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Inammissibilità ricorso: motivi generici e infondati

La Corte di Cassazione dichiara l’inammissibilità di due ricorsi. Il primo per manifesta infondatezza, essendo in contrasto con la giurisprudenza consolidata. Il secondo per genericità, poiché non specificava gli elementi a base della censura, impedendo al giudice di esercitare il proprio sindacato. La decisione sottolinea l’importanza di formulare motivi di impugnazione specifici e fondati. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 12 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Inammissibilità Ricorso: Quando la Cassazione Chiude le Porte

L’ordinanza in esame offre un chiaro esempio di inammissibilità ricorso per motivi di carattere sia sostanziale che procedurale. La Suprema Corte di Cassazione, con una decisione sintetica ma incisiva, ha rigettato le istanze di due imputati, condannandoli al pagamento delle spese e di una sanzione. Questo caso diventa un’utile lezione sui requisiti essenziali che un’impugnazione deve possedere per superare il vaglio di legittimità.

I Fatti del Processo

Due soggetti avevano presentato ricorso in Cassazione avverso una sentenza della Corte d’Appello che li vedeva condannati. I ricorsi, sebbene proposti separatamente, riguardavano la medesima pronuncia di secondo grado. Il primo ricorrente contestava la motivazione relativa alla sua responsabilità penale, in particolare riguardo al nesso causale e psicologico tra la sua condotta e l’evento delittuoso, secondo quanto previsto dall’art. 116 del codice penale. Il secondo ricorrente, invece, lamentava la sussistenza dell’elemento soggettivo del dolo per il reato di cui all’art. 648 c.p. (ricettazione).

La Decisione della Corte: La Doppia Inammissibilità

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili, seppur per ragioni differenti. Questa decisione conferma che l’accesso al giudizio di legittimità è subordinato al rispetto di rigorosi requisiti, la cui mancanza comporta una pronuncia che impedisce l’esame nel merito delle questioni sollevate. La conseguenza diretta per i ricorrenti è stata la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni: Analisi dei Singoli Motivi di Ricorso

La Corte ha esaminato distintamente i due ricorsi, evidenziando per ciascuno i vizi che ne hanno determinato l’esito negativo.

Il Primo Ricorso: Manifesta Infondatezza

Il motivo presentato dal primo ricorrente è stato giudicato ‘manifestamente infondato’. La Corte ha rilevato che la tesi difensiva si poneva in diretto contrasto con la ‘consolidata giurisprudenza di legittimità’ in materia. In altre parole, la questione sollevata era già stata ampiamente dibattuta e risolta dalla Cassazione in senso contrario a quanto sostenuto dal ricorrente. Inoltre, i giudici hanno sottolineato come la Corte d’Appello avesse già esplicitato in modo adeguato le ragioni del proprio convincimento nella sentenza impugnata, rendendo la doglianza del tutto pretestuosa.

Il Secondo Ricorso e l’Inammissibilità per Genericità

Per il secondo ricorrente, la causa dell’inammissibilità ricorso è stata la ‘genericità per indeterminatezza’. Il motivo di ricorso non rispettava i requisiti dell’art. 581, comma 1, lett. c) del codice di procedura penale. La norma impone di enunciare in modo specifico le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta. Nel caso di specie, il ricorrente si era limitato a contestare la motivazione della sentenza d’appello senza indicare gli elementi specifici su cui si basava la sua censura. Questa mancanza ha impedito alla Corte di Cassazione di individuare i rilievi mossi e di esercitare il proprio sindacato, rendendo il ricorso inidoneo a raggiungere il suo scopo.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale del diritto processuale penale: il ricorso in Cassazione non è un terzo grado di giudizio sul merito dei fatti. Per evitare una declaratoria di inammissibilità, è cruciale che i motivi di ricorso siano specifici, pertinenti e non si pongano in aperto contrasto con orientamenti giurisprudenziali consolidati. La genericità e la manifesta infondatezza sono vizi che non solo portano al rigetto dell’impugnazione, ma comportano anche conseguenze economiche significative per il ricorrente. La decisione serve quindi da monito sull’importanza di una redazione tecnica e puntuale degli atti di impugnazione.

Perché il primo ricorso è stato dichiarato manifestamente infondato?
È stato dichiarato manifestamente infondato perché la motivazione contestata si poneva in contrasto con la consolidata giurisprudenza di legittimità in materia, e il giudice di secondo grado aveva già esplicitato adeguatamente le ragioni del suo convincimento.

Cosa significa che un motivo di ricorso è ‘generico per indeterminatezza’?
Significa che il ricorso è privo dei requisiti prescritti dall’art. 581, comma 1, lett. c) del codice di procedura penale, in quanto non indica gli elementi specifici che sono alla base della censura formulata, non consentendo al giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sindacato.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
In caso di inammissibilità, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa per le ammende, che nel caso di specie è stata fissata in tremila euro per ciascun ricorrente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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