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Furto in abitazione: no attenuante lieve, ricorso out

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione di due vasi di modesto valore. L’imputato sollevava una questione di legittimità costituzionale, sostenendo che la norma non prevede un’attenuante per fatti lievi. La Corte ha ritenuto la questione irrilevante, poiché anche l’introduzione di tale attenuante non avrebbe permesso l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la struttura della norma.

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Pubblicato il 19 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Furto in Abitazione: Inammissibile il Ricorso per l’Attenuante Lieve

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29664 del 2024, ha affrontato un’interessante questione relativa al furto in abitazione di lieve entità. Un reato apparentemente minore, il furto di due piante, è diventato il pretesto per sollevare un dubbio di legittimità costituzionale sulla proporzionalità della pena prevista dall’art. 624 bis del codice penale. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per una ragione prettamente processuale: la carenza di rilevanza della questione sollevata. Vediamo nel dettaglio la vicenda e le motivazioni dei giudici.

I Fatti: il Furto di Due Vasi e la Questione di Proporzionalità della Pena

Il caso trae origine dalla condanna, confermata in Appello, di un individuo per il reato di furto in abitazione. L’oggetto del reato era costituito da due vasi contenenti piante, sottratti dall’esterno dell’abitazione della persona offesa. Nonostante il valore economico modesto del bene, l’imputato è stato condannato alla pena di un anno e dieci mesi di reclusione e 600 euro di multa, pur con la concessione delle attenuanti generiche.

Nei gradi di merito, i giudici avevano negato l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.), in quanto il reato di furto in abitazione prevede una pena minima superiore al limite stabilito da tale norma.

L’Eccezione di Incostituzionalità nel ricorso per furto in abitazione

La difesa ha proposto ricorso per cassazione basandolo su un unico motivo: l’illegittimità costituzionale dell’art. 624 bis c.p. Secondo il ricorrente, la norma violerebbe i principi di ragionevolezza e finalità rieducativa della pena (artt. 3 e 27 della Costituzione) perché non prevede un’ipotesi attenuata per i fatti di lieve entità, i cosiddetti “furti bagatellari”.

Questo irrigidimento della cornice edittale, senza “valvole di sicurezza”, porterebbe a sanzioni sproporzionate per episodi di minima gravità, come quello in esame. La difesa ha tracciato un parallelo con recenti pronunce della Corte Costituzionale che hanno introdotto attenuanti simili per reati come l’estorsione.

La Decisione della Corte: la Rilevanza come Requisito Fondamentale

La Suprema Corte, pur riconoscendo in linea di principio l’ammissibilità di un ricorso basato unicamente su una questione di legittimità costituzionale, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il fulcro della decisione risiede nel concetto di rilevanza della questione.

Il Meccanismo dell’Art. 131 bis c.p.

L’obiettivo finale del ricorrente era ottenere l’applicazione della causa di non punibilità dell’art. 131 bis c.p. La difesa sperava che, introducendo un’attenuante per la lieve entità, la Corte Costituzionale avrebbe di fatto abbassato la cornice edittale del reato, rendendo così applicabile la norma sulla tenuità del fatto.

L’Irrilevanza della Questione nel Caso Specifico

La Cassazione ha smontato questo ragionamento. Ha osservato che gli interventi “correttivi” della Corte Costituzionale in casi analoghi hanno introdotto attenuanti a effetto comune (che riducono la pena fino a un terzo), non a effetto speciale. Tuttavia, l’art. 131 bis c.p. stabilisce esplicitamente che, per determinare la pena ai fini della sua applicabilità, non si tiene conto delle circostanze attenuanti, ad eccezione di quelle a effetto speciale.

Di conseguenza, anche se la questione di costituzionalità fosse stata accolta, l’introduzione di un’attenuante comune non avrebbe avuto alcun impatto sulla possibilità di applicare l’art. 131 bis c.p. al caso di specie. La questione sollevata era, pertanto, priva di rilevanza concreta per il giudizio, rendendo il ricorso inammissibile.

Le Motivazioni della Sentenza sul furto in abitazione

La Corte ha motivato la propria decisione sottolineando che la possibile rilevanza di una questione di legittimità costituzionale deve essere valutata all’interno del perimetro oggettivo del giudizio, così come delineato dai motivi di impugnazione. Nel caso in esame, il ricorso non contestava l’entità della pena inflitta, ma mirava unicamente all’applicazione dell’art. 131 bis c.p. attraverso la leva della questione di costituzionalità. Poiché questo percorso si è rivelato giuridicamente impercorribile, la questione stessa è diventata irrilevante. La pronuncia chiarisce che un ricorso per cassazione, anche se fondato su una questione di principio, deve sempre tendere a un risultato pratico favorevole per il ricorrente. Se questo risultato non è raggiungibile nemmeno in via ipotetica, l’impugnazione non può essere esaminata nel merito.

Le Conclusioni

La sentenza ribadisce un principio processuale fondamentale: la necessità che ogni questione sollevata in giudizio abbia una concreta rilevanza per la decisione finale. Per quanto riguarda il furto in abitazione, la decisione conferma indirettamente l’attuale severità del trattamento sanzionatorio anche per episodi di minima entità. Fino a un eventuale intervento del legislatore o a una diversa impostazione della Corte Costituzionale, i fatti bagatellari commessi all’interno di un’abitazione o delle sue pertinenze restano esclusi dall’ambito applicativo della non punibilità per particolare tenuità del fatto, con conseguenze sanzionatorie che possono apparire sproporzionate rispetto alla gravità concreta del fatto.

È possibile basare un ricorso per cassazione solo su una questione di legittimità costituzionale?
Sì, la Corte di Cassazione ammette che un ricorso possa avere come unico oggetto una questione di legittimità costituzionale, a patto che questa sia rilevante, ovvero che la sua risoluzione possa portare a un risultato più favorevole per il ricorrente.

Perché la questione di incostituzionalità dell’art. 624 bis c.p. è stata ritenuta irrilevante in questo caso di furto in abitazione?
È stata ritenuta irrilevante perché, anche se la Corte Costituzionale avesse introdotto un’attenuante per fatti di lieve entità, questa (essendo un’attenuante comune) non avrebbe inciso sul calcolo della pena minima previsto per l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.), che era l’obiettivo del ricorrente.

Cosa stabilisce la sentenza riguardo al trattamento sanzionatorio del furto in abitazione di modesta entità?
La sentenza, dichiarando inammissibile il ricorso, conferma che l’attuale assetto normativo non consente di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.) al reato di furto in abitazione, a causa dei limiti edittali minimi di pena, anche quando il fatto è di modestissima entità.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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