LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Motivazione per relationem: validità nel rinvio

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un’ordinanza cautelare emessa in sede di rinvio riguardante un’associazione finalizzata al narcotraffico. Il ricorrente contestava la validità della motivazione per relationem, sostenendo che il giudice del riesame avesse recepito acriticamente le indicazioni della Suprema Corte senza una valutazione autonoma. Gli Ermellini hanno invece stabilito che il giudice di merito ha correttamente integrato il quadro indiziario, confermando la partecipazione dell’indagato al sodalizio criminale e la proporzionalità della misura degli arresti domiciliari.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 27 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Motivazione per relationem e giudizio di rinvio: la Cassazione fa chiarezza

La motivazione per relationem rappresenta uno dei temi più complessi del diritto processuale penale, specialmente quando si intreccia con le misure cautelari e il giudizio di rinvio. Recentemente, la Suprema Corte ha affrontato il caso di un indagato per narcotraffico che contestava la validità di un’ordinanza basata sul richiamo a precedenti statuizioni di legittimità.

Il caso e il contesto del narcotraffico

La vicenda trae origine da un’indagine su un’associazione criminale dedita allo spaccio di eroina. Inizialmente, il giudice di merito aveva escluso la partecipazione dell’indagato alla struttura associativa (Art. 74 d.P.R. 309/1990), limitando la responsabilità a singoli episodi di cessione. Tuttavia, a seguito di un ricorso del Procuratore Generale, la Cassazione aveva annullato tale decisione, ravvisando gravi indizi di intraneità al sodalizio basati sulle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia.

Il giudizio di rinvio e la contestazione della difesa

Il Tribunale del Riesame, agendo come giudice del rinvio, ha confermato la misura degli arresti domiciliari, estendendola anche al reato associativo. La difesa ha proposto un nuovo ricorso in Cassazione, lamentando un vizio di motivazione. Secondo la tesi difensiva, il giudice si sarebbe limitato a una motivazione per relationem, recependo passivamente la sentenza della Cassazione senza effettuare una rivalutazione autonoma degli elementi individualizzanti a carico dell’indagato.

I poteri del giudice di rinvio

La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di annullamento per difetto di motivazione, il giudice di rinvio gode della massima ampiezza di poteri. Egli deve procedere a una nuova e completa valutazione del materiale probatorio, potendo giungere allo stesso risultato decisorio della precedente fase, ma utilizzando argomentazioni diverse o integrate.

Limiti della motivazione per relationem

Sebbene il giudice di rinvio sia vincolato ai principi di diritto enunciati dalla Corte regolatrice, egli deve comunque articolare un proprio iter logico. Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuto che il Tribunale del Riesame non si fosse limitato a un mero rinvio formale, ma avesse analizzato correttamente le emergenze d’indagine, incluse le dichiarazioni del collaboratore che indicavano l’indagato come un pusher attivo e stabilmente collegato ai vertici del narcotraffico locale.

Le motivazioni

La decisione della Suprema Corte si fonda sulla constatazione che l’ordinanza impugnata non presenta vizi logico-giuridici. Il giudice del rinvio ha correttamente applicato la presunzione di adeguatezza della misura custodiale prevista per i reati associativi, non essendo emersi elementi idonei a superarla. Inoltre, le doglianze del ricorrente sono state giudicate generiche, in quanto non hanno individuato specifici profili di censura nell’apparato motivazionale del Tribunale, limitandosi a una critica astratta della tecnica di redazione dell’atto.

Le conclusioni

In conclusione, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la motivazione per relationem è legittima quando il provvedimento richiama atti precedenti in modo tale da rendere comunque comprensibile l’iter logico seguito dal giudice. La conferma della misura cautelare sottolinea l’importanza di una valutazione complessiva degli indizi di appartenenza a organizzazioni criminali. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Quando è considerata valida la motivazione per relationem in un’ordinanza?
È valida quando il giudice, pur richiamando altri atti o sentenze, dimostra di aver esaminato autonomamente il materiale probatorio e fornisce un iter logico completo e coerente.

Quali sono i vincoli del giudice di rinvio dopo un annullamento della Cassazione?
Il giudice di rinvio deve attenersi ai principi di diritto stabiliti dalla Cassazione e non può ripetere gli stessi errori logici o motivazionali rilevati nella sentenza di annullamento.

Cosa rischia chi presenta un ricorso in Cassazione giudicato generico?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile, comportando la condanna al pagamento delle spese del procedimento e di una somma equitativa alla Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati