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Mandato di arresto europeo e rischio di fuga

La Corte di Cassazione conferma la custodia in carcere per un soggetto colpito da mandato di arresto europeo, nonostante la presenza di un domicilio in Italia. Il rischio di fuga è considerato elevato poiché l’interessato si era allontanato dal proprio paese dopo una condanna penale, rendendo necessaria la misura più restrittiva per garantire la consegna.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Mandato di arresto europeo: quando scatta il carcere?

Il mandato di arresto europeo rappresenta uno degli strumenti fondamentali della cooperazione giudiziaria tra i paesi dell’Unione Europea. Recentemente, la Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un cittadino straniero ricercato per scontare una condanna definitiva, analizzando i criteri necessari per disporre la custodia cautelare in carcere invece di misure meno afflittive come gli arresti domiciliari.

Il caso oggetto del mandato di arresto europeo

La vicenda riguarda un individuo condannato in Romania per diversi reati, tra cui percosse e atti persecutori. Dopo la condanna in primo grado e la presentazione dell’appello, l’uomo si era trasferito in Italia, stabilendosi presso l’abitazione della madre. A seguito dell’emissione di un mandato di arresto europeo a fini esecutivi, le autorità italiane hanno proceduto al suo arresto. La Corte d’Appello ha confermato la custodia in carcere, ravvisando un elevato pericolo che l’uomo potesse sottrarsi alla consegna allo Stato richiedente.

Il ricorrente ha impugnato tale decisione, sostenendo che il rischio di fuga fosse inesistente in quanto disponeva di un domicilio stabile in Italia e non era a conoscenza dell’esito definitivo del processo nel suo paese d’origine.

Valutazione del rischio nel mandato di arresto europeo

La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione delle esigenze cautelari in una procedura di consegna internazionale differisce da quella ordinaria per reati commessi all’interno del territorio nazionale. Nel contesto del mandato di arresto europeo, l’obiettivo primario è garantire che lo Stato italiano possa adempiere all’impegno internazionale di consegnare il ricercato. La fisica disponibilità della persona è il presupposto indefettibile del procedimento.

Nonostante la disponibilità di un domicilio idoneo, il giudice può ritenere insufficienti gli arresti domiciliari se emerge un comportamento volto a eludere la giustizia. In questo caso, il fatto che l’interessato si fosse allontanato dalla Romania proprio in concomitanza con la pendenza del giudizio e della successiva condanna è stato considerato un indicatore inequivocabile di un elevato pericolo di fuga.

Le motivazioni

Le motivazioni espresse dalla Corte si fondano sulla peculiarità del procedimento cautelare in ambito di estradizione e consegna. I giudici hanno sottolineato come non siano automaticamente trasferibili i principi elaborati per i reati interni. La Corte d’Appello ha ragionevolmente valorizzato l’allontanamento ingiustificato dal territorio romeno come un elemento fattuale da cui inferire il rischio di futura sottrazione alla consegna. Le dichiarazioni rese dallo stesso interessato, il quale ha ammesso di essersi trasferito in Italia per evitare le conseguenze di una condanna ritenuta ingiusta, hanno cementato il convincimento dei giudici circa la necessità della custodia carceraria.

Le conclusioni

In conclusione, la Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la custodia in carcere è la misura più idonea quando il comportamento del soggetto dimostra una chiara volontà di sottrarsi all’esecuzione della pena. La presenza di legami familiari o di un domicilio in Italia non è sufficiente a bilanciare un rischio di fuga ‘elevato’ e comprovato dai fatti processuali. Questo provvedimento ribadisce l’importanza dell’obbligo di consegna nell’ambito dello spazio giuridico europeo, dove la fiducia reciproca tra Stati impone misure rigorose per assicurare l’effettività della giustizia.

Cosa succede se un ricercato con mandato di arresto europeo ha un domicilio stabile in Italia?
La disponibilità di un domicilio non esclude automaticamente il carcere. Se il giudice ritiene che il rischio di fuga sia elevato, ad esempio perché il soggetto è fuggito dal suo paese per evitare una condanna, può disporre la custodia cautelare in carcere per garantire la consegna.

È possibile ottenere gli arresti domiciliari durante una procedura di consegna internazionale?
Sì, è possibile se il giudice ritiene che tali misure siano sufficienti a garantire che la persona non scappi. Tuttavia, la valutazione è molto rigorosa e tiene conto del comportamento pregresso del ricercato e della necessità di onorare gli impegni internazionali dello Stato.

Qual è lo scopo principale delle misure cautelari nel mandato di arresto europeo?
Lo scopo fondamentale è assicurare la disponibilità fisica della persona ricercata affinché possa essere consegnata allo Stato che l’ha richiesta, evitando che si renda irreperibile durante il procedimento di consegna.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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