LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?

La Cassazione ha respinto il ricorso di un individuo condannato per non aver versato la cauzione imposta con la sorveglianza speciale. La Corte ha escluso la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) non solo per l’inadempimento, ma per la totale assenza di giustificazioni o tentativi di adempiere in modo alternativo, ritenendo la condotta soggettivamente grave.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Particolare tenuità del fatto: la condotta complessiva conta più del singolo atto

La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 24755/2024 offre un’importante chiave di lettura sull’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131-bis del codice penale. Il caso, relativo al mancato versamento di una cauzione da parte di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, dimostra come la valutazione del giudice non si limiti al solo dato oggettivo dell’inadempimento, ma si estenda all’intero comportamento tenuto dall’imputato.

I Fatti del Caso

Un soggetto, sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, era stato obbligato a versare una cauzione di 3.000 euro. Non avendo adempiuto a tale obbligo entro i termini previsti, veniva condannato in primo grado e in appello per il reato previsto dall’art. 76, comma 4, del d.lgs. 159/2011.

L’imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici di merito avessero errato nel non riconoscere la particolare tenuità del fatto. A suo dire, la Corte d’Appello aveva confuso i concetti di occasionalità e abitualità, negando l’applicazione dell’art. 131-bis c.p. senza che fossero presenti elementi di delinquenza abituale, professionale o per tendenza.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. La decisione si fonda su una valutazione complessiva della fattispecie, che va oltre la semplice commissione del reato.

Le motivazioni sulla particolare tenuità del fatto

La Corte ha chiarito che, per escludere la punibilità, non basta che un reato sia stato commesso. Il giudice deve compiere una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità del caso concreto, seguendo i criteri dell’art. 133 del codice penale.

La Valutazione della Condotta Complessiva

Il punto centrale della motivazione risiede nell’analisi della condotta dell’imputato. I giudici hanno evidenziato come egli non avesse fornito alcuna giustificazione per il mancato pagamento. Non solo: non era emerso dagli atti alcun tentativo di attivarsi per sostituire la cauzione monetaria con garanzie reali, come previsto dalla legge (art. 31 d.lgs. 159/2011), né aveva allegato prove di un’assoluta impossibilità economica di adempiere.

L’Elemento Soggettivo come Indice di Gravità

Questa totale inerzia è stata interpretata dalla Corte come un indice di un’intensità dell’elemento soggettivo del reato tale da non poter qualificare il fatto come di minima o trascurabile offensività. La condotta, vista nel suo insieme, non permetteva di ritenere sussistente quella particolare tenuità del fatto che avrebbe giustificato la non punibilità. In sostanza, il disvalore del reato non era segnato solo dal mancato versamento, ma anche dal completo disinteresse mostrato verso la prescrizione dell’autorità giudiziaria.

Le conclusioni

Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale: la valutazione sulla tenuità del fatto è un giudizio globale che non può prescindere dall’elemento soggettivo e dalle modalità concrete della condotta. L’applicazione dell’art. 131-bis c.p. non è un automatismo legato alla natura del reato, ma il risultato di un’analisi attenta che considera la gravità complessiva, l’entità del contrasto con la legge e, in definitiva, il concreto bisogno di pena. Un’omissione non giustificata e la mancanza di qualsiasi tentativo di rimediare possono trasformare un fatto oggettivamente modesto in una condotta penalmente rilevante e meritevole di sanzione.

Quando può essere esclusa l’applicabilità della particolare tenuità del fatto?
Può essere esclusa quando, al di là dell’oggettivo danno o pericolo, la condotta soggettiva dell’imputato dimostra un’intensità di colpevolezza tale da rendere il fatto non trascurabile. La totale assenza di giustificazioni o di tentativi di adempiere a un obbligo, come nel caso di specie, è un elemento decisivo.

Il mancato pagamento di una cauzione imposta da una misura di prevenzione è sempre punibile?
Sì, costituisce reato. Tuttavia, la sua punibilità in concreto dipende dalla valutazione del giudice. La sentenza chiarisce che se il comportamento dell’imputato manifesta un totale disinteresse per l’obbligo imposto, senza alcuna giustificazione, è difficile che possa essere considerato un fatto di particolare tenuità e quindi non punibile.

Cosa valuta il giudice per decidere sulla particolare tenuità del fatto?
Il giudice compie una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità del caso concreto, come indicato dall’art. 133 del codice penale. Vengono considerate le modalità della condotta, il grado di colpevolezza che se ne desume, e l’entità del danno o del pericolo, per determinare se l’offesa sia minima e se vi sia un concreto bisogno di applicare una pena.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati