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Omesso interrogatorio 415-bis: annullata la sentenza

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le sentenze di merito e il decreto di citazione a giudizio a causa di un omesso interrogatorio 415-bis. Nonostante l’imputato avesse richiesto di essere ascoltato dopo l’avviso di chiusura indagini, la notifica dell’invito era stata inviata solo al difensore e non all’interessato, rendendo l’atto nullo e ledendo irreparabilmente il diritto di difesa.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Omesso interrogatorio 415-bis: quando la procedura ignora la difesa

Il rispetto delle garanzie procedurali è il pilastro del giusto processo. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale: l’omesso interrogatorio 415-bis, quando ritualmente richiesto dall’indagato, non è una mera formalità ma un requisito di validità dell’intero procedimento penale.

Il caso: borse contraffatte e diritti violati

La vicenda trae origine dalla condanna di un cittadino per i reati di ricettazione e commercio di prodotti con segni falsi. L’imputato era stato trovato in possesso di una serie di borse contraffatte destinate alla vendita. Dopo la conferma della condanna in appello, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione sollevando una questione preliminare decisiva: la nullità del decreto di citazione a giudizio.

Nello specifico, a seguito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la difesa aveva richiesto che l’indagato venisse sottoposto a interrogatorio. Tuttavia, l’invito a presentarsi non era mai stato notificato personalmente all’interessato, bensì solo al suo difensore. Poiché l’imputato non era irreperibile, tale modalità di notifica è stata ritenuta insufficiente, impedendo di fatto lo svolgimento dell’atto richiesto.

L’omesso interrogatorio 415-bis come nullità generale

La giurisprudenza è chiara: l’effettuazione dell’interrogatorio richiesto dall’indagato condiziona la legittimità della procedura successiva. Se il Pubblico Ministero non procede all’atto, si genera una lesione del diritto di difesa che produce una nullità di tipo generale a regime intermedio.

In questo caso, la Corte ha sottolineato come la nullità non potesse considerarsi sanata. Sebbene la scelta di riti speciali (come l’abbreviato) possa talvolta sanare i vizi procedurali precedenti, nel caso in esame la difesa aveva tempestivamente eccepito il vizio sin dagli atti preliminari al dibattimento di primo grado, reiterando l’eccezione in ogni grado di giudizio.

Le conseguenze dell’omesso interrogatorio 415-bis

L’accoglimento del ricorso ha comportato l’annullamento radicale di tutta la sequenza processuale successiva al vizio. Non è stata annullata solo la sentenza di appello, ma anche quella di primo grado e lo stesso decreto di citazione a giudizio. Gli atti sono stati trasmessi nuovamente alla Procura della Repubblica affinché il procedimento riprenda correttamente dalla fase in cui è stato commesso l’errore.

È importante notare che l’annullamento del decreto di citazione non travolge gli atti d’indagine precedenti; pertanto, non è necessario rinnovare l’avviso di chiusura delle indagini, ma solo garantire all’indagato il diritto di essere ascoltato prima di decidere sull’esercizio dell’azione penale.

le motivazioni

La Suprema Corte ha basato la sua decisione sul fatto che la notifica dell’invito a rendere interrogatorio deve essere effettuata direttamente all’indagato. La notifica al difensore non può sostituire quella personale, a meno che l’indagato non sia stato dichiarato irreperibile. Poiché l’imputato non era a conoscenza della citazione per l’interrogatorio, il suo diritto a interloquire con l’accusa prima del processo è stato violato. Questa mancanza rende nullo il decreto di citazione a giudizio e tutti gli atti conseguenti, comprese le sentenze di condanna.

le conclusioni

La sentenza ribadisce che il Pubblico Ministero non può ignorare la richiesta di interrogatorio dell’indagato senza incorrere in gravi vizi processuali. La tutela del diritto di difesa nella fase delle indagini preliminari è essenziale: se l’eccezione di omesso interrogatorio 415-bis viene sollevata correttamente e tempestivamente, l’intero castello accusatorio costruito su un atto nullo è destinato a crollare, riportando il procedimento alla fase delle indagini per garantire il rispetto delle regole fondamentali.

Cosa succede se il PM non esegue l’interrogatorio richiesto dall’indagato dopo il 415-bis?
L’omesso espletamento dell’interrogatorio richiesto dall’indagato determina una nullità di ordine generale a regime intermedio che colpisce il decreto di citazione a giudizio e le sentenze successive.

È valida la notifica dell’invito a rendere interrogatorio inviata solo al difensore?
No, se l’indagato non è irreperibile la notifica deve essere diretta e personale. La sola notifica al difensore non garantisce la conoscenza dell’atto e invalida la procedura.

La nullità per mancato interrogatorio può essere sanata?
Sì, la richiesta di riti speciali come il giudizio abbreviato può sanare il vizio. Tuttavia, se l’eccezione è sollevata tempestivamente prima del dibattimento ordinario e reiterata in appello, la nullità rimane valida.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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