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Inutilizzabilità indagini difensive e investigatori

La Corte di Cassazione ha stabilito l’inutilizzabilità indagini difensive qualora le dichiarazioni dei testimoni siano documentate da un investigatore privato anziché dal difensore. Nel caso di specie, un’assoluzione per violenza sessuale è stata annullata poiché basata su verbali raccolti illegittimamente, che avevano minato la credibilità della persona offesa.

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Pubblicato il 18 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Inutilizzabilità indagini difensive: il ruolo dell’investigatore privato

Nel panorama del diritto processuale penale, il tema dell’inutilizzabilità indagini difensive rappresenta un pilastro fondamentale per garantire la correttezza della formazione della prova. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini invalicabili entro cui deve muoversi l’attività di ricerca della prova da parte della difesa, ponendo l’accento su chi sia effettivamente legittimato a documentare le dichiarazioni dei testimoni.

Il caso e il contrasto probatorio

La vicenda trae origine da una denuncia per violenza sessuale aggravata ai danni di una minore. In primo e secondo grado, l’imputato era stato assolto perché il fatto non sussiste. Tale decisione si fondava principalmente sul giudizio di inattendibilità della persona offesa, derivante dal contrasto tra il suo racconto e le dichiarazioni fornite da alcuni parenti dell’imputato durante le indagini difensive.

Questi testimoni avevano negato la dinamica descritta dalla vittima, sostenendo che l’imputato non avesse mai compiuto gli atti contestati. Tuttavia, la parte civile ha sollevato un’eccezione cruciale: quei verbali erano stati redatti e documentati da un investigatore privato incaricato dalla difesa, e non dall’avvocato o da un suo sostituto.

Inutilizzabilità indagini difensive: i limiti normativi

L’articolo 391-bis del codice di procedura penale distingue chiaramente le facoltà dei diversi soggetti coinvolti nelle indagini. Sebbene l’investigatore privato possa conferire con le persone informate sui fatti, la legge riserva esclusivamente al difensore il potere di documentare tali informazioni in un verbale utilizzabile nel processo.

La norma stabilisce che l’investigatore può procedere solo ad un colloquio non documentato. Qualora si decida di raccogliere una dichiarazione scritta o di documentare le informazioni ricevute, l’atto deve essere compiuto personalmente dal difensore o dal suo sostituto secondo le formalità previste dall’art. 391-ter. La violazione di queste disposizioni comporta l’inutilizzabilità indagini difensive in modo radicale.

L’impatto sulla decisione di merito

Nel caso analizzato, la Cassazione ha evidenziato come l’inattendibilità della vittima fosse stata decretata proprio sulla base di quegli atti nulli. Poiché quelle dichiarazioni erano state l’unico elemento a smentire la versione della minore, la loro rimozione dal fascicolo processuale rende necessaria una nuova valutazione complessiva dei fatti.

le motivazioni

La Suprema Corte ha precisato che l’inutilizzabilità indagini difensive derivante dalla violazione di un divieto probatorio è rilevabile in ogni stato e grado del procedimento. Il divieto per l’investigatore privato di formare atti d’indagine scritti è assoluto. Egli è un soggetto non abilitato dalla legge a «chiedere informazioni da documentare», essendo legittimato esclusivamente al «colloquio non documentato». Di conseguenza, ogni atto formato da un soggetto cui tale facoltà è preclusa deve considerarsi nullo e inutilizzabile. Poiché la sentenza di appello si era basata in modo determinante su tali atti per giudicare inattendibile la vittima, il vizio procedurale ha travolto l’intera motivazione della sentenza impugnata.

le conclusioni

In conclusione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della parte civile, annullando la sentenza limitatamente agli effetti civili. Il caso è stato rinviato al giudice civile competente in grado di appello, il quale dovrà procedere a un nuovo giudizio escludendo dal materiale probatorio i verbali redatti dall’investigatore privato. Questo provvedimento ribadisce con forza che la ricerca della verità processuale non può prescindere dal rigoroso rispetto delle regole sulla formazione della prova, a tutela della legalità e dei diritti di tutte le parti coinvolte.

Un investigatore privato può interrogare i testimoni per la difesa?
L’investigatore privato può avere solo colloqui informativi non documentati con i testimoni ma non ha il potere legale di redigere verbali scritti.

Cosa accade se il giudice usa verbali scritti da un investigatore privato?
Quei verbali sono affetti da inutilizzabilità e la sentenza che si basa su di essi può essere annullata dalla Corte di Cassazione per violazione di legge.

Chi è autorizzato a documentare le sommarie informazioni dei testimoni?
Soltanto il difensore o un suo sostituto possono legalmente documentare le dichiarazioni rese dai testimoni durante le indagini difensive.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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