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Inammissibilità ricorso: quando è valutazione di merito

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza Num. 20745 del 2025, ha dichiarato l’inammissibilità ricorso presentato da un detenuto contro il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che aveva trattenuto una sua lettera. La Corte ha ritenuto che il ricorso si limitasse a chiedere una nuova valutazione dei fatti, senza sollevare vizi di legittimità, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.

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Pubblicato il 2 ottobre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 20745 Anno 2025 (Cass. pen. sez. 7 n. 20745/2025)

Inammissibilità ricorso: quando la Cassazione non può riesaminare i fatti

L’ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Penale, n. 20745/2025, offre un chiaro esempio dei limiti del giudizio di legittimità e delle ragioni che portano a una declaratoria di inammissibilità ricorso. Il caso riguarda un detenuto che si era opposto a un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza relativa al trattenimento di una sua missiva. La Suprema Corte, nel confermare la decisione precedente, ribadisce un principio fondamentale: il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio nel merito.

I fatti del caso

Un detenuto presentava ricorso avverso un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Perugia. Tale provvedimento aveva disposto il trattenimento di una lettera scritta dal ricorrente. La difesa del detenuto contestava la decisione, sostenendo che la motivazione fosse insufficiente e che, in altri casi analoghi, la corrispondenza non era stata trattenuta. L’obiettivo del ricorso era ottenere un annullamento dell’ordinanza e una riconsiderazione della vicenda nel merito.

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla constatazione che le censure mosse dalla difesa non riguardavano vizi di legittimità del provvedimento impugnato (come violazioni di legge o difetti di motivazione), ma si limitavano a riproporre le medesime argomentazioni già esaminate e respinte dal Tribunale di Sorveglianza. In sostanza, il ricorrente chiedeva alla Suprema Corte di effettuare una nuova e diversa valutazione dei fatti, un compito che esula dalle sue competenze.

Le motivazioni e l’importanza della corretta impugnazione

La Corte ha sottolineato che la motivazione del Tribunale di Sorveglianza, seppur sintetica, era da ritenersi adeguata. I giudici di merito avevano basato la loro decisione su due elementi specifici: la valutazione della pericolosità del soggetto destinatario della lettera e il contenuto poco chiaro e non immediatamente comprensibile della missiva stessa. Secondo la Cassazione, questa motivazione è sufficiente a giustificare il provvedimento.

Il richiamo della difesa ad altre decisioni in casi asseritamente simili è stato giudicato irrilevante, poiché ogni valutazione deve essere calibrata sullo specifico testo della missiva in esame. La Corte ha ribadito che il tentativo di ottenere una ‘alternativa valutazione nel merito’ rende il ricorso inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione prevista proprio per i casi di inammissibilità ricorso.

Le conclusioni: cosa insegna questa ordinanza

Questa pronuncia conferma un principio cardine del nostro sistema processuale: la Corte di Cassazione è un giudice di legittimità, non di merito. Il suo ruolo è quello di verificare la corretta applicazione della legge e la coerenza logica della motivazione, non di riesaminare i fatti come un tribunale di appello. Per evitare una declaratoria di inammissibilità e le relative conseguenze economiche, è cruciale che il ricorso si concentri su questioni strettamente giuridiche, evidenziando specifiche violazioni di legge o vizi logici manifesti nella motivazione del provvedimento impugnato, senza limitarsi a riproporre argomentazioni fattuali già respinte nei gradi precedenti.

Perché il ricorso del detenuto è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non sollevava questioni di legittimità, ma si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già valutate nel merito dal Tribunale di Sorveglianza, chiedendo di fatto una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Corte di Cassazione.

Quali erano le ragioni originali per cui la lettera era stata trattenuta?
L’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza era motivata dalla valutazione della pericolosità del soggetto che doveva ricevere la lettera e dal contenuto della stessa, ritenuto articolato, poco chiaro e con dati e fatti non immediatamente intellegibili.

Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria, in questo caso di tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Ordinanza
Provvedimento decisorio emesso da un giudice, che risolve questioni procedurali o di merito durante un processo, ma che, a differenza della sentenza, di solito non definisce l'intero giudizio.
Ricorso inammissibile
Un'impugnazione che non può essere esaminata nel merito dal giudice perché priva dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, come la presentazione di motivi non consentiti.
Cassa delle ammende
Ente pubblico finanziato con i proventi delle sanzioni pecuniarie penali, che utilizza tali fondi per programmi di reinserimento dei detenuti e per il miglioramento delle strutture carcerarie.
Spese processuali
I costi che una parte soccombente in un giudizio deve sostenere per coprire le spese legali e procedurali del processo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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