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Inammissibilità del ricorso per cassazione: stop al riesame

Le imputate hanno proposto impugnazione contro la sentenza d’appello chiedendo una nuova valutazione delle prove e contestando l’attendibilità della persona offesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione perché i giudici di merito hanno motivato la decisione in modo logico e coerente. Il giudizio di legittimità non consente di riesaminare i fatti o di proporre un’interpretazione alternativa delle prove. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità delle imputate e le ha condannate al pagamento delle spese processuali, al versamento di tremila euro ciascuna alla Cassa delle Ammende e al risarcimento delle spese legali sostenute dalla parte civile.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 24813 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 7 n. 24813/2026)

L’inammissibilità del ricorso per cassazione nei giudizi penali

La Corte di Cassazione ha stabilito regole severe sulla stesura degli atti di impugnazione. L’inammissibilità del ricorso per cassazione si verifica ogni volta che la difesa richiede un nuovo esame dei fatti. Le imputate hanno proposto appello contro la sentenza di condanna della Corte d’Appello di Bologna. La difesa ha sostenuto l’errata affermazione di responsabilità penale e ha richiesto un riesame delle prove raccolte durante il dibattimento.

I giudici di legittimità hanno ricordato che il ricorso non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti. La legge vieta la rilettura delle risultanze processuali quando la motivazione dei giudici precedenti appare adeguata e priva di contraddizioni. L’impugnazione proposta dalle imputate non rispetta questi criteri fondamentali.

Il limite del giudizio di legittimità e la valutazione delle prove

Il processo penale attribuisce poteri differenti ai diversi gradi di giudizio. Il tribunale e la corte d’appello valutano le prove fisiche e le testimonianze per ricostruire gli eventi. La Corte di Cassazione svolte invece una funzione di puro controllo della legalità della decisione.

La contestazione della difesa si basa su una mera rilettura difensiva degli elementi di prova. Questo tipo di critica non trova spazio nella sede di legittimità. Il codice di procedura penale vieta la deduzione di violazioni di legge quando la contestazione riguarda soltanto l’esito della valutazione probatoria. Il ricorso per cassazione richiede la dimostrazione di vizi logici evidenti ed emersi direttamente dal testo del provvedimento impugnato.

La credibilità della persona offesa e la valutazione del giudice

La difesa ha contestato l’attendibilità delle dichiarazioni rese dalla persona offesa dal reato. I giudici supremi hanno ribadito la propria giurisprudenza costante su questo punto cruciale. La valutazione della credibilità della persona offesa rappresenta una questione di fatto riservata al giudice di merito.

La Corte di Cassazione non possiede il potere di riesaminare l’attendibilità dei testimoni o delle vittime. Il giudice di appello ha già analizzato la testimonianza della persona offesa e ha fornito una spiegazione logica della scelta motivazionale. I motivi di doglianza presentati dalle imputate risultano generici e ripetono argomentazioni già rispedite al mittente nei precedenti gradi del processo.

Le motivazioni della Corte sull’inammissibilità del ricorso per cassazione

I giudici della Suprema Corte hanno incentrato le motivazioni della decisione su precise regole processuali. L’obbligo di motivazione del giudice d’impugnazione non impone la risposta analitica a ogni singola contestazione della difesa. Il giudice soddisfa i requisiti di legge se indica in modo chiaro la struttura logica della decisione e i fatti decisivi del processo.

Le argomentazioni incompatibili con la sentenza si intendono esaminate e disattese anche in forma implicita. La censura difensiva si riduce a una richiesta di diversa valorizzazione del materiale probatorio. La Corte ha riscontrato una motivazione di secondo grado completa, congrua e priva di manifesti vizi logici. Di conseguenza, le doglianze difensive non superano il filtro preventivo di ammissibilità fissato dalla legge.

Le conclusioni e gli effetti dell’inammissibilità del ricorso per cassazione

La settima sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dalle imputate. Il collegio ha applicato le sanzioni previste dal codice di rito per i casi di impugnazione infondata. Ciascuna imputata deve pagare le spese del procedimento penale e versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.

La decisione produce effetti diretti anche nei confronti della parte civile costituita nel processo. La Suprema Corte ha condannato le imputate al rifacimento delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile per questo grado di giudizio. La somma liquidata ammonta a complessivi duemilacinquecento euro oltre agli accessori di legge. La sentenza della Corte d’Appello acquista la stabilità del giudicato e la responsabilità penale rimane definitivamente accertata.

La Corte di Cassazione può valutare nuovamente le testimonianze?
La Corte di Cassazione controlla solo il rispetto della legge e la logica della motivazione, senza poter rivalutare la credibilità dei testimoni.

Cosa succede se il ricorso viene dichiarato inammissibile?
Il ricorrente perde la causa, la sentenza diventa definitiva e la Corte applica sanzioni pecuniarie insieme al pagamento delle spese.

Il giudice di appello deve rispondere a ogni singolo punto della difesa?
Il giudice non deve replicare a ogni dettaglio se le ragioni complessive della decisione chiariscono già perché le difese sono infondate.

Termini giuridici

Inammissibilità
Rifiuto dell'atto d'impugnazione perché privo dei requisiti di legge o basato su motivi non consentiti.
Giudizio di legittimità
Controllo svolto dalla Corte di Cassazione sul rispetto delle leggi, senza riesaminare i fatti del processo.
Persona offesa
Il soggetto che ha subito il danno o la lesione del diritto a causa del reato.
Cassa delle ammende
Ente pubblico gestito dal Ministero della Giustizia che raccoglie le sanzioni pecuniarie e le ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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