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Ostacola un verbale: è resistenza a un pubblico ufficiale

Un cittadino viene condannato per resistenza a un pubblico ufficiale per aver ostacolato le attività necessarie alla stesura di un verbale. L’imputato sosteneva che la sua condotta non avesse concretamente impedito l’atto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che per configurare il reato di resistenza a un pubblico ufficiale è sufficiente una condotta idonea a ostacolare l’atto d’ufficio, anche se non lo impedisce del tutto. La sua opposizione è bastata a integrare il reato.

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Pubblicato il 18 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 5338 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 5338/2023)

Ostacolare un verbale è resistenza a un pubblico ufficiale?

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia di resistenza a un pubblico ufficiale. Anche un comportamento che non impedisce fisicamente, ma è semplicemente idoneo a ostacolare un atto d’ufficio, come la preparazione di un verbale, costituisce reato. Questa decisione chiarisce i confini di una delle figure criminose più comuni nei rapporti tra cittadini e autorità, sottolineando come non sia necessaria una violenza esplicita per essere perseguiti penalmente.

Il fatto: un controllo e un verbale interrotto

La vicenda giudiziaria nasce da un episodio apparentemente semplice. Un cittadino, durante un controllo, teneva un comportamento ostativo nei confronti di un Pubblico Ufficiale. Quest’ultimo era impegnato nelle attività preparatorie per la stesura di un verbale di accertamento. La condotta del cittadino, pur non sfociando in una vera e propria aggressione fisica, era tale da intralciare e rendere difficoltoso il lavoro dell’operante. Per questo motivo, l’uomo veniva accusato e successivamente condannato per il reato di resistenza a un pubblico ufficiale.

La difesa: un’opposizione senza impedimento

L’imputato ha tentato di difendersi sostenendo una tesi precisa. A suo dire, la sua condotta non aveva, di fatto, bloccato l’attività del Pubblico Ufficiale. L’atto d’ufficio, secondo la sua ricostruzione, non era stato realmente impedito. La sua opposizione, quindi, non avrebbe raggiunto quella soglia di gravità necessaria per far scattare la sanzione penale. La sua linea difensiva mirava a dimostrare l’assenza di un elemento chiave del reato: l’effettivo ostacolo all’azione pubblica.

Il principio sulla resistenza a un pubblico ufficiale

La legge punisce chiunque usi violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale mentre compie un atto del proprio ufficio. La giurisprudenza ha da tempo ampliato l’interpretazione di questo concetto. Non è richiesta una violenza diretta contro la persona del funzionario. È sufficiente qualsiasi comportamento, anche passivo o indiretto, che abbia la capacità di ostacolare, intralciare o ritardare il compimento dell’atto pubblico. L’elemento centrale è l’idoneità dell’azione a interferire con la pubblica funzione.

Le motivazioni: perché si configura la resistenza a un pubblico ufficiale

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del cittadino, definendolo inammissibile. I giudici hanno confermato la correttezza della decisione dei tribunali precedenti. La motivazione è chiara: la condotta dell’imputato era stata correttamente giudicata ‘idonea ad impedire lo svolgimento delle attività strumentali alla redazione del verbale’. Non importa se l’ostacolo sia stato poi superato o se il verbale sia stato comunque redatto. Il reato di resistenza a un pubblico ufficiale si perfeziona nel momento stesso in cui viene posta in essere un’azione capace di interferire con l’operato del funzionario. La legge, infatti, tutela il regolare svolgimento della funzione pubblica, non solo il risultato finale dell’atto.

Le conclusioni: la condanna definitiva

L’esito del processo è stato la conferma definitiva della condanna. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, rendendo la sentenza precedente irrevocabile. Oltre alla condanna per il reato, il cittadino è stato obbligato a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa decisione serve da monito: qualsiasi forma di ostruzionismo verso un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni può avere serie conseguenze penali, consolidando il principio che la tutela della pubblica amministrazione prevale su interpretazioni restrittive della norma.

Per commettere resistenza a pubblico ufficiale devo usare la forza fisica?
No, la Cassazione ha chiarito che è sufficiente qualsiasi condotta, anche non violenta, che sia idonea a ostacolare o impedire l’atto del pubblico ufficiale.

Cosa si intende per ‘atto d’ufficio’?
Si intende qualsiasi attività svolta da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, incluse le operazioni preparatorie come quelle per redigere un verbale.

Se il pubblico ufficiale alla fine riesce a completare il suo atto, sono comunque colpevole?
Sì, il reato si configura nel momento in cui si pone in essere la condotta di opposizione, a prescindere dal risultato finale. L’importante è che l’azione sia stata capace di ostacolare l’attività.

Termini giuridici

Atto d'ufficio
Qualsiasi attività, anche preparatoria, svolta da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche.
Inammissibilità del ricorso
Decisione con cui il giudice dichiara un'impugnazione non ricevibile, senza esaminarla nel merito, perché priva dei requisiti di legge.
Cassa delle ammende
Un ente statale che utilizza i fondi provenienti da sanzioni pecuniarie per finanziare il miglioramento delle condizioni carcerarie.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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