L’inammissibilità ricorso per Cassazione nel favoreggiamento penale
Nel panorama del diritto penale italiano, l’inammissibilità ricorso per Cassazione rappresenta un esito frequente quando l’impugnazione non rispetta i rigidi confini del giudizio di legittimità. Recentemente, la Suprema Corte si è pronunciata con l’ordinanza numero 7928 del 2026, ribadendo i criteri fondamentali che rendono un ricorso non procedibile, specialmente quando si tenta di trasformare il terzo grado di giudizio in un nuovo esame del merito.
Analisi dei fatti
Il caso trae origine dalla condanna di un soggetto per il reato di favoreggiamento personale, previsto dall’articolo 378 del codice penale. Dopo la sentenza di secondo grado emessa dalla Corte di Appello di Napoli nel 2025, la parte interessata ha presentato ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Le doglianze sollevate dalla difesa si concentravano su una presunta lettura errata delle fonti probatorie, invocando il vizio del travisamento della prova nel tentativo di ribaltare l’accertamento della responsabilità penale già sancito nei gradi precedenti.
Decisione della Corte
La Settima Sezione Penale ha dichiarato inammissibile l’impugnazione. La Corte ha rilevato come le censure mosse fossero eccessivamente generiche e prive della necessaria specificità richiesta per un ricorso di legittimità. Di conseguenza, oltre a rendere definitiva la condanna, i giudici hanno disposto il pagamento delle spese processuali a carico della ricorrente, aggiungendo una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Tale decisione sottolinea la volontà del legislatore di sanzionare l’abuso dello strumento dell’impugnazione quando questo sia manifestamente infondato.
Cause dell’inammissibilità ricorso per Cassazione
Un aspetto centrale dell’ordinanza riguarda la natura dei motivi dedotti. La Corte ha evidenziato che sollecitare una rivalutazione o una rilettura alternativa delle prove è un’attività del tutto estranea alle competenze dei giudici di legittimità. Il ricorso non può limitarsi a proporre una versione dei fatti diversa da quella accolta dai giudici di merito, ma deve indicare specifici errori nell’applicazione delle norme o lacune logiche insanabili nella motivazione della sentenza impugnata.
Effetti dell’inammissibilità ricorso per Cassazione
L’accertamento dell’inammissibilità comporta il passaggio in giudicato della sentenza di appello. In questo caso, la Corte ha ritenuto che la motivazione fornita dai giudici di merito riguardo alla responsabilità della ricorrente fosse adeguata e coerente. L’ordinanza serve quindi da monito per i professionisti del diritto: il ricorso in Cassazione deve essere costruito su basi tecniche solide, evitando di riproporre questioni fattuali già ampiamente discusse e risolte nei gradi di merito.
Le motivazioni
Le motivazioni del provvedimento risiedono nel principio per cui il controllo della Cassazione è limitato alla coerenza logica e alla correttezza giuridica della decisione. Poiché i motivi presentati dalla difesa miravano a una nuova interpretazione del materiale probatorio, la Corte ha ravvisato un’assenza di specificità dei motivi. È stato accertato che la sentenza di secondo grado aveva fornito una spiegazione razionale e completa circa la responsabilità dell’imputata per favoreggiamento, rendendo così inattaccabile la decisione sotto il profilo della legittimità.
Le conclusioni
In conclusione, l’ordinanza conferma che la corretta redazione dei motivi di ricorso è essenziale per superare il vaglio preventivo della Suprema Corte. Ogni tentativo di trasformare il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito è destinato a scontrarsi con una dichiarazione di inammissibilità. Questo provvedimento riafferma il ruolo della Cassazione come organo nomofilattico, deputato a garantire l’uniforme applicazione della legge e non a sostituirsi ai giudici di merito nella ricostruzione dei fatti storici.
Cosa accade se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La sentenza impugnata diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Si può richiedere alla Cassazione di valutare nuovamente le prove di un processo?
No, la Corte di Cassazione si occupa solo di verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione, senza poter riesaminare il merito dei fatti.
Cosa si intende per motivi generici in un ricorso penale?
Sono motivi che non contestano in modo specifico i punti della sentenza impugnata ma si limitano a critiche vaghe o alla mera richiesta di una diversa lettura delle prove.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 7928 Anno 2026
Penale Ord. Sez. 7 Num. 7928 Anno 2026
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data Udienza: 06/02/2026
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a NAPOLI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 26/02/2025 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
OSSERVA
Rilevato che il ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME avverso la sentenza in epigrafe è inammissibile;
ritenuto che le censure dedotte con il ricorso sono generiche e – pur evocando il vizio del travisamento della prova – sono tese a sollecitare una rivalutazione e/o alternativa rilettura delle fonti probatorie, estranee al sindacato di legittimità;
considerato, in particolare, che, la Corte di appello ha adeguatamente motivato in ordine alla responsabilità della ricorrente per il reato di cui all’art. 378 cod. pen. (cfr. pagine 3 e 4 della sentenza impugnata);
ritenuto che all’inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce di cui all’art. 616 cod. proc. pen..
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 06/02/2026.