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Motivi nuovi Cassazione: quando il ricorso è inammissibile

Un imputato, condannato per furto aggravato, ha presentato ricorso alla Corte Suprema chiedendo il riconoscimento di un’attenuante non richiesta in appello. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio che i motivi nuovi in Cassazione non possono essere esaminati, poiché non sono stati sottoposti alla valutazione del giudice del grado precedente. Questa decisione conferma che le questioni non sollevate nei motivi di appello sono precluse nel giudizio di legittimità.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Motivi Nuovi in Cassazione: La Via Sbarrata verso l’Inammissibilità

L’ordinanza della Corte di Cassazione in esame offre uno spunto fondamentale per comprendere un principio cardine del nostro sistema processuale: il divieto di introdurre motivi nuovi in Cassazione. Questa regola, spesso sottovalutata, determina l’esito di molti ricorsi, come dimostra il caso di specie, dove la richiesta tardiva di un’attenuante ha portato a una secca dichiarazione di inammissibilità. Analizziamo insieme la vicenda e il consolidato orientamento della Suprema Corte.

I Fatti del Processo

La vicenda processuale ha origine con una condanna per furto aggravato (artt. 99 e 624-bis c.p.) emessa dal Tribunale di Lamezia Terme nel 2019. La sentenza veniva confermata integralmente dalla Corte d’Appello di Catanzaro nel 2022. L’imputato, non rassegnato alla condanna a due anni di reclusione e 667,00 euro di multa, decideva di adire la Corte di Cassazione.

Tuttavia, il ricorso presentato al giudice di legittimità si fondava su un unico motivo: il vizio di motivazione e la violazione di legge per il mancato riconoscimento della circostanza attenuante prevista dall’art. 62 n. 4 c.p. (aver cagionato un danno patrimoniale di speciale tenuità). Il punto cruciale è che tale richiesta non era mai stata avanzata nei motivi del precedente atto di appello.

L’Inammissibilità per i Motivi Nuovi in Cassazione

La Corte Suprema, con la sua ordinanza, non entra nemmeno nel merito della questione. La decisione si ferma a un livello preliminare, dichiarando il ricorso inammissibile. Il Collegio evidenzia come l’istanza di riconoscimento dell’attenuante costituisca un ‘motivo nuovo’, ovvero una doglianza non dedotta con il precedente gravame.

Questo rappresenta un ostacolo insormontabile. Il giudizio di Cassazione, infatti, è un giudizio di legittimità: il suo scopo non è riesaminare i fatti, ma controllare che i giudici dei gradi precedenti abbiano applicato correttamente la legge rispetto alle questioni che sono state loro sottoposte. Se una questione non è stata sollevata in appello, la Corte d’Appello non ha potuto esprimersi su di essa, e di conseguenza la Cassazione non può sindacare una decisione (o una motivazione) mai resa su quel punto specifico.

Le Motivazioni della Corte Suprema

La Corte di Cassazione, nel motivare la sua decisione, si rifà a un principio giuridico consolidato e ‘tranciante’. Viene ribadito che non sono ammissibili nel ricorso per cassazione questioni che non abbiano già costituito oggetto dei motivi di gravame in appello. La ratio di questa regola è chiara: si deve evitare il rischio che, in sede di legittimità, venga annullato un provvedimento per un difetto di motivazione su un punto che è stato ‘intenzionalmente sottratto alla cognizione del giudice di appello’.

In altre parole, non si può ‘saltare’ un grado di giudizio. Consentire di presentare motivi nuovi in Cassazione significherebbe permettere all’imputato di ottenere una pronuncia su una questione che la Corte d’Appello non ha mai potuto esaminare, creando un ‘inevitabile difetto di motivazione a priori’. Per questo motivo, il ricorso viene dichiarato inammissibile, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000,00 euro alla Cassa delle ammende.

Conclusioni: L’Importanza della Strategia Difensiva in Appello

La pronuncia in commento ha un’implicazione pratica di enorme rilevanza per la strategia difensiva. Ogni argomentazione, ogni richiesta, ogni doglianza deve essere cristallizzata nell’atto di appello. Qualsiasi questione omessa in quella sede non potrà essere recuperata successivamente davanti alla Corte di Cassazione. La strutturazione dei motivi di gravame è quindi un momento cruciale che definisce in modo irrevocabile i confini del successivo giudizio di legittimità. Dimenticare o tralasciare un punto in appello significa precludersi per sempre la possibilità di farlo valere, trasformando un potenziale ricorso in un’inevitabile dichiarazione di inammissibilità.

È possibile presentare per la prima volta un motivo di ricorso davanti alla Corte di Cassazione?
No, il ricorso è dichiarato inammissibile se propone questioni (motivi nuovi) che non sono state precedentemente sottoposte al giudice d’appello.

Perché la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in questo caso?
Perché la richiesta di riconoscimento dell’attenuante prevista dall’art. 62 n. 4 c.p. non era stata presentata come motivo di appello, costituendo quindi un motivo nuovo non ammissibile nel giudizio di legittimità.

Quali sono le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità del ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, come avvenuto nel caso di specie con una condanna al pagamento di 3.000,00 euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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