Oltraggio a pubblico ufficiale: inammissibile il ricorso per offese in carcere
L’oltraggio a pubblico ufficiale è un reato che mira a proteggere l’onore e il prestigio di chi esercita funzioni pubbliche. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i limiti di applicabilità di questa fattispecie, specialmente quando i fatti avvengono all’interno di contesti restrittivi come le strutture carcerarie.
Il contesto del reato di oltraggio a pubblico ufficiale
Il caso esaminato riguarda un soggetto condannato per aver rivolto espressioni offensive a un pubblico ufficiale in servizio presso un istituto penitenziario. La difesa ha tentato di impugnare la sentenza di appello sostenendo che non vi fossero prove sufficienti della presenza di più persone al momento del fatto e contestando l’aggravamento della pena dovuto alla recidiva.
La percezione dell’offesa da parte di terzi
Uno degli elementi costitutivi dell’oltraggio a pubblico ufficiale è che l’offesa avvenga in presenza di più persone. La Suprema Corte ha confermato che tale requisito è soddisfatto anche se i testimoni non si trovano nello stesso identico locale, purché siano in grado di percepire chiaramente le offese. Nel caso di specie, la presenza di persone al piano superiore della struttura, che hanno udito le grida, è stata ritenuta sufficiente per integrare il reato.
La valutazione della recidiva e della pericolosità
Un altro punto focale della decisione riguarda la pericolosità sociale del reo. La Corte ha evidenziato come la pluralità di reati pregressi, con particolare riferimento a condotte di evasione e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, giustifichi pienamente l’applicazione della recidiva. Questo orientamento sottolinea come la condotta offensiva non sia un episodio isolato, ma parte di un atteggiamento di sistematica sfida alle istituzioni.
Le motivazioni
Le motivazioni addotte dalla Cassazione per dichiarare l’inammissibilità del ricorso si fondano sulla natura riproduttiva delle censure difensive. I giudici hanno rilevato che i motivi di ricorso erano identici a quelli già proposti e correttamente respinti in sede di appello. La Corte di merito aveva infatti già fornito risposte puntuali sia sulla presenza di testimoni (udibilità delle offese da altri piani della struttura) sia sulla pericolosità del ricorrente, desunta dalle modalità offensive della condotta e dai numerosi precedenti penali specifici. La mancanza di elementi di novità o di errori manifesti nella sentenza impugnata ha reso il ricorso privo di fondamento giuridico.
Le conclusioni
In conclusione, la Suprema Corte ha confermato la condanna, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa decisione ribadisce che l’oltraggio a pubblico ufficiale viene punito severamente quando la condotta dimostra una chiara volontà di ledere l’autorità pubblica in presenza di terzi, e che la storia criminale del soggetto gioca un ruolo determinante nella quantificazione della pena e nella valutazione della sua pericolosità sociale.
Quando si configura il reato di oltraggio a pubblico ufficiale in carcere?
Il reato si configura quando le offese al pubblico ufficiale sono pronunciate in presenza di più persone, anche se queste si trovano in ambienti attigui o piani diversi, purché siano in grado di udire le espressioni ingiuriose.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
L’inammissibilità comporta la conferma definitiva della condanna precedente, il pagamento delle spese del procedimento e, solitamente, una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
In che modo i precedenti penali influenzano la condanna per oltraggio?
I precedenti penali, specialmente se relativi a reati contro l’autorità o evasioni, permettono al giudice di applicare la recidiva, aumentando la pena a causa della maggiore pericolosità sociale dimostrata dal reo.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 49160 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 49160 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 24/11/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a CIVIDALE DEL FRIULI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 23/01/2023 della CORTE APPELLO di TRIESTE
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminato il ricorso di COGNOME NOME;
OSSERVA
Ritenuto che entrambi i motivi di ricorso sono riproduttivi di identiche censure formulate sede di gravame a cui la Corte di merito ha risposto con corretti riferimenti in fatto e rilevando: quanto alla presenza delle più persone, le stesse fossero presenti al secondo pian della struttura carceraria ove lo stesso pubblico ufficiale si era recato tanto da sentire prop tale luogo le offese rivoltegli, in ordine alle quali non si rendeva affatto necess testimonianza delle persone presenti; quanto alla recidiva, come, sia la pluralità degli altri sia i pregressi reati in materia di inosservanza di provvedimenti dell’autorità ed evasione, alle modalità particolarmente offensive nei confronti del pubblico ufficiale, fossero t implicare una maggiore pericolosità del ricorrente;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spes processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 24/11/2023.