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Mandato di arresto europeo e carceri estere

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della consegna di un cittadino straniero in esecuzione di un Mandato di arresto europeo emesso dalla Romania per reati di droga. Il ricorrente contestava il rischio di subire trattamenti inumani e degradanti a causa delle note criticità del sistema carcerario romeno. La Suprema Corte ha però stabilito che le informazioni individualizzate fornite dalle autorità estere, che garantiscono uno spazio minimo di 3-4 mq e condizioni igieniche adeguate, sono sufficienti a superare la presunzione di rischio. La decisione ribadisce che il rifiuto della consegna è un’eccezione basata su carenze sistemiche non riscontrate nel caso specifico.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Mandato di arresto europeo e diritti fondamentali: la decisione della Cassazione

Il tema del Mandato di arresto europeo rappresenta uno dei pilastri della cooperazione giudiziaria nell’Unione Europea, ma pone spesso interrogativi delicati sul bilanciamento tra giustizia e diritti umani. Recentemente, la Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di consegna verso la Romania, chiarendo i criteri per valutare il rischio di trattamenti inumani nelle carceri estere.

Il caso e il Mandato di arresto europeo

La vicenda trae origine da un ricorso presentato contro la sentenza della Corte di appello che autorizzava la consegna di un soggetto colpito da un Mandato di arresto europeo per reati legati agli stupefacenti. La difesa sosteneva che il trasferimento avrebbe esposto il detenuto a condizioni carcerarie degradanti, citando rapporti internazionali sul sovraffollamento e lo stato precario degli istituti penitenziari romeni.

La valutazione delle condizioni detentive

Per decidere sulla consegna, l’autorità giudiziaria italiana deve acquisire informazioni specifiche sul regime di detenzione previsto. In questo caso, le autorità romene hanno fornito rassicurazioni dettagliate circa gli spazi minimi garantiti (tra i 3 e i 4 metri quadrati per detenuto) e le condizioni strutturali delle celle, inclusi l’accesso all’acqua corrente, l’illuminazione e i servizi igienici.

La decisione della Suprema Corte

La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato come la situazione carceraria in Romania sia mutata a seguito di un piano d’azione strutturale avviato dopo le condanne della Corte EDU. Il principio di reciproca fiducia tra Stati membri impone di presumere il rispetto dei diritti fondamentali, a meno che non emergano prove concrete di un rischio individuale e attuale.

Limiti del ricorso in Cassazione

Un punto cruciale della sentenza riguarda la riforma legislativa del 2021. Oggi, il ricorso contro la consegna per un Mandato di arresto europeo è limitato esclusivamente alla violazione di legge. Non è più possibile richiedere un nuovo esame nel merito dei fatti, riducendo così lo spazio di manovra per contestazioni che non riguardino vizi di legittimità della sentenza impugnata.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla sufficienza delle garanzie fornite dallo Stato richiedente. Quando le informazioni sono “individualizzate” e assicurano standard minimi di spazio vitale e igiene, il rischio di trattamento degradante viene legalmente escluso. La Corte ha rilevato che nei penitenziari indicati il tasso di occupazione era sotto la soglia critica e che le modalità di detenzione (chiusa o semi-aperta) prevedevano comunque attività esterne atte a mitigare la restrizione spaziale.

Le conclusioni

Le conclusioni della sentenza confermano che il rifiuto della consegna è una misura eccezionale. Esso richiede la prova di carenze sistemiche e strutturali che lo Stato emittente non è in grado di neutralizzare con garanzie specifiche. Per i cittadini e i professionisti, ciò significa che la difesa in ambito di cooperazione internazionale deve concentrarsi su prove documentali precise e non su generiche criticità del sistema estero.

Quando si può rifiutare la consegna per un mandato di arresto europeo?
La consegna può essere rifiutata se esiste un rischio reale che la persona sia sottoposta a trattamenti inumani o degradanti a causa di carenze sistemiche nel sistema carcerario dello Stato richiedente.

Quali sono gli standard minimi di spazio in cella per evitare trattamenti degradanti?
La giurisprudenza europea e nazionale indica generalmente uno spazio minimo individuale di 3 metri quadrati, al netto dei servizi igienici, come soglia per escludere la violazione dei diritti fondamentali.

Cosa è cambiato con la riforma del 2021 per i ricorsi in Cassazione?
Il ricorso in Cassazione contro la sentenza di consegna è ora ammesso solo per violazione di legge, eliminando la possibilità di contestare il merito della decisione già valutata in appello.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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