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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti al riesame

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per minacce e lesioni. L’ordinanza ribadisce che i motivi basati su una richiesta di rivalutazione delle prove e sulla credibilità della persona offesa non rientrano nel giudizio di legittimità, portando a una dichiarazione di inammissibilità del ricorso in cassazione.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso in Cassazione Inammissibile: Quando la Valutazione dei Fatti è Preclusa

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione, Sezione Penale, offre un chiaro esempio dei limiti del giudizio di legittimità e delle ragioni che conducono a una declaratoria di inammissibilità del ricorso in cassazione. La Suprema Corte ha respinto il ricorso di un imputato condannato per minacce e lesioni, ribadendo che non è possibile utilizzare questo strumento per ottenere una terza valutazione dei fatti del processo. Questo articolo analizza la decisione e le sue importanti implicazioni pratiche.

I Fatti alla Base del Processo

Il caso trae origine da una sentenza della Corte di Appello che aveva confermato la condanna di un imputato per i reati di minaccia in concorso (ex artt. 110 e 612, comma secondo, cod. pen.) e lesioni personali in concorso (ex artt. 110 e 581 cod. pen.). Insoddisfatto della decisione, l’imputato ha proposto ricorso per cassazione, affidandosi a due principali motivi di doglianza.

I Motivi del Ricorso e l’Inammissibilità in Cassazione

Il ricorrente ha tentato di scardinare la sentenza di condanna attraverso due argomentazioni principali. Vediamo perché entrambe sono state giudicate inammissibili.

Primo Motivo: Insussistenza degli Elementi del Reato

L’imputato sosteneva l’insussistenza degli elementi costitutivi dei reati contestati e la contraddittorietà della motivazione della sentenza d’appello rispetto alle prove emerse nel processo. La Corte di Cassazione ha immediatamente respinto questa censura, qualificandola come un tentativo, non consentito, di sollecitare una rivalutazione delle prove e una rilettura alternativa dei fatti. Il compito della Cassazione, infatti, non è quello di riesaminare il merito della vicenda, ma di controllare la corretta applicazione della legge.

Secondo Motivo: Violazione delle Norme sulla Valutazione della Prova

Il secondo motivo denunciava la violazione dell’art. 192 del codice di procedura penale. In particolare, si contestava la mancata verifica dell’attendibilità della persona offesa e l’illogicità della motivazione. Anche in questo caso, la Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso in cassazione, spiegando che il compito di vagliare il materiale probatorio, incluse le dichiarazioni della vittima, è già stato pienamente assolto dai giudici di primo e secondo grado. Inoltre, i giudici hanno sottolineato come sia giuridicamente errata la premessa del ricorrente secondo cui le dichiarazioni della persona offesa necessitino sempre di riscontri esterni per essere ritenute valide.

Il Ruolo della Corte di Cassazione: il Sindacato di Legittimità

Questa ordinanza è un’importante lezione sul ruolo della Corte di Cassazione. Il suo non è un ‘terzo grado’ di giudizio dove si possono ridiscutere i fatti. È, invece, un ‘giudizio di legittimità’, il cui scopo è assicurare l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge. Pertanto, i ricorsi che, come in questo caso, si limitano a proporre una diversa valutazione delle prove, senza individuare specifici vizi di legge o di motivazione manifestamente illogica, sono destinati all’inammissibilità.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha fondato la sua decisione su principi consolidati nella giurisprudenza. Citando le Sezioni Unite (sentenze Scibè e Bell’Arte), ha ribadito che non è consentito demandare alla Cassazione il compito di ‘rilettura’ degli elementi di fatto, la cui valutazione è riservata in via esclusiva al giudice di merito. La mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente più adeguata, valutazione delle risultanze processuali non integra un vizio di legittimità. La Corte ha inoltre rilevato la tardività di una memoria difensiva presentata oltre il termine di quindici giorni prima dell’udienza, specificando che, in ogni caso, essa non conteneva argomenti idonei a superare le cause di inammissibilità.

Le conclusioni

L’ordinanza si conclude con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, l’imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia serve da monito: un ricorso per cassazione deve essere redatto con estrema perizia tecnica, concentrandosi esclusivamente su vizi di legittimità e non su doglianze di fatto. Diversamente, l’esito sarà non solo il rigetto, ma anche un’ulteriore condanna economica.

È possibile chiedere alla Corte di Cassazione di rivalutare le prove, come le dichiarazioni della persona offesa?
No, l’ordinanza chiarisce che la Corte di Cassazione non può riesaminare il materiale probatorio. Questo compito spetta esclusivamente ai giudici di merito (primo e secondo grado). Un ricorso che chiede una ‘rilettura’ delle prove è inammissibile.

Quali sono le conseguenze se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come stabilito nel caso di specie con una somma di tremila euro.

La testimonianza della persona offesa ha sempre bisogno di altre prove a supporto per essere considerata credibile?
No. L’ordinanza, richiamando una precedente sentenza delle Sezioni Unite, afferma che è giuridicamente errato ritenere che le dichiarazioni della persona offesa necessitino sempre di riscontri esterni per essere considerate attendibili. La loro valutazione è rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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