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Inammissibilità del ricorso per Cassazione: respinto il ricorso

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per Cassazione presentato da un’imputata contro la sentenza della Corte d’Appello. La ricorrente contestava la mancata esclusione della recidiva e il diniego delle circostanze attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi di ricorso erano generici e si limitavano a riprodurre le stesse contestazioni già esaminate e correttamente respinte nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la decisione precedente e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 32226 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 32226/2023)

Il caso: la contestazione della recidiva e delle attenuanti

La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso emblematico riguardante l’inammissibilità del ricorso per Cassazione. Una cittadina, condannata nei precedenti gradi di giudizio, ha proposto ricorso lamentando la mancata esclusione della recidiva (la ripetizione di reati nel tempo) e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (particolari elementi che consentono una riduzione della pena). La vicenda nasce dalla decisione della Corte d’Appello che aveva confermato la responsabilità penale e il trattamento sanzionatorio della donna. Quest’ultima ha ritenuto ingiusta la valutazione dei giudici di merito, decidendo così di rivolgersi al massimo organo di legittimità per ottenere una riforma della decisione. La ricorrente sosteneva che i giudici di merito non avessero valutato correttamente la sua condotta e la sua personalità, richiedendo una riduzione della pena complessiva.

Quando il ricorso riproduce motivi già superati

Presentare un ricorso davanti alla Suprema Corte richiede il rispetto di requisiti formali e sostanziali molto rigidi. Non è possibile utilizzare la Cassazione come un terzo grado di giudizio in cui ridiscutere i fatti o chiedere una nuova valutazione delle prove. Il ricorso deve evidenziare specifici vizi di legittimità (errori nell’applicazione della legge o gravi difetti nella motivazione) della sentenza impugnata. Nel caso in esame, la ricorrente ha riproposto le medesime lamentele già sollevate in appello, senza contestare in modo puntuale le risposte fornite dai giudici di secondo grado. Questo errore procedurale è purtroppo molto frequente e compromette l’esito del giudizio, poiché la legge vieta la semplice riproduzione di argomenti già ampiamente analizzati e respinti con motivazioni logiche e coerenti. La genericità dei motivi rende l’atto nullo dal punto di vista pratico.

Le motivazioni della sentenza sull’inammissibilità del ricorso per Cassazione

Le motivazioni della sentenza sull’inammissibilità del ricorso per Cassazione si concentrano sulla genericità dei motivi presentati dalla difesa. I giudici di piazza Cavour hanno rilevato che l’atto di ricorso non conteneva elementi di novità né critiche specifiche alla struttura logica della sentenza della Corte d’Appello. La decisione impugnata aveva già spiegato in modo impeccabile e privo di vizi logici le ragioni per cui non era possibile escludere la recidiva e per cui non si potevano concedere le attenuanti generiche. La recidiva era giustificata dai precedenti penali della ricorrente, mentre non emergevano elementi positivi per concedere le attenuanti. Di fronte a una motivazione d’appello congrua, dettagliata e corretta, la Cassazione non può fare altro che rilevare il difetto di specificità del ricorso, dichiarandolo inammissibile senza entrare nel merito delle questioni sollevate, poiché non spetta ai giudici di legittimità riscrivere la valutazione dei fatti compiuta nei gradi precedenti.

Le conclusioni della Cassazione sull’inammissibilità del ricorso per Cassazione

Le conclusioni della Cassazione sull’inammissibilità del ricorso per Cassazione hanno comportato il rigetto definitivo dell’impugnazione e la fine del percorso giudiziario per la ricorrente. Oltre a dichiarare inammissibile il ricorso, la Suprema Corte ha applicato rigorosamente le norme del codice di procedura penale relative alle spese. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria ha una funzione deterrente e serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi manifestamente infondati o generici, che intasano inutilmente il sistema giudiziario. La decisione ribadisce con forza l’importanza di una difesa tecnica estremamente precisa e mirata in sede di legittimità, evidenziando come la semplice ripetizione di tesi difensive già respinte non possa trovare accoglimento davanti alla Suprema Corte.

Cosa succede se si presenta un ricorso in Cassazione uguale a quello d’appello?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile perché non è consentito riprodurre semplicemente le stesse lamentele già esaminate e respinte dai giudici di secondo grado.

Cos’è la Cassa delle ammende e perché si viene condannati a pagare?
Si tratta di un fondo del Ministero della Giustizia. Chi presenta un ricorso inammissibile o infondato viene condannato a pagare una sanzione pecuniaria per aver abusato dello strumento giudiziario.

La Cassazione può rivalutare le prove o i fatti del processo?
No, la Cassazione è un giudice di legittimità e controlla solo se la legge è stata applicata correttamente e se la motivazione della sentenza precedente è logica.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione che impedisce al giudice di esaminare il merito di un ricorso a causa di difetti formali o di contenuto.
Recidiva
Condizione di chi, dopo essere stato condannato per un reato, ne commette un altro, subendo un aumento di pena.
Attenuanti generiche
Sconti di pena che il giudice può concedere valutando elementi non espressamente previsti dalla legge.
Cassa delle ammende
Fondo pubblico presso il Ministero della Giustizia dove confluiscono le sanzioni pecuniarie e le somme per i ricorsi respinti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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