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Lancio di oggetti: condanna per sassi contro il bus.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due soggetti responsabili del lancio di oggetti contro un pullman di tifosi avversari. Gli imputati erano stati sorpresi con pietre occultate dopo un tentativo di fuga. La difesa ha eccepito la nullità della perquisizione e la tardività della notifica dell’udienza, ma la Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Le nullità sollevate, essendo a regime intermedio, dovevano essere eccepite tempestivamente nei gradi di merito. Inoltre, è stata negata l’applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della natura organizzata e collettiva dell’azione violenta.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Lancio di oggetti durante eventi sportivi: la Cassazione conferma il rigore

Il lancio di oggetti in occasione di manifestazioni sportive rappresenta una condotta grave che mette a rischio l’incolumità pubblica e la sicurezza dei trasporti. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito i confini della responsabilità penale per chi partecipa a scontri tra tifoserie, analizzando anche importanti profili procedurali relativi alle perquisizioni e alle notifiche.

I fatti e la condanna per lancio di oggetti

La vicenda trae origine da un attacco organizzato contro un pullman che trasportava i tifosi di una squadra ospite. Durante l’agguato, un gruppo di persone ha bersagliato il veicolo con pietre e altri oggetti contundenti. Due soggetti sono stati bloccati dalle forze di polizia mentre tentavano la fuga e trovati in possesso di piccole pietre facilmente occultabili.

I giudici di merito avevano accertato la partecipazione attiva dei due imputati all’azione collettiva, basandosi sulle testimonianze degli agenti che avevano assistito direttamente al lancio di oggetti contro i vetri del pullman. La condanna è stata inflitta ai sensi dell’art. 6 bis della Legge 401/1989, che punisce specificamente queste condotte violente.

La decisione della Corte di Cassazione

Gli imputati hanno presentato ricorso lamentando vizi procedurali, tra cui l’inutilizzabilità della perquisizione personale e la tardività della notifica del decreto di fissazione dell’udienza d’appello. La Suprema Corte ha però dichiarato i ricorsi inammissibili, sottolineando come le questioni sollevate non potessero trovare accoglimento in sede di legittimità.

In particolare, la Corte ha chiarito che le nullità relative alla perquisizione e alle notifiche sono classificate come nullità a regime intermedio. Tali vizi devono essere eccepiti dalla parte interessata immediatamente dopo il compimento dell’atto o, al più tardi, entro la deliberazione della sentenza del grado successivo. Non avendolo fatto tempestivamente, gli imputati sono incorsi nella sanatoria del vizio.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sulla solidità dell’impianto probatorio e sulla corretta qualificazione giuridica del fatto. Il giudice di merito ha fornito una ricostruzione logica e coerente, valorizzando la testimonianza del pubblico ufficiale che ha udito l’impatto delle pietre contro il bus.

Inoltre, la Corte ha motivato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L’azione non è stata considerata episodica o di scarso rilievo, ma inserita in un contesto di violenza organizzata. L’appartenenza a gruppi di tifoseria dediti a comportamenti illeciti e la preordinazione dell’attacco in una zona autostradale escludono la possibilità di considerare l’offesa come minima.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione evidenziano che la partecipazione a un’azione di gruppo finalizzata al lancio di oggetti comporta una responsabilità penale piena, anche se il soggetto viene trovato solo in possesso del materiale pericoloso nell’immediatezza del fatto. La sentenza ribadisce che le garanzie difensive devono essere esercitate entro i termini perentori stabiliti dal codice di procedura penale, pena la perdita della facoltà di contestare la regolarità degli atti d’indagine. La severità nel trattamento sanzionatorio riflette la volontà del legislatore di reprimere con forza i fenomeni di violenza negli stadi e nelle aree limitrofe.

Cosa rischia chi lancia sassi contro un pullman di tifosi?
Rischia una condanna penale per il reato di lancio di materiale pericoloso durante manifestazioni sportive. La legge prevede sanzioni severe per tutelare l’incolumità delle persone e la sicurezza dei trasporti.

Si può invocare la particolare tenuità del fatto per scontri tra tifosi?
Generalmente no, specialmente se l’azione è organizzata o compiuta in gruppo. La Cassazione ritiene che la preordinazione della condotta violenta sia incompatibile con il beneficio della non punibilità.

Cosa succede se la perquisizione avviene senza avviso al difensore?
Si configura una nullità a regime intermedio. Questo vizio deve essere contestato immediatamente o entro la fine del grado di giudizio, altrimenti l’atto viene considerato valido per sanatoria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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