Impugnazione Sentenza Non Luogo a Procedere: La Cassazione Fa Chiarezza
Nel complesso panorama della procedura penale, la scelta del corretto mezzo di impugnazione è un passo cruciale che può determinare le sorti di un intero procedimento. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione offre un’importante lezione pratica sull’impugnazione sentenza non luogo a procedere, ribadendo quale sia l’unica via percorribile a seguito delle riforme legislative. La decisione, pur non entrando nel merito della vicenda sostanziale, si concentra su un aspetto puramente procedurale, dimostrando come un errore formale possa essere corretto dalla Suprema Corte per garantire il corretto svolgimento della giustizia.
I Fatti del Caso
Il caso trae origine da un procedimento penale per un reato legato alla normativa sul reddito di cittadinanza. Il Giudice per l’udienza preliminare (GUP) del Tribunale di Mantova aveva emesso una sentenza di non luogo a procedere, ritenendo che il fatto non fosse più previsto dalla legge come reato a seguito dell’abrogazione della disciplina sul reddito di cittadinanza.
Contro questa decisione, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Brescia proponeva ricorso per Cassazione. La Procura sosteneva che l’abrogazione non avesse comportato una totale abolitio criminis, ma piuttosto una successione di leggi nel tempo che manteneva la rilevanza penale per i fatti commessi fino a una certa data, come nel caso di specie.
La Questione Procedurale: Quale Impugnazione per la Sentenza di Non Luogo a Procedere?
Il nodo centrale su cui la Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi non riguardava la fondatezza dell’accusa, ma la correttezza dello strumento processuale utilizzato dal Procuratore Generale. La domanda era: una sentenza di non luogo a procedere può essere impugnata direttamente con ricorso per Cassazione? La risposta della Corte è stata netta e si fonda sull’interpretazione dell’art. 428 del codice di procedura penale, come modificato dalla legge n. 103 del 2017 (la cosiddetta ‘Riforma Orlando’).
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha evidenziato che, a seguito della riforma del 2017, la legge è inequivocabile: l’impugnazione sentenza non luogo a procedere è ammessa soltanto mediante appello dinanzi alla Corte d’Appello. Di conseguenza, il ricorso immediato per cassazione è inammissibile.
I giudici hanno spiegato che il cosiddetto ‘ricorso per saltum’ (art. 569 c.p.p.), che consente di ‘saltare’ l’appello e adire direttamente la Cassazione, non è applicabile in questo contesto. Tale strumento è infatti riservato alle sentenze di primo grado che concludono il giudizio di cognizione, e non alle sentenze emesse al termine dell’udienza preliminare, come quella in esame.
Tuttavia, anziché dichiarare semplicemente inammissibile il ricorso, la Corte ha applicato un principio di conservazione degli atti giuridici. Visto che l’atto presentato dal Procuratore Generale possedeva i requisiti di un appello, la Corte lo ha ‘riqualificato’. Ha quindi trasformato il ricorso per cassazione in un appello e ha disposto la trasmissione di tutti gli atti alla Corte d’Appello di Brescia, ovvero l’organo giudiziario competente a decidere nel merito.
Conclusioni
Questa ordinanza fornisce due importanti indicazioni pratiche. In primo luogo, consolida un orientamento giurisprudenziale chiaro: contro le sentenze di non luogo a procedere emesse dal GUP, l’unica via è l’appello. Scegliere un percorso diverso, come il ricorso diretto in Cassazione, è un errore procedurale. In secondo luogo, dimostra l’approccio pragmatico della Cassazione che, quando possibile, tende a ‘salvare’ l’atto errato riqualificandolo, evitando così che un vizio di forma precluda l’esame nel merito della questione. La vicenda, quindi, non si conclude con questa ordinanza: la parola passa ora alla Corte d’Appello, che dovrà valutare se la decisione del GUP di archiviare il caso sia stata corretta o meno.
Come si impugna una sentenza di non luogo a procedere emessa dopo la riforma del 2017?
Si impugna esclusivamente con appello alla Corte d’Appello, come stabilito dall’art. 428 del codice di procedura penale. Un ricorso diretto in Cassazione non è la via corretta.
È possibile fare ricorso per cassazione ‘per saltum’ contro una sentenza di non luogo a procedere?
No, la Corte ha chiarito che il ricorso per saltum (art. 569 c.p.p.) è limitato alle sentenze di primo grado che chiudono la fase di cognizione e non si applica alle sentenze di non luogo a procedere del GUP.
Cosa succede se si presenta un ricorso per cassazione errato invece di un appello?
Se l’atto ha i requisiti formali per essere considerato un appello, la Corte di Cassazione, in base a un principio di conservazione degli atti, può qualificarlo come appello e trasmettere il fascicolo alla Corte d’Appello competente per la decisione.