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Furto in parcheggio ospedale: quando è aggravato?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25732/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. Il caso verteva su un furto in parcheggio ospedale, e la Corte ha confermato che tale area rientra nella nozione di ‘stabilimento pubblico’ ai sensi dell’art. 625 n. 7 c.p. La decisione ribadisce che anche le pertinenze esterne di un edificio pubblico, come un parcheggio, godono di una tutela rafforzata, rendendo il furto ivi commesso un reato aggravato.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Furto in parcheggio ospedale: perché si configura l’aggravante

Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale in materia di reati contro il patrimonio, chiarendo quando un furto in parcheggio ospedale debba considerarsi aggravato. L’ordinanza in esame analizza la nozione di “stabilimento pubblico” estendendola anche alle aree pertinenziali, come i parcheggi. Questo caso offre spunti importanti per comprendere la portata della tutela penale accordata ai luoghi in cui si svolgono servizi di pubblica utilità.

I fatti del caso: il furto nel piazzale del pronto soccorso

La vicenda giudiziaria ha origine dalla condanna di un individuo per il reato di furto aggravato. L’imputato, insieme a due complici, era stato notato stazionare nel piazzale antistante il pronto soccorso di un ospedale. Successivamente, aveva prelevato delle borse da un’automobile in sosta nel parcheggio della struttura sanitaria. I giudici di merito, sia in primo che in secondo grado, avevano confermato la sua colpevolezza, ritenendo sussistente l’aggravante di aver commesso il fatto su cose esistenti in uno stabilimento pubblico, come previsto dall’articolo 625, n. 7 del codice penale.

L’imputato ha quindi proposto ricorso per cassazione, contestando proprio la configurabilità di tale aggravante, sostenendo che un parcheggio non potesse essere qualificato come “stabilimento pubblico”.

La decisione della Corte sul furto in parcheggio ospedale

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando integralmente la decisione della Corte d’Appello. Gli Ermellini hanno respinto le argomentazioni della difesa, basando la loro decisione su due pilastri principali: i limiti del giudizio di legittimità e l’interpretazione consolidata della norma sull’aggravante.

L’inammissibilità delle censure di merito

In primo luogo, la Corte ha ribadito che il giudizio di cassazione non è una terza istanza di merito. Non è possibile, in questa sede, chiedere una nuova e diversa valutazione delle prove o una ricostruzione dei fatti più favorevole. Il compito della Cassazione è verificare la corretta applicazione della legge e la coerenza logica della motivazione della sentenza impugnata. Nel caso di specie, la motivazione dei giudici di merito è stata ritenuta congrua, esauriente e priva di illogicità.

La nozione estesa di “stabilimento pubblico”

Il punto cruciale della decisione riguarda l’interpretazione dell’aggravante. La Corte ha chiarito che, secondo un orientamento giurisprudenziale costante, la nozione di “stabilimento pubblico” deve essere intesa in senso ampio. Essa non comprende solo gli edifici in cui si svolge l’attività principale, ma anche tutte le parti accessorie e pertinenziali come scale, ingressi, corridoi, giardini e, appunto, i parcheggi.

Le motivazioni della Cassazione

La motivazione alla base di questa interpretazione estensiva è la ratio stessa della norma incriminatrice. L’aggravante prevista dall’art. 625 n. 7 c.p. mira a garantire una tutela più efficace del rispetto dovuto alla Pubblica Amministrazione e della maggiore fiducia che si ripone nella conservazione dei beni che si trovano nei suoi uffici o stabilimenti. Di conseguenza, è irrilevante che la cosa sottratta appartenga o meno all’ente pubblico o ai suoi dipendenti.

Il parcheggio di un ospedale, pur essendo un’area esterna, è direttamente pertinente alla struttura e svolge una funzione servente e complementare rispetto all’attività di pubblica utilità sanitaria che vi si svolge. Pertanto, rientra a pieno titolo nella nozione di “stabilimento pubblico”, rendendo il furto ivi commesso aggravato.

Conclusioni

L’ordinanza della Corte di Cassazione consolida un principio giuridico di notevole importanza pratica. La decisione chiarisce che la tutela penale rafforzata non si limita alle mura dell’edificio pubblico, ma si estende a tutte le aree che ne costituiscono pertinenza funzionale. Chi commette un furto nel parcheggio di un ospedale, di un tribunale o di un qualsiasi altro ufficio pubblico, risponderà di furto aggravato, con conseguente inasprimento della pena. Questa interpretazione garantisce una protezione più ampia per i cittadini che usufruiscono di servizi pubblici, riconoscendo che la sicurezza deve essere assicurata in tutti gli spazi connessi a tali attività essenziali.

Un furto commesso nel parcheggio di un ospedale è considerato furto aggravato?
Sì, la Corte di Cassazione ha stabilito che il furto in un parcheggio ospedaliero è aggravato ai sensi dell’art. 625 n. 7 del codice penale, poiché il parcheggio è considerato parte integrante e funzionale dello “stabilimento pubblico”.

Cosa si intende per “stabilimento pubblico” ai fini dell’aggravante del furto?
Secondo la sentenza, la nozione di “stabilimento pubblico” comprende non solo l’edificio principale ma anche tutte le aree accessorie e pertinenti, come parcheggi, giardini e ingressi, che svolgono una funzione sussidiaria e complementare all’attività pubblica principale.

È possibile contestare la ricostruzione dei fatti davanti alla Corte di Cassazione?
No, il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una diversa ricostruzione dei fatti. La Corte si occupa solo di verificare la corretta applicazione della legge (vizi di legittimità) e la coerenza logica della motivazione, non di riesaminare le prove (censure di merito).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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