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Lieve entità: i criteri della Cassazione sulla droga

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, negando l’applicazione della lieve entità. Il ricorrente era stato trovato in possesso di oltre 70 grammi di cocaina con un elevato grado di purezza (86%), corrispondenti a circa 325 dosi. La Suprema Corte ha stabilito che il superamento dei limiti quantitativi statistici, unito alla resistenza opposta durante l’arresto e all’elevato valore economico della sostanza, esclude la configurabilità del reato minore, rendendo il ricorso inammissibile.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Lieve entità: i criteri della Cassazione nel traffico di stupefacenti

Il concetto di lieve entità rappresenta uno degli snodi cruciali nel diritto penale degli stupefacenti, determinando una netta differenza nel trattamento sanzionatorio. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha chiarito i confini di questa fattispecie, analizzando il caso di un soggetto condannato per detenzione di cocaina e resistenza a pubblico ufficiale.

I fatti di causa

La vicenda trae origine dall’arresto in flagranza di un giovane trovato in possesso di 70,16 grammi lordi di cocaina. Durante l’intervento delle forze dell’ordine, l’imputato aveva tentato la fuga a bordo di un motoveicolo, mettendo in pericolo la sicurezza stradale e configurando così anche il reato di resistenza. Le analisi tecniche sulla sostanza avevano rivelato un grado di purezza eccezionale, pari all’86%, idoneo al confezionamento di ben 325 dosi singole, per un valore di mercato stimato tra i 13.000 e i 16.000 euro.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sentenza della Corte di Appello. La difesa aveva contestato la mancata qualificazione del fatto come lieve entità ai sensi dell’art. 73, comma 5, del d.P.R. 309/1990, sostenendo che i giudici di merito si fossero basati esclusivamente sul dato quantitativo. La Cassazione ha però rigettato tale impostazione, rilevando come il ricorso fosse generico e non si confrontasse realmente con le motivazioni della sentenza impugnata.

Analisi dei parametri quantitativi e qualitativi

La Corte ha sottolineato che, per la cocaina, la giurisprudenza consolidata individua una soglia indicativa per la lieve entità intorno ai 23,66 grammi lordi. Nel caso di specie, il quantitativo era quasi il triplo rispetto a tale parametro. Oltre al dato numerico, è stata data rilevanza alla purezza della sostanza e al contesto dell’arresto, elementi che denotano un inserimento strutturato nel mercato dello spaccio.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sul principio della valutazione complessiva degli indici rivelatori. Non è sufficiente analizzare un singolo elemento, ma occorre guardare all’insieme delle circostanze: la quantità di dosi ricavabili (325), l’elevato valore economico della merce e la condotta del reo. La fuga in motorino e la dichiarazione di non essere un assuntore abituale hanno ulteriormente corroborato la tesi della finalizzazione allo spaccio professionale, escludendo qualsiasi ipotesi di occasionalità o minima offensività della condotta.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce che la lieve entità non può essere riconosciuta quando i dati oggettivi superano ampiamente i parametri statistici e le modalità del fatto indicano una pericolosità sociale non trascurabile. Il rigetto del ricorso comporta non solo la conferma della pena detentiva, ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, sottolineando il rigore necessario nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti ad alta purezza.

Quali elementi escludono la lieve entità nel reato di spaccio?
L’esclusione deriva dalla valutazione congiunta di un elevato numero di dosi ricavabili, dell’alta purezza della sostanza e di condotte resistenti verso l’autorità.

Esiste una soglia di grammi per definire il reato come lieve?
La giurisprudenza indica orientativamente per la cocaina un limite di circa 23 grammi lordi, oltre il quale è difficile ottenere la qualificazione di lieve entità.

Cosa comporta l’inammissibilità del ricorso in Cassazione?
Comporta la conferma definitiva della condanna precedente e l’obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione alla Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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