LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Furto in abitazione: la camera è privata dimora

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione a carico di un soggetto che si era introdotto nella camera da letto di una struttura ricettiva per sottrarre una borsa. La difesa contestava la qualificazione del luogo come privata dimora, trattandosi di un istituto religioso. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che la nozione di privata dimora ai fini dell’art. 624-bis c.p. è ampia e include ogni spazio dove si svolgono atti della vita privata, anche se situato in strutture collettive. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile anche per quanto riguarda la recidiva e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 1 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 498 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 5 n. 498/2023)

Furto in abitazione: quando la camera in una struttura ricettiva diventa privata dimora

Il reato di furto in abitazione non si limita esclusivamente alla casa di proprietà o in affitto. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha chiarito i confini della tutela penale, estendendo la nozione di “privata dimora” anche a contesti apparentemente meno convenzionali, come le stanze all’interno di istituti religiosi o strutture ricettive.

I fatti e il contesto giuridico

Il caso riguarda un’imputata condannata per essersi introdotta nella camera da letto di una persona che dimorava stabilmente all’interno di una struttura gestita da un ente religioso. L’obiettivo dell’intrusione era il furto di una borsa custodita nella stanza. La difesa ha basato il ricorso sulla tesi che tale luogo non potesse essere considerato una privata dimora, poiché la vittima non aveva il potere esclusivo di impedire l’accesso a terzi nell’intera struttura.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna emessa nei gradi di merito. I giudici hanno sottolineato che, per la configurabilità del furto in abitazione, ciò che rileva è la natura dello spazio specifico in cui avviene il reato. Se una stanza è destinata allo svolgimento di atti della vita privata, essa gode della protezione rafforzata prevista dall’art. 624-bis del codice penale.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano su un’interpretazione estensiva e consolidata del concetto di privata dimora. La Corte ha rilevato che tale nozione è più ampia di quella di semplice abitazione, riferendosi a qualsiasi luogo in cui un individuo compia atti della vita privata in modo non occasionale, anche se transitorio. Nel caso di specie, la camera da letto all’interno della struttura ricettiva costituiva il fulcro della sfera privata della persona offesa. Inoltre, la Corte ha ritenuto corretto il diniego delle attenuanti generiche e l’applicazione della recidiva, evidenziando la pericolosità sociale del soggetto e la gravità della condotta rispetto ai precedenti penali.

Le conclusioni

Le conclusioni della Cassazione ribadiscono un principio fondamentale: la tutela del domicilio e della riservatezza non dipende dal titolo di possesso dell’immobile, ma dall’uso effettivo che se ne fa per la propria vita privata. Chiunque si introduca abusivamente in una stanza d’albergo, in un convitto o in una camera di una struttura comunitaria per commettere un reato, risponderà di furto in abitazione. Questa sentenza rafforza la protezione dei cittadini anche quando si trovano fuori dalle proprie mura domestiche, garantendo che ogni spazio di intimità sia legalmente protetto.

Una stanza in un istituto religioso è considerata privata dimora?
Sì, se la stanza è utilizzata stabilmente o transitoriamente per svolgere atti della vita privata, rientra nella tutela prevista per il furto in abitazione.

Qual è la differenza tra abitazione e privata dimora?
La privata dimora è un concetto più ampio che include ogni luogo, anche non destinato a residenza fissa, dove si svolgono attività della sfera privata.

Cosa rischia chi commette un furto in una camera d’albergo?
Rischia la condanna per furto in abitazione ai sensi dell’art. 624-bis c.p., che prevede pene più severe rispetto al furto semplice.

Termini giuridici

Privata dimora
Luogo in cui la persona compie, anche in modo transitorio, atti della vita privata, tutelato dalla legge penale contro le intrusioni.
Recidiva
Circostanza aggravante che comporta un aumento di pena per chi commette un nuovo reato dopo una condanna definitiva.
Attenuanti generiche
Circostanze non tipizzate che il giudice può considerare per diminuire la pena in base a elementi meritevoli di valutazione.
Inammissibilità
Vizio del ricorso che impedisce al giudice di esaminare il merito della questione a causa di difetti formali o manifesta infondatezza.
Cassa delle ammende
Ente presso il Ministero della Giustizia a cui affluiscono le somme derivanti da sanzioni pecuniarie e spese processuali.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)