Istigazione alla corruzione: i rischi di un ricorso generico in Cassazione
Il reato di istigazione alla corruzione rappresenta una fattispecie posta a tutela dell’imparzialità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione. Recentemente, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sulla necessità di una difesa tecnica specifica e puntuale quando si impugna una sentenza di condanna per questo titolo di reato.
Nel caso in esame, un cittadino era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per aver tentato di corrompere un pubblico ufficiale. La difesa ha presentato ricorso basandosi su una ricostruzione dei fatti differente da quella accertata dai giudici, senza però smontare analiticamente le prove raccolte.
La specificità dei motivi di ricorso
Uno dei pilastri del processo penale in sede di legittimità è l’obbligo di specificità dei motivi. Non è sufficiente lamentare una generica ingiustizia della decisione o proporre una lettura alternativa della vicenda. Il ricorrente deve indicare con precisione quali passaggi della sentenza impugnata siano viziati da errori di diritto o da mancanze logiche.
La Cassazione ha chiarito che, in assenza di un confronto diretto con le valutazioni espresse dalla Corte d’Appello su elementi quali il dolo e la gravità della condotta, il ricorso deve essere considerato inammissibile. Questo principio serve a evitare che la Suprema Corte venga utilizzata come un terzo grado di merito, funzione che non le appartiene.
Idoneità e serietà dell’offerta corruttiva
Perché si configuri l’istigazione alla corruzione, l’offerta fatta al pubblico ufficiale deve possedere i requisiti della serietà e dell’idoneità. Il giudice deve valutare se la proposta sia in grado di turbare psicologicamente il destinatario, indipendentemente dal fatto che venga accettata o meno. Nel caso trattato, la difesa non ha saputo contrastare efficacemente le conclusioni dei giudici di merito che avevano già accertato la piena idoneità della condotta dell’imputato.
Le motivazioni
La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sulla natura apodittica delle doglianze espresse nel ricorso. I giudici hanno evidenziato come le critiche relative all’accertamento della responsabilità e al trattamento sanzionatorio fossero prive di una disamina critica delle argomentazioni contenute nelle sentenze precedenti. La mancanza di un attacco mirato alle motivazioni riguardanti la serietà dell’offerta ha reso impossibile un nuovo esame della vicenda.
Inoltre, la Corte ha sottolineato che la genericità dei motivi impedisce di valutare correttamente anche la richiesta di concessione delle attenuanti generiche, poiché non sono stati forniti elementi concreti per ribaltare il giudizio di gravità già espresso in sede di merito.
Le conclusioni
La dichiarazione di inammissibilità comporta conseguenze severe non solo sul piano penale, con la definitività della condanna, ma anche su quello economico. Ai sensi dell’articolo 616 del codice di procedura penale, l’inammissibilità del ricorso trascina con sé la condanna al pagamento delle spese del procedimento e di una somma equitativa in favore della Cassa delle Ammende, determinata in questo caso in tremila euro. Questa pronuncia ricorda l’importanza di una strategia difensiva che sappia dialogare con le motivazioni della sentenza impugnata anziché limitarsi a ignorarle.
Quando l’offerta a un pubblico ufficiale diventa reato?
Il reato si configura quando l’offerta di denaro o altra utilità è seria e idonea a indurre il pubblico ufficiale a compiere o omettere un atto d’ufficio, anche se l’offerta viene rifiutata.
Cosa succede se il ricorso in Cassazione è troppo generico?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Questo significa che la sentenza di condanna diventa definitiva e il ricorrente deve pagare le spese processuali e una sanzione alla Cassa delle Ammende.
È possibile contestare la pena in Cassazione?
Sì, ma solo se si dimostra che il giudice di merito ha violato la legge o ha fornito una motivazione illogica o mancante riguardo alla determinazione della sanzione o al diniego delle attenuanti.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 1717 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 1717 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 19/12/2022
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME nato a MESSINA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 24/11/2021 della CORTE APPELLO di MESSINA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
MOTIVI DELLA DECISIONE
Ritenuto che i motivi di ricorso relativi i primi due all’accertamento della responsabilit reato di cui all’art. 322 c.p. ed il terzo al trattamento sanzionatorio ed attenuanti gen sono stati formulati in modo assolutamente generico sulla base di una apodittica divers ricostruzione dei fatti, senza alcuna disamina critica delle argomentazioni delle sentenze primo e secondo grado (vedi pag. 3-4 della sentenza per la ricostruzione della vicenda, e pag. 5 per le valutazioni in punto di idoneità e serietà dell’offerta);
ritenuto che la genericità dei motivi, in assenza di un confronto con le valutazioni sentenze di merito in punto di dolo, gravità della condotta e determinazione della pena, n determina l’inammissibilità;
rilevato che dall’inammissibilità del ricorso deriva ex art. 616 c.p.p. la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in euro 3000.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spes processuali e della somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso il 19 dicembre 2022
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