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Obbligo DVR: 90 giorni di tempo per le nuove imprese

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41564/2025, ha annullato una condanna per mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi. La Corte ha chiarito che l’obbligo DVR per le nuove imprese, con il relativo termine di 90 giorni, scatta solo dall’effettivo inizio dell’attività lavorativa e non dalla semplice apertura dei locali. Il giudice di merito aveva omesso di verificare questo presupposto fondamentale, vizziando la sentenza per carenza di motivazione.

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Pubblicato il 26 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Obbligo DVR per le start-up: la Cassazione fissa il punto di partenza

L’avvio di una nuova attività imprenditoriale comporta una serie di adempimenti cruciali, tra cui spicca l’obbligo DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), un pilastro della normativa sulla sicurezza sul lavoro. La legge concede alle imprese di nuova costituzione un termine di 90 giorni per la sua redazione. Ma da quando inizia a decorrere questo termine? Dalla firma del contratto di affitto? Dalla registrazione in Camera di Commercio? O dall’effettivo inizio dei lavori? La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 41564/2025, ha fornito un chiarimento fondamentale, annullando una condanna e sottolineando l’importanza di un accertamento fattuale preciso.

I Fatti del Caso

Il titolare di un’impresa di confezioni veniva condannato dal Tribunale per non aver redatto il Documento di Valutazione dei Rischi. Durante un’ispezione, le autorità avevano constatato l’assenza del documento. A sua difesa, l’imprenditore sosteneva che l’azienda era stata avviata da pochissimi giorni, non era ancora registrata e, soprattutto, che non era stata accertata alcuna attività lavorativa in corso. In sostanza, si trovava ancora nella fase di start-up, per la quale la legge (art. 28, comma 3-bis, D.Lgs. 81/2008) prevede 90 giorni di tempo dall’inizio dell’attività per elaborare il DVR. Nonostante ciò, il Tribunale lo aveva condannato, ritenendo sufficiente la constatazione della mancanza del documento al momento del controllo.

La Decisione della Cassazione e l’obbligo DVR per le nuove imprese

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’imprenditore, annullando la sentenza di condanna con rinvio per un nuovo giudizio. Il fulcro della decisione risiede in un vizio di motivazione del giudice di primo grado. Secondo la Cassazione, per poter sanzionare la mancata redazione del DVR in una nuova impresa, non è sufficiente constatare l’apertura dei locali. È invece indispensabile provare l’effettivo ‘inizio dell’attività’, poiché è da quel momento – il cosiddetto dies a quo – che inizia a decorrere il termine di 90 giorni. Senza questa prova, la condanna è illegittima.

Le Motivazioni

La motivazione della Corte è cristallina e si basa su una corretta interpretazione della normativa. Il Tribunale si era limitato a registrare che l’impresa era ‘aperta da pochi giorni’, senza però approfondire l’elemento decisivo: l’attività produttiva era già iniziata? C’erano lavoratori all’opera? Erano in corso lavorazioni? La sentenza impugnata non forniva alcuna risposta a queste domande, rendendo la sua motivazione carente e non allineata all’esegesi normativa.

La Cassazione sottolinea che la prova dell’effettivo ‘inizio dell’attività’ è un elemento costitutivo della contravvenzione. Se l’attività non è ancora iniziata, l’obbligo di redigere il DVR entro 90 giorni non è ancora sorto. Se invece è già in corso, il datore di lavoro ha 90 giorni da quel momento per adempiere. Il giudice del rinvio dovrà quindi colmare questo deficit argomentativo, accertando puntualmente la data di effettivo inizio dell’attività imprenditoriale per verificare se, al momento dell’ispezione, il termine di 90 giorni fosse o meno decorso.

Conclusioni

Questa sentenza offre una guida preziosa per tutti i nuovi imprenditori e per gli organi di vigilanza. Il principio stabilito è chiaro: l’obbligo DVR per le start-up non scatta con l’acquisizione dei locali o con l’iscrizione formale, ma con l’avvio concreto della produzione o del servizio. Questo significa che la fase puramente preparatoria e di allestimento non fa ancora decorrere il termine di 90 giorni. Per poter contestare la violazione, gli ispettori dovranno dimostrare che l’impresa era già operativa al momento del controllo. Si tratta di una garanzia importante che distingue la fase prodromica da quella pienamente operativa, consentendo agli imprenditori di concentrarsi sugli adempimenti in modo graduale e conforme alla legge.

Da quando una nuova impresa ha 90 giorni di tempo per redigere il DVR?
Secondo la sentenza, il termine di 90 giorni per la redazione del DVR decorre dal momento dell’effettivo ‘inizio dell’attività’ produttiva o di servizio, e non dalla semplice apertura o presa di possesso dei locali aziendali.

È sufficiente che un’azienda sia ‘aperta’ per essere sanzionata per la mancanza del DVR?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che non è sufficiente. Per poter sanzionare la violazione, è necessario che l’organo di vigilanza dimostri che l’attività lavorativa era concretamente iniziata al momento dell’ispezione.

Cosa deve fare un giudice prima di condannare per mancata redazione del DVR in una start-up?
Il giudice deve accertare in modo puntuale la data di effettivo inizio dell’attività lavorativa. Solo dopo aver stabilito questo ‘dies a quo’, può verificare se il termine di 90 giorni concesso dalla legge per la predisposizione del documento sia stato superato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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