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Nullità relativa e contestazione: quando decade?

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su una mancata notifica di contestazione di recidiva a un imputato assente. La sentenza chiarisce che tale vizio costituisce una nullità relativa, che deve essere eccepita tempestivamente, a pena di decadenza, nell’atto di appello. Non avendolo fatto, il vizio si considera sanato.

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Pubblicato il 30 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Nullità Relativa: La Cassazione Chiarisce i Termini per l’Eccezione

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 26398/2024) offre un importante chiarimento sui vizi procedurali, in particolare sulla distinzione tra nullità assolute e relative. Il caso riguarda la contestazione della recidiva a un imputato assente senza successiva notifica, un vizio che, secondo la Suprema Corte, configura una nullità relativa e deve essere eccepita entro termini ben precisi, pena la sua decadenza. Analizziamo la vicenda e le conclusioni dei giudici.

I Fatti del Processo

L’imputata, condannata in primo e secondo grado per un reato di furto aggravato (ex art. 624 bis c.p.), ha presentato ricorso per cassazione lamentando un vizio procedurale avvenuto durante il processo di primo grado. Nello specifico, nel corso di un’udienza alla quale l’imputata non era presente, il Pubblico Ministero aveva contestato l’aggravante della recidiva reiterata e specifica. Tuttavia, l’estratto del verbale d’udienza contenente tale nuova contestazione non era mai stato notificato all’imputata.
Secondo la difesa, questa omissione avrebbe causato la nullità delle sentenze di primo e secondo grado, con la conseguenza che, esclusa la recidiva dal calcolo, il reato sarebbe dovuto essere dichiarato estinto per prescrizione.

La Questione della Nullità Relativa nella Modifica dell’Imputazione

Il cuore della questione giuridica risiede nella qualificazione del vizio procedurale. Si tratta di una nullità assoluta e insanabile, come sostenuto dalla difesa, oppure di una nullità relativa, soggetta a termini di decadenza?

Il Principio di Tassatività delle Nullità

Il codice di procedura penale distingue diverse categorie di nullità in base alla loro gravità. Le nullità assolute (art. 179 c.p.p.) sono le più gravi, insanabili e rilevabili d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento. Le nullità relative (art. 181 c.p.p.), invece, sono vizi meno gravi che devono essere eccepiti dalla parte interessata entro precisi limiti temporali.

Il Momento Corretto per Sollevare l’Eccezione

La Corte di Cassazione, aderendo a un orientamento consolidato, ha stabilito che la modifica dell’imputazione tramite la contestazione della recidiva, senza notifica all’imputato assente, non altera il nucleo sostanziale del fatto contestato. L’imputato è, infatti, a conoscenza dei propri precedenti penali. Pertanto, il pregiudizio al diritto di difesa non è così grave da integrare una nullità assoluta. Si tratta, invece, di una nullità relativa.
Di conseguenza, tale vizio doveva essere sollevato tempestivamente. La legge prevede che le nullità verificatesi nel giudizio di primo grado debbano essere eccepite con l’atto di impugnazione. Nel caso di specie, la ricorrente non aveva sollevato questa specifica eccezione né nell’atto di appello né nelle conclusioni scritte del giudizio di secondo grado. Questo silenzio ha comportato la sanatoria del vizio.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sull’applicazione rigorosa degli articoli 181 e 182 del codice di procedura penale. Poiché la ricorrente non ha eccepito la nullità relativa nei termini previsti, ovvero con l’atto di appello, ha perso il diritto di farla valere in una fase successiva del procedimento.
La Corte ha ribadito che la contestazione della recidiva non incide sulla descrizione storica del fatto-reato, ma su una condizione personale dell’imputato, a lui ben nota. Di conseguenza, l’omessa notifica non causa un pregiudizio insanabile al diritto di difesa. L’inammissibilità del ricorso, definita come ‘evidente’ dalla Corte, ha inoltre comportato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della cassa delle ammende, in quanto la sua impugnazione è stata ritenuta colposa.

Le Conclusioni

La sentenza in esame rafforza un principio fondamentale del diritto processuale penale: la diligenza processuale. I vizi degli atti, anche quando sussistenti, devono essere fatti valere nei tempi e nei modi previsti dalla legge. Una difesa tecnica non può attendere l’ultimo grado di giudizio per sollevare eccezioni che avrebbero dovuto essere proposte in precedenza. Questa decisione sottolinea l’importanza per i difensori di esaminare attentamente tutti gli atti del procedimento fin dalle prime fasi e di formulare tempestivamente ogni contestazione, per evitare che un vizio, pur astrattamente fondato, venga irrimediabilmente sanato dal decorso del tempo.

La mancata notifica della contestazione di recidiva a un imputato assente che tipo di vizio costituisce?
Secondo la Corte di Cassazione, costituisce una nullità relativa. Questo perché la modifica non riguarda il nucleo sostanziale del fatto contestato e non crea un pregiudizio insanabile al diritto di difesa, essendo l’imputato a conoscenza dei propri precedenti penali.

Quando deve essere eccepita una nullità relativa come quella in esame?
Deve essere eccepita tempestivamente, a pena di decadenza. In questo specifico caso, la nullità verificatasi in primo grado avrebbe dovuto essere sollevata con l’atto di appello, ovvero nella prima occasione utile davanti al giudice di secondo grado.

Cosa succede se un’eccezione di nullità relativa non viene sollevata nei termini corretti?
La nullità si considera sanata. La parte che aveva interesse a farla valere perde il diritto di contestare il vizio e l’atto, sebbene viziato, produce i suoi effetti. Di conseguenza, non può più essere utilizzato come motivo per l’annullamento della sentenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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