Inammissibilità Ricorso in Cassazione: Il Caso del Motivo Nuovo
L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione offre un’importante lezione sui requisiti per accedere al giudizio di legittimità, chiarendo perché un appello può essere respinto senza nemmeno un esame nel merito. Il concetto chiave è quello dell’inammissibilità ricorso, una sanzione processuale che scatta quando non vengono rispettate precise regole, come quella di non introdurre argomenti completamente nuovi rispetto ai precedenti gradi di giudizio.
I Fatti di Causa
Il caso riguarda un individuo che, dopo essere stato condannato nei primi due gradi di giudizio per un reato contro un pubblico ufficiale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La sua difesa non mirava a contestare la ricostruzione degli eventi, ma a ottenere una diversa qualificazione giuridica del fatto. In pratica, chiedeva alla Corte di considerare la sua condotta non come violenza o minaccia (art. 336 c.p.), bensì come semplice resistenza a un pubblico ufficiale (art. 337 c.p.).
L’Analisi della Corte e l’Inammissibilità Ricorso
La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, basando la sua decisione su tre pilastri argomentativi interconnessi, che definiscono i confini del giudizio di legittimità.
La Novità del Motivo di Ricorso
Il primo ostacolo insormontabile per l’appellante è stato il fatto che la richiesta di riqualificazione del reato era una “questione nuova”. I giudici hanno evidenziato che questo specifico punto non era mai stato sollevato nei motivi di appello presentati in precedenza. Il processo ha una struttura graduale e non è consentito “riservarsi” argomenti da giocare per la prima volta davanti alla Cassazione. Questo principio garantisce la coerenza e la progressione logica del procedimento giudiziario.
La Mancanza di un Concreto Interesse
La Corte ha poi affrontato un secondo aspetto cruciale: l’assenza di un “concreto interesse” da parte del ricorrente. Citando un precedente consolidato (Cass. n. 38544/2015), i giudici hanno ribadito che per poter contestare una qualificazione giuridica, non basta un interesse astratto. È necessario dimostrare che l’eventuale accoglimento della richiesta porterebbe a una “situazione pratica più vantaggiosa”. Il ricorrente non ha fornito alcuna prova che la riqualificazione del reato da art. 336 a art. 337 c.p. avrebbe comportato per lui un beneficio tangibile (ad esempio, una pena inferiore o altri vantaggi previsti dalla legge), rendendo la sua doglianza puramente teorica e, quindi, inammissibile.
Il Divieto di Riediscutere i Fatti
Infine, la Corte ha percepito nella richiesta del ricorrente un tentativo mascherato di ottenere una nuova valutazione dei fatti. Sostenendo che la sua condotta dovesse essere inquadrata diversamente, l’imputato stava implicitamente chiedendo alla Cassazione di riconsiderare la dinamica degli eventi. Questo è un compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello). La Corte di Cassazione è un giudice di legittimità: il suo ruolo è verificare la corretta applicazione della legge, non ricostruire i fatti. Pertanto, ogni argomento che tende a una “preclusa differente ricostruzione dei fatti” è destinato all’inammissibilità.
Le Motivazioni della Decisione
Le motivazioni della Corte sono chiare e lineari. L’inammissibilità ricorso è stata dichiarata perché il motivo era nuovo, non essendo stato dedotto in appello. Inoltre, mancava la dimostrazione di un interesse concreto e attuale a ottenere la riqualificazione, ovvero un vantaggio pratico per il ricorrente. Infine, la richiesta celava un inammissibile tentativo di rivalutazione del merito della vicenda fattuale, compito estraneo alle funzioni della Corte di Cassazione.
Conclusioni
Questa ordinanza riafferma principi fondamentali del nostro sistema processuale. Un ricorso in Cassazione deve essere preparato con cura, basandosi esclusivamente sui punti già dibattuti e contestati in appello. Non è possibile introdurre nuove strategie difensive all’ultimo grado di giudizio. Inoltre, ogni richiesta deve essere supportata da un interesse concreto, dimostrando che l’esito desiderato produrrebbe un reale beneficio. La Corte di Cassazione non è un terzo grado di giudizio sui fatti, ma un custode della corretta interpretazione e applicazione della legge. La condanna finale del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende serve da monito: i ricorsi palesemente inammissibili hanno un costo, sia per il sistema giudiziario che per chi li propone.
È possibile presentare in Cassazione un motivo di ricorso non discusso in Appello?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che un motivo di ricorso è inammissibile se rappresenta una “questione nuova”, ovvero non dedotta nei motivi di gravame del precedente grado di giudizio.
Cosa significa avere un “concreto interesse” a richiedere la riqualificazione di un reato?
Significa che l’imputato deve dimostrare che la modifica della qualificazione giuridica del reato comporterebbe per lui una situazione pratica più vantaggiosa rispetto a quella derivante dalla sentenza impugnata, come ad esempio una pena più bassa.
Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile dalla Cassazione?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, come stabilito nell’ordinanza.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15481 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 15481 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 08/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a GELA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 07/06/2023 della CORTE APPELLO di CALTANISSETTA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
visti gli atti e la sentenza impugnata;
esaminato il ricorso di COGNOME NOME e la memoria della difesa AVV_NOTAIO che ribadisce le ragioni del ricorso
OSSERVA
Ritenuto che il motivo con cui si deduce l’erronea qualificazione del fatto nel delitto di all’art. 336 cod. pen. in luogo di quello ex art. 337 cod. pen. è questione nuova non dedotta nei motivi di gravame in cui il ricorrente aveva messo in discussione gli eventi per come eran stati ricostruiti dal primo giudice;
rilevato che, comunque, non sussiste un concreto interesse in capo al ricorrente, tenuto conto che la valutazione dell’interesse ad ottenere la riqualificazione della fattispecie sus allorché il gravame sia in concreto idoneo a determinare per il ricorrente, con l’eliminazione provvedimento impugnato, una situazione pratica più vantaggiosa cli quella realizzata dal provvedimento impugnato (Sez. 3, n. 38544 del 27/05/2015, Rv. 254634); che, invero, il ricorrente, più che confutare la qualificazione, tende ad accreditare una preclusa differe ricostruzione dei fatti su cui fonda la dedotta erronea qualificazione giuridica;
rilevato che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 08/03/2024.