsabilità penale degli imputati. Gli stessi avevano poi negato l’applicazione del beneficio che esclude la punibilità per i fatti di lieve entità. I condannati hanno quindi deciso di proporre ricorso dinanzi alla Suprema Corte. La difesa ha sostenuto che il fatto contestato fosse di minima offensività. Per questo motivo, i ricorrenti hanno chiesto l’applicazione della causa di esclusione della punibilità. Tuttavia, l’atto di impugnazione presentava gravi difetti strutturali. I difensori hanno unito in modo confuso diverse contestazioni sulla legge e sulla motivazione della sentenza precedente.

I requisiti di specificità del ricorso penale

Il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio in cui si può ridiscutere interamente il fatto. La legge impone che i motivi di impugnazione siano specifici e strettamente collegati alle ragioni della decisione precedente. Chi presenta il ricorso deve indicare con precisione i singoli passaggi della sentenza che ritiene errati. Non è consentito accumulare in modo promiscuo censure diverse e incompatibili tra loro. Ad esempio, non si può lamentare contemporaneamente che una motivazione manchi del tutto e che sia anche contraddittoria. Queste contestazioni si escludono a vicenda. Il giudice di legittimità non ha il compito di selezionare o rielaborare le difese confuse per trovare un argomento valido. Un ricorso formulato in modo generico o alternativo viene inevitabilmente dichiarato inammissibile.

Le motivazioni sulla particolare tenuità dell’offesa

Le motivazioni della sentenza si concentrano sulla corretta applicazione dei criteri per la particolare tenuità dell’offesa. La Corte di Cassazione ha rilevato che i ricorrenti si sono limitati a riproporre le medesime argomentazioni già presentate in appello. Questo comportamento rende il ricorso non specifico. I giudici di secondo grado avevano già esaminato e respinto la richiesta di non punibilità. La Corte d’Appello aveva valutato con attenzione le modalità concrete del fatto, le circostanze dell’azione e la personalità dei colpevoli. Questi parametri sono fondamentali per decidere se un reato possa essere considerato di lieve entità. Poiché la difesa non ha contestato in modo specifico queste valutazioni, la Cassazione non ha potuto riesaminare la questione. La semplice ripetizione dei motivi di appello determina l’inammissibilità del ricorso.

Le conclusioni della Suprema Corte sulla particolare tenuità dell’offesa

Le conclusioni dei giudici sanciscono la totale inammissibilità dei ricorsi presentati dai due imputati. La Suprema Corte ha confermato la condanna pronunciata nei gradi precedenti. Di conseguenza, i ricorrenti devono subire gli effetti della sentenza di condanna per truffa. Oltre a ciò, la Cassazione ha condannato ciascun ricorrente al pagamento delle spese del procedimento. I giudici hanno anche imposto il pagamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa sanzione pecuniaria colpisce chi presenta ricorsi manifestamente infondati o generici. La decisione ribadisce che la richiesta per la particolare tenuità dell’offesa richiede una difesa tecnica rigorosa e non può basarsi su formule ripetitive.

Quando un ricorso per cassazione viene considerato inammissibile per aspecificità?
Il ricorso è inammissibile quando si limita a ripetere i motivi già presentati in appello o quando propone censure generiche senza contestare direttamente i passaggi della sentenza impugnata.

Si possono cumulare diversi vizi di motivazione nello stesso ricorso?
No, non è consentito presentare in modo confuso e alternativo censure incompatibili tra loro, come la totale mancanza di motivazione e la sua contraddittorietà sullo stesso punto.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Oltre alla conferma della condanna, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Provvedimento con cui il giudice rifiuta di esaminare il ricorso nel merito perché non rispetta i requisiti formali o i termini stabiliti dalla legge.
Aspecificità dei motivi
Mancanza di precisione e dettaglio nelle contestazioni del ricorso, che si limita a critiche generiche senza contestare direttamente la sentenza impugnata.
Vizio di motivazione
Difetto della sentenza che si verifica quando la spiegazione del giudice manca del tutto, è contraddittoria o è palesemente illogica.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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