Inammissibilità ricorso cassazione: il peso della purezza della droga
L’inammissibilità ricorso cassazione costituisce un esito frequente quando i motivi di impugnazione non rispettano i rigidi canoni di specificità richiesti dal codice di rito. La recente ordinanza della Suprema Corte analizza un caso di detenzione di stupefacenti caratterizzato da un’altissima qualità della sostanza e dalla recidiva del reo.
Analisi dei fatti e contesto operativo
Il caso trae origine dalla condanna di un soggetto trovato in possesso di cocaina con un contenuto medio di principio attivo eccezionalmente elevato, oscillante tra l’84,1% e il 93,7%. Tale dato, unito alla personalità negativa dell’imputato, già gravato da precedenti specifici e sottoposto a misure cautelari per procedimenti analoghi, ha delineato un quadro di elevata pericolosità sociale. Il contesto operativo, riconducibile a una nota piazza di spaccio, ha ulteriormente aggravato la posizione della difesa.
Inammissibilità ricorso cassazione per motivi generici
Il primo motivo di ricorso è stato giudicato inammissibile in quanto proposto in modo generico. La difesa ha tentato di contestare la valutazione dei fatti operata dai giudici di merito, ma la Cassazione ha ribadito che tale valutazione è incensurabile se logicamente motivata. La purezza della sostanza e il profilo criminale del ricorrente sono elementi di fatto che, se accertati correttamente nei gradi precedenti, non possono essere oggetto di un nuovo esame nel giudizio di legittimità.
La questione della confisca del denaro
Un secondo punto del ricorso riguardava la confisca delle somme di denaro sequestrate. Anche in questo caso, la Corte ha dichiarato l’inammissibilità della doglianza. Il motivo risiede nel principio di preclusione: la questione non era stata devoluta in sede di appello. Non è possibile, dunque, sottoporre al vaglio della Cassazione un tema che non è stato preventivamente discusso davanti alla Corte d’Appello.
Le motivazioni
Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sulla carenza di specificità dei motivi di ricorso e sulla natura del giudizio di legittimità. I giudici hanno evidenziato come la determinazione del principio attivo sia un dato oggettivo che qualifica la gravità della condotta. La personalità del reo, desunta dai precedenti penali e dalla pendenza di altri procedimenti per lo stesso titolo di reato, giustifica un rigore sanzionatorio che non può essere scalfito da censure generiche. La mancata impugnazione della confisca in secondo grado rende la decisione sul punto definitiva, impedendo qualsiasi intervento successivo.
Le conclusioni
Le conclusioni tratte dall’ordinanza confermano la linea dura della giurisprudenza verso i ricorsi meramente dilatori o privi di fondamento tecnico. L’inammissibilità ricorso cassazione comporta non solo il rigetto delle istanze difensive, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende. Questo provvedimento sottolinea l’importanza di una strategia difensiva che sia puntuale sin dal grado di appello, evitando di riservare contestazioni cruciali a una fase in cui il perimetro del giudizio è ormai limitato alla sola legittimità formale.
Cosa accade se un motivo di ricorso in Cassazione è troppo generico?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile, impedendo alla Corte di esaminare il merito della questione e comportando spesso una sanzione pecuniaria.
Si può contestare una confisca di denaro direttamente in Cassazione?
No, se la questione non è stata sollevata durante il processo d’appello, non può essere presentata per la prima volta davanti alla Suprema Corte.
Quale rilievo ha la purezza della cocaina nel processo penale?
Un elevato principio attivo, come quello superiore al 90%, indica una maggiore gravità del reato e influisce negativamente sulla valutazione della personalità del reo.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44101 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44101 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 29/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a MARINO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 15/02/2023 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
OSSERVA
Ritenuto che il primo motivo dedotto con il ricorso è genericamente proposto ri all’incensurabile valutazione in fatto che ha considerato l’elevatissimo contenut principio attivo (compreso tra 84,1 e 93,7%) della cocaina in uno alla personalità ne ricorrente gravato da precedenti analoghi e sottorwto a misura cautelare per procedimento pendente oltre che del contesto operativo collegato ad una nota piazza di
Ritenuto che il secondo motivo avente ad oggetto la confisca della somma di de sequestrata, è inammissibile avendo riguardo a questione non devoluta in appello;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la conda ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in fav Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese pro della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 29/9/2023