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Omesso versamento ritenute: la prova del rilascio CUD

La Cassazione annulla una condanna per omesso versamento ritenute, stabilendo che per configurare il reato non è sufficiente la presentazione del Modello 770. È indispensabile provare l’effettivo rilascio delle certificazioni (CUD) ai dipendenti, prova che nel caso di specie mancava. La sentenza sottolinea come, a seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale, il reato sussiste solo per le ritenute certificate e rilasciate.

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Pubblicato il 26 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Omesso Versamento Ritenute: Non Basta il Modello 770, Serve la Prova del Rilascio delle Certificazioni

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 41557/2025) ha riaffermato un principio fondamentale in materia di reati tributari: per configurare il delitto di omesso versamento ritenute, non è sufficiente dimostrare il mancato pagamento e la presentazione del Modello 770. È essenziale che l’accusa provi l’effettivo rilascio delle certificazioni ai sostituiti, ovvero ai dipendenti. Questa pronuncia chiarisce i confini tra illecito amministrativo e reato penale, offrendo importanti spunti per datori di lavoro e professionisti.

I Fatti del Caso

Il legale rappresentante di una società di sicurezza era stato condannato in primo grado per il reato previsto dall’art. 10-bis del D.Lgs. 74/2000. L’accusa era di aver omesso il versamento di ritenute fiscali per circa 196.000 euro relative all’anno 2015. La Corte d’Appello, pur dichiarando il reato estinto per prescrizione, aveva confermato la confisca diretta.

L’imprenditore, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo un punto cruciale: non era mai stata fornita la prova che la società avesse effettivamente rilasciato le certificazioni (i cosiddetti CUD) ai propri dipendenti. Secondo la difesa, la sola presentazione del Modello 770 e la testimonianza di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, che confermava la ricezione telematica dei dati, non potevano costituire prova sufficiente dell’elemento costitutivo del reato.

Omesso Versamento Ritenute e la Decisione della Cassazione

La Corte Suprema di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza senza rinvio con la formula “perché il fatto non sussiste”. La decisione si fonda su un’interpretazione rigorosa della norma, alla luce di un precedente e fondamentale intervento della Corte Costituzionale.

L’Impatto della Sentenza della Corte Costituzionale n. 175/2022

Il punto di svolta è la sentenza n. 175 del 2022 della Consulta. Questa decisione ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una modifica legislativa del 2015 che aveva ampliato la portata del reato. La modifica puniva l’omesso versamento delle ritenute “dovute sulla base della stessa dichiarazione”, indipendentemente dal fatto che fossero state certificate e che le certificazioni fossero state rilasciate.

La Corte Costituzionale ha di fatto ripristinato il regime precedente, stabilendo che la rilevanza penale scatta solo per le ritenute certificate. Di conseguenza, il mancato versamento di ritenute che risultano solo dalla dichiarazione (Modello 770), ma per le quali non vi è prova del rilascio delle certificazioni, costituisce un semplice illecito amministrativo-tributario, non un reato.

Cosa Significa “Rilascio” delle Certificazioni?

La Cassazione ha ulteriormente chiarito che per “rilascio” non si intende la mera compilazione dei documenti. È necessario un atto di esternazione: la materiale consegna delle certificazioni ai rispettivi destinatari (i dipendenti o collaboratori). L’invio telematico della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate è un adempimento distinto e non può surrogare la prova della consegna ai sostituiti. Nel caso di specie, la testimonianza del funzionario erariale si limitava a confermare l’acquisizione dei CUD nel sistema dell’Anagrafe Tributaria, senza poter dimostrare che gli stessi fossero stati consegnati ai lavoratori.

Le Motivazioni

La Suprema Corte ha motivato la sua decisione sottolineando che l’onere della prova dell’avvenuto rilascio delle certificazioni spetta all’accusa. Il ragionamento seguito dalla Corte d’Appello, che riteneva la prova integrata dalla sola acquisizione del Modello 770 e dei CUD da parte del sistema tributario, è stato giudicato errato sotto un duplice profilo: fattuale e giuridico.

Dal punto di vista giuridico, la Corte ha ribadito che, dopo la sentenza della Consulta, l’elemento che distingue l’illecito penale da quello amministrativo è proprio il rilascio della certificazione al sostituito. Questo atto attesta che il datore di lavoro ha formalmente dichiarato al dipendente di aver operato la ritenuta. Se questa prova manca, il fatto, pur rimanendo un illecito tributario, non integra la fattispecie penale dell’art. 10-bis.

La Corte ha quindi concluso che, in assenza di prove certe e oltre ogni ragionevole dubbio sulla consegna delle certificazioni, l’imputato doveva essere assolto con la formula più ampia perché il fatto non costituisce reato, con conseguente revoca della confisca.

Le Conclusioni

Questa sentenza ha implicazioni pratiche significative. Per i sostituti d’imposta, emerge l’importanza non solo di operare e versare le ritenute, ma anche di documentare e poter provare l’avvenuta consegna delle certificazioni ai percipienti. Una corretta gestione di questo adempimento è fondamentale per evitare di incorrere in responsabilità penali.

Per gli operatori del diritto, la pronuncia conferma che l’accusa di omesso versamento ritenute richiede un accertamento probatorio rigoroso. Non ci si può basare su presunzioni derivanti dalla sola presentazione del Modello 770. È necessario dimostrare l’elemento materiale del rilascio, che rappresenta il presupposto per la configurabilità del delitto. In mancanza di tale prova, l’unica conseguenza per il contribuente sarà una sanzione di natura amministrativa.

Per il reato di omesso versamento di ritenute, è sufficiente presentare il Modello 770 per provare il reato?
No. Secondo la Corte di Cassazione, a seguito della sentenza n. 175/2022 della Corte Costituzionale, la sola presentazione del Modello 770 non è sufficiente. Per integrare il reato è necessario provare anche l’effettivo rilascio delle certificazioni (CUD) ai sostituiti (dipendenti/collaboratori).

Cosa intende la legge per “rilascio” delle certificazioni ai dipendenti?
Per “rilascio” si intende l’effettiva esternazione e consegna materiale delle certificazioni ai rispettivi destinatari. La semplice compilazione dei documenti o la loro trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate non sono considerate equivalenti al rilascio ai sostituiti.

Qual è la conseguenza se non si prova il rilascio delle certificazioni, ma solo il mancato versamento?
Se non viene fornita la prova del rilascio delle certificazioni ai sostituiti, il mancato versamento delle ritenute, pur risultando dalla dichiarazione, non costituisce un reato penale ma un illecito amministrativo-tributario, sanzionabile in via amministrativa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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