Due imputati hanno tentato di svaligiare un'abitazione in concorso tra loro. La Corte di appello, riesaminando il caso dopo un annullamento parziale della Cassazione, ha quantificato le condanne a poco più di un anno di reclusione ciascuno. I giudici territoriali hanno applicato l'aggravante della recidiva a causa dei numerosi precedenti penali. Entrambi i condannati hanno presentato un nuovo ricorso, contestando la mancata concessione delle attenuanti e lamentando un presunto vizio nella dosimetria della pena. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi del tutto inammissibili. Quando il giudice fissa una sanzione vicina al minimo edittale, non deve redigere una motivazione analitica e prolissa. I ricorrenti hanno perso definitivamente la causa e devono versare tremila euro ciascuno alla cassa delle ammende oltre alle spese legali.
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