Particolare Tenuità del Fatto: No al Beneficio con Più Droghe e Resistenza
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 44472/2023, ha ribadito i confini applicativi della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131-bis del codice penale. L’intervento chiarisce come la valutazione del giudice non possa limitarsi al singolo reato contestato, ma debba estendersi all’intera condotta dell’imputato. Nel caso di specie, la detenzione di sostanze stupefacenti, unita alla resistenza a pubblico ufficiale, è stata ritenuta ostativa al riconoscimento del beneficio.
I Fatti del Processo
La vicenda processuale trae origine da una condanna per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti di lieve entità, ai sensi dell’art. 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990. La decisione, emessa dal Tribunale e successivamente confermata dalla Corte d’Appello, veniva impugnata dall’imputato dinanzi alla Corte di Cassazione. L’unico motivo di ricorso si fondava sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
L’imputato sosteneva che il suo comportamento rientrasse nei limiti della speciale tenuità, meritando quindi il proscioglimento. Tuttavia, i giudici di merito avevano respinto tale richiesta, motivando la loro decisione sulla base di una serie di elementi fattuali specifici.
La Valutazione della Particolare Tenuità del Fatto
Il cuore della questione giuridica risiede nell’interpretazione dei criteri che escludono l’applicazione dell’art. 131-bis c.p. La norma è pensata per evitare la sanzione penale in casi in cui l’offesa al bene giuridico tutelato sia minima. La valutazione, però, non è automatica e richiede un’analisi complessiva del comportamento.
La difesa dell’imputato si concentrava sulla presunta tenuità del solo reato di detenzione di stupefacenti. La Corte di Cassazione, invece, ha sposato la linea dei giudici di merito, sottolineando come la valutazione debba essere globale e tenere conto di tutti gli aspetti della condotta, anche quelli che costituiscono reati diversi ma contestuali.
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza, condividendo pienamente le argomentazioni della Corte territoriale. Le motivazioni si basano su tre pilastri fondamentali che, insieme, delineano un quadro di antidoverosità complessiva incompatibile con il beneficio invocato:
1. Diversità delle sostanze: L’imputato era stato trovato in possesso non di una, ma di diverse tipologie di sostanze stupefacenti. Questo elemento, secondo la Corte, è un indice di maggiore pericolosità della condotta.
2. Incidenza del dato ponderale: Il quantitativo di una delle sostanze detenute (hashish) è stato ritenuto di “significativa incidenza”, superando la soglia di una detenzione meramente occasionale o di scarsa importanza.
3. Condotta di resistenza: L’elemento decisivo è stata la contestuale condotta di resistenza a pubblico ufficiale. Questo reato accessorio ha connotato l’intera azione di una “più accentuata antidoverosità”, dimostrando una generale refrattarietà dell’imputato al rispetto delle norme.
La Corte ha concluso che la somma di questi fattori impedisce di ricondurre la condotta complessiva nell’alveo della “speciale tenuità” richiesta dalla norma.
Le Conclusioni
L’ordinanza in esame offre un importante principio guida: la valutazione sulla particolare tenuità del fatto non può essere frammentaria. Il giudice deve considerare l’intera azione delittuosa nel suo contesto. La presenza di più reati, anche se procedibili separatamente, e altri indici di gravità come la quantità e la varietà delle sostanze, contribuiscono a formare un giudizio complessivo sulla condotta. Quando tale condotta manifesta una certa gravità e una più accentuata opposizione ai doveri imposti dalla legge, la porta per l’applicazione dell’art. 131-bis c.p. resta chiusa. La declaratoria di inammissibilità ha inoltre comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, a causa del carattere palesemente dilatorio e infondato del ricorso.
Quando può essere esclusa l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto?
Secondo questa ordinanza, l’applicazione è esclusa quando una valutazione complessiva della condotta rivela elementi che ne aumentano la gravità, come la detenzione di diverse tipologie di sostanze stupefacenti, un quantitativo significativo e la commissione contestuale di altri reati, come la resistenza a pubblico ufficiale.
La resistenza a pubblico ufficiale incide sulla valutazione della tenuità del fatto per un reato di detenzione di stupefacenti?
Sì, in modo decisivo. La Corte ha stabilito che la condotta di resistenza a pubblico ufficiale “connota di più accentuata antidoverosità la complessiva condotta del prevenuto”, rendendola incompatibile con la “speciale tenuità” richiesta dalla legge per l’applicazione del beneficio.
Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione ritenuto palesemente infondato?
Comporta la condanna del ricorrente non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma di denaro (in questo caso, 3.000 euro) in favore della Cassa delle ammende. Tale sanzione è giustificata dal carattere palesemente dilatorio e infondato delle doglianze presentate.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44472 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44472 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 05/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: NOME COGNOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 22/02/2022 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Motivi della decisione
1.Con sentenza resa in data 22 febbraio 2022 la Corte di appello di Bari ha confermato decisione del Tribunale di Bari del 19 ottobre 2020 che aveva riconosciuto NOME colpevole del reato di cui all’art. 73 comma 5 DPR 309/1990.
Considerato che l’unico motivo, inerente alla mancata applicazione del 131 bis, manifestamente infondato in quanto inerente ad asserito difetto o contraddittorietà d motivazione non emergente dal testo del provvedimento impugnato, atteso che la corte territoriale ha dato conto della esclusione della causa di non punibilità in ragione della d tipologica delle sostanze contestualmente detenute e della significativa incidenza del ponderale relativo all’ hashish, nonché della contestuale condotta di resistenza a pubb ufficiale che connota di più accentuata antidoverosità la complessiva condotta del prevenuto, quale non può essere ricondotta all’alveo di speciale tenuità richiesto dalla norma invocata
Evidenziato che all’inammissibilità del ricorso segue per legge la condanna della ricorre al pagamento delle spese processuali ed al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende che, avuto riguardo al palese carattere dilatorio del ricorso e ai rilevati profili d infondatezza delle doglianze, appare conforme a giustizia stabilire nella misura indica dispositivo;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processua della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 05-10-23.